Tender mercies (Un tenero ringraziamento)

LE LOCATION

I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Sembra uscire direttamente dagli Anni Settanta, il film di Bruce Beresford. Confinato in un Texas di rara desolazione, raramente sposta l'azione dal Motel Mariposa dove vivono Mac Sledge (Duvall) e Rosa Lee (Harper) col figlio di lei, Sonny (Hubbard). Mac è un ex cantante country di ottimo successo, un tempo schiavo dell'alcol e per questo allontanato di casa dall'ex moglie (Buckley), che ha cresciuto la loro figlia Sue Ann (Barkin). Rosa ha perso il marito in Vietnam e quando, mentre stanno lavorando la terra, Mac le chiede di sposarlo, lei accetta. Senza troppo entusiasmo a dire il vero, ma la coppia pare affiatata, Sonny è contento e perfino l'arrivo in città di Dixie col suo gruppo, con cui canta molte canzoni scritte dall'ex marito,...Leggi tutto non sembra sconvolgere troppo il sonnacchioso tran-tran. Ed è questa un po' la cifra del film, che non ha la pretesa di raccontare null'altro che il quotidiano di un uomo uscito dal vizio dell'alcol e di chi gli sta intorno. Il riavvicinamento alla figlia, giunta in città con la madre, il rifiuto di concedersi a interviste e insieme la malcelata intenzione di tornare dietro al microfono per guadagnare qualche soldo. Gliene offrirà la possibilità una band di giovani che l'hanno eletto a loro idolo. La vita scorre senza lasciare grandi tracce, sul volto imperturbabile di Mac, anche se poi un'improvvisa svolta drammatica minaccia di cambiare tutto. Duvall ci ha vinto l'Oscar come miglior attore, con TENDER MERCIES, e qualcosa significa: la profondità nello sguardo (lo si osservi nelle scene in cui scruta in silenzio l'orizzonte), la capacità di comunicare i propri sentimenti senza necessariamente aprir bocca, l'abilità nello sbozzare un personaggio più singolare di quanto appaia (cortese ma anche burbero, amorevole o freddo nello spazio di pochi secondi) lo pone ampiamente al centro della vicenda senza che il regista debba necessariamente considerare solo lui. Un film adulto, che gioca sulla distanza tra superficialità e attento scavo psicologico percorrendola in pochi istanti, e che dietro una patina di mite quotidianità concretizzata in paesaggi placidi e desolati sa come celare i forti dissidi interiori che caratterizzano i personaggi. Ben recitata dall'intero cast (con una Ellen Barkin quasi all'esordio), un'opera non sempre ficcante come vorrebbe ma autentica, nonché valida testimonianza di un'America vissuta ai margini, lontana dal rumore, dal traffico e dalla frenesia. Duvall e la Buckley, più nota come mamma dei Bradford, cantano con la loro voce (e che voce, nel caso di lei!), mentre il primo un paio di brani se li scrive pure...
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 16/10/19 DAL BENEMERITO HERRKINSKI POI DAVINOTTATO IL GIORNO 20/01/20
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Herrkinski 16/10/19 03:09 - 5304 commenti

I gusti di Herrkinski

Vincitore di due premi Oscar, tra cui uno a Duvall; assolutamente meritato, vista la prova maiuscola di cui si rende partecipe, cantando anche diverse canzoni. Se potrebbe sembrare un film sulla musica country (che pur è presente e parte del racconto), è in verità un omaggio sentito alla vita rurale del Texas e a valori d'altri tempi; non mancano riflessioni sulla vita, la morte e la famiglia per un film dall'estetica affascinante, per chi ama le location sudiste e certa cultura americana delle radici (di cui il film rappresenta l'essenza).
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