Beware! The Blob

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MMJ Davinotti jr
Titolo originale: Beware! The Blob
Anno: 1972
Genere: horror (colore)
Note: Seguito/remake di "Fluido mortale" (1958). Aka "Son of Blob", "Beware of the Blob".
Numero commenti presenti: 1
Papiro: elettronico

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I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Più che a un sequel (nonostante sullo schermo di una tv si veda passare Steve McQueen in una scena del primo indimenticato FLUIDO MORTALE) siamo di fronte a un remake, con tanto di scena madre spostata dal cinema in un bowling e un blob dal colore rosso vivo (molto meno credibile di quello precedente, più sbiadito) che agisce nello stesso identico modo di allora. Gli effetti tuttavia sono al ribasso e se nel modello rappresentavano comunque un punto di forza, qui si risolvono con la massa gelatinosa che lentamente avvolge le sue vittime, costrette a far di tutto pur di fingere di non potersi difendere. Quello che gira intorno...Leggi tutto agli attacchi, in cui comunque il futuro J.R. Larry Hagman tenta di inventarsi almeno visivamente qualcosa (curioso per esempio l'assalto con le ombre proiettate sui muri di un casolare e il rosso del blob che si staglia vivace coprendo tre malcapitati), è poco o niente, fugaci quadretti in cui i protagonisti si accorgono della minaccia quando è troppo tardi limitandosi perlopiù ad urlare. Scenette di nessuna consistenza, come quella ridicolmente prolungata in cui un barbiere magnifica le proprie doti di “scultore” di capelli a un ragazzo lì per un semplice taglio, o quella iniziale, altrettanto inutilmente interminabile, in cui una coppia con micetto (sulla cui passeggiata tra l'erba scorrono i titoli di coda) subisce il primo attacco del fluido color fragola. I rimandi all'originale sono numerosi, al punto che all'apparire del blob che fuoriesce dalle grate in cascate molli e simmetriche o nelle scene al bowling sembra davvero di rivedere quel vecchio classico. Purtroppo il cast non può contare su Steve McQueen (Robert Walker e Gwynne Gilford, la coppia giovane che più sta sul sul set, dice poco) e si finisce con il precipitare spesso nel ridicolo (semi)involontario, specie quando il blob si “mangia” le galline di un pollaio o entra nel bagno di uno sguaiato turco con tanto di fez che dalla vasca fuggirà poi nudo per le strade (!). L'operazione è insomma condotta barcamenandosi tra il serio e il faceto, con la consapevolezza di non poter puntare molto in alto visto il budget a disposizione e cercando d'inventarsi situazioni bizzarre prima che d'effetto, con un finale scontato che precede un epilogo pomposo e fiaccante. Detto di un Dick Van Patten caposcout in una delle scene più palesemente inserite per allungare il brodo, non va dimenticato il cameo dello stesso Larry Hagman che, nel ruolo di un mezzo ubriaco assieme a Burgess Meredith e Del Close, si mette senza un perché a giocare con le palline clic-clac regalandoci un simpatico ricordo del celebre gioco. La gelatina rossa che fuoriesce da lavandini, tombini, da sotto le porte, che cola dall'alto o che ricopre intere automobili mantiene ancora il suo fascino, ma questa versione "di mezzo" (in attesa del più efficace remake del 1988) si rivela tediosa e del tutto inutile, appena ravvivata qua e là da un autentico spirito trash che se non altro le regala un piccolo motivo per esser ricordata.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 14/02/20 DAL DAVINOTTI
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Leandrino 15/01/21 09:49 - 106 commenti

I gusti di Leandrino

Una sequenza iniziale ridicolmente lunga - senza motivo -, introduce i toni scanzonati di questo horror di cui si posson salare solo un paio di cose (il fermo immagine finale, qualche scelta di fotografia azzeccata). Un blob fosforescente che minaccia una cittadina è l'esile premessa, ma il film non va oltre: personaggi inconsistenti - come gli attori che li incarnano - si fanno uccidere facendosi prendere di soppiatto da una Cosa a malapena senziente. Non c'è il minimo singulto, non c'è alcuna attrattiva e non si sorride neppure. Certo qualcosa si avverte: la noia.

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