The lighthouse

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Titolo originale: The Lighthouse
Anno: 2019
Genere: drammatico (bianco e nero)
Numero commenti presenti: 17

LE LOCATION

I COMMENTI

TITOLO INSERITO IL GIORNO 16/12/19 DAL BENEMERITO DEEPRED89
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Fedeerra 31/12/19 05:38 - 523 commenti

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In Persona di Ingmar Bergman erano due donne ad attraversare il fosco sentiero della follia e della solitudine. Qui, nel plumbeo film di Eggars, sono invece due uomini a illustrarci il cammino verso la perdita di sé. Il regista statunitense si aggrappa a tutto il cinema est europeo degli anni 50 e 60 e inscena una sorta di rivendicazione autoriale. Dafoe e Pattinson sono due formidabili derelitti umani, accovacciati tra i loro incubi e le loro visioni, annegati dall’alcol, affascinati dai propri spettri. Fotografia e sound da brividi.

Deepred89 16/12/19 22:34 - 3332 commenti

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Eggers, tecnicamente dotatissimo, punta in alto a dipinge con tocchi di un autorialismo vicino a certo est Europa una storia di isolamento e follia, sturm und drang antieroico tra tempeste, fiumi di alcol e una progressiva - seppur ridondante - discesa nel delirio e nell'allucinazione. Pellicola di non leggera fruizione ma potente e spesso sgradevole, che getta su un'isola sperduta nel tempo e nello spazio due divi desiderosi di sporcarsi le mani: Dafoe maschera repellente e pietosa, Pattinson in ascendente climax alcolemico e paranoide.

Herrkinski 21/12/19 16:49 - 5397 commenti

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Eggers si dimostra sempre più regista talentuoso e con una visione ben precisa, qui evidente nella direzione degli attori (entrambi straordinari, per inciso) e nella particolare impostazione tecnica di fotografia e aspect-ratio, studiata per richiamare il cinema d'essai e reminescente delle prime pellicole del '900, in particolare certo cinema tedesco. Notevole l'ambientazione naturale, muta testimone di una discesa nella follia umana e nei peggiori istinti, in un crescendo di alienazione raramente rappresentato su schermo con tale efficacia.

Bubobubo 23/12/19 21:35 - 1319 commenti

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Due maschere grottesche deformate dall'alcol, un gabbiano guercio, un faro-fallo custode di un tesoro inaccessibile, una tempesta infinita. Il secondo opus eggersiano, manifesto di un orrore grafico che percola tra le pieghe di una storia folk ugualmente debitrice a Poe, Lovecraft, Coleridge, Henry James e Murnau (b/n espressionista di perfezione tecnica spaventosa), è una logorante e a tratti eccessiva tenzone omoerotica fra Kronos-Dafoe e Zeus-Pattinson che, tra allucinazioni ero-ematiche, collassa sotto il peso di segreti inconfessabili.
MEMORABILE: Autoerotismo allucinatorio nella rimessa; Da (quasi) bacio a scazzottata; "Bullshit!"; L'orrore puro e infinito del finale metafisico.

Cinecologo 27/12/19 14:31 - 46 commenti

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Non basta andare a scuola dai grandi maestri per approssimarsi alla loro grandezza... Non funziona così nemmeno per Eggers, le cui fonti ispirative sono evidenti: da Bergman a Polanski all'ultimo Trier (per le scene visionarie e spesso grossolanamente pacchiane) e chi più ne ha... Ma se il film è potente e ben riuscito sul piano visivo, risulta fortemente insipido sul piano dei contenuti. Eggers è un ottimo venditore di fumo e, difatti, uno dei registi probabilmente più sopravvalutati degli ultimi anni.

Kinodrop 4/01/20 20:23 - 1666 commenti

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A partire dall'ambientazione già si percepisce un'inquietudine che all'apparire dei due protagonisti diventerà vera e propria tensione fino alla fine. Due personalità al limite della paranoia che percorrono un'impossibile convivenza tra vincoli gerarchici, insubordinazioni e tentativi di una conciliazione in chiave amicale-omoerotica, il tutto sotto il peso di un pregresso misterioso e allucinatorio. Una grande regia e un b/n di stampo espressionistico danno forza a un soggetto di realtà alterata che però nel finale si incaglia nel ridondante.
MEMORABILE: L'esemplare performance dei due protagonisti; Le prove fisiche di Pattinson; Il gabbiano; La cura del sound; La "terapia" alcolica; La sepoltura.

Daniela 11/01/20 18:32 - 9819 commenti

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Un racconto apocrifo di Lovecraft diretto da Bergman in un momento di depressione ed interpretato da due tizi che sembrano usciti da una litografia di Goya... Le suggestioni suscitate dalla visione transitano attraverso una forma raffinata in cui ogni scelta tecnica, dal formato alla fotografia alla colonna sonora, accentua una sensazione di disagio che si insinua sottopelle. Horror primordiale che si nutre di miti e leggende, come dimostra nell'epilogo la possente rappresentazione del destino di un Prometeo pazzo che ha osato rubare il fuoco ad un Dio rozzo e geloso del suo potere.
MEMORABILE: Quel che cola dalla stanza proibita; L'amplesso tentacolare

Cotola 12/02/20 22:02 - 7690 commenti

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Tecnicamente sontuoso: con una fotografia di grande suggestione, un sonoro eccellente ed una regia da leccarsi i baffi. Dafoe e Pattison giganteggiano, con il primo che si fa leggermente preferire al secondo. Narrativamente e contenutisticamente parlando le suggestioni sono moltissime: registiche (Bergman e Polanski su tutti); letterarie (Lovecraft e Coleridge); pittoriche (Goya in primis). Ed è bello, ed un po' impegnativo, perdersi in quest'incubo in bianco e nero dai tempi e dai contorni imprecisati, in cui si staglia chiarissimo il mito di Prometeo che sfida un Dio geloso e vendicativo.

Giùan 2/03/20 10:24 - 3128 commenti

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Eggers trasla la rarefazione catatonica dell'esordio nella furia inquieta e iconoclasta di questa opera seconda. Se il risultato è più attraente dal punto di vista cinematografico, il sospetto di una sorta di fuoco sacro neo calligrafico resta piuttosto insistente, come testimonia la distanza tra l'originale forma stilistica e una estenuante succedaneità di contenuti, che la molteplicità dei riferimenti pittorico/letterari/psicologici nobilita senza risolvere. Pattinson conferma un coraggio vampiresco ma il ruminar bestemmie di Trinchetto Dafoe incanta.

Hackett 16/03/20 18:28 - 1784 commenti

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Affascinante e criptico, questo piccolo horror dal budget contenuto sfrutta al meglio la capacità del regista di parlare per immagini, riuscendo a inquietare anche solo con silenzi e sguardi. La fanno da padrone i due bravi protagonisti, con un Dafoe al solito impeccabile. Alcune immagini oniriche sembrano riportare a tematiche lovecraftiane, per questo motivo potrebbe essere ostico per chi non apprezza lo scrittore americano. Resta comunque una pellicola intensa, come il bianco e nero usato per la desolata fotografia. Da vedere più volte.

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Taxius 28/05/20 12:46 - 1651 commenti

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Robert Eggers dopo il meraviglioso The witch si ripete e gira un altro film dalla grandissima carica suggestiva che trasuda amore per la mitologia, la letteratura e il cinema; impossibile infatti non pensare a Prometeo, a Lovecraft e al cinema espressionista tedesco. Girato tutto in bianco e nero, "The lighthouse" è un lungo scivolare nella follia di due uomini confinati in un'isola in cui superstizione, alcolismo e diffidenza saranno grandi protagonisti. Monumentali Dafoe e Pattinson e spettacolare la fotografia. Meravigliosamente claustrofobico.

Rebis 30/05/20 11:23 - 2091 commenti

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Horror edotto, letterario che fa appello a una pletora di evidenze autoriali, stilistiche, immaginifiche per sostanziare una messa in scena anticonvenzionale ma misurata, spiazzante ma ieratica, grottesca ma cerebrale. L'emozione latita, l'occhio trova la sua parte rincorrendo una teoria di temi, l'analogia imperversa, mentre il senso ultimo e remoto si inabissa nell'ombelico dell'autore. Dafoe e Pattinson in disorientato overacting.

Jandileida 2/08/20 20:33 - 1286 commenti

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Richiami cinematografici che riportano a lontani gabinetti delle Germania weimariana, richiami letterari che si situano tra gli antri bui di Poe e il furioso mare di Melville, due attori corrosi dai propri personaggi e sentori non troppo vaghi di grande cinema: questi gli ingredienti della claustrofobica, a tratti grandiosa, scarpinata per le spelonche della mente umana che Eggers ci propone con un cipiglio raro di questi tempi. Il ritmo è austero ma non manca una certa vena ironica. La colonna sonora quasi industrial suggella il tutto. Il diavolo ha fatto stavolta anche i coperchi.

Capannelle 16/08/20 23:49 - 3779 commenti

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Sicuramente tirato per le lunghe e pretenzioso in alcuni passaggi, riesce comunque a lasciare traccia grazie alla parte tecnica visiva e sonora e alla bravura dei due attori protagonisti che peraltro rimangono più impressi nella parte iniziale, prima di perdere vicendevolmente la brocca. Più esistenziale che horror, è un racconto molto ricercato (anche troppo?) che vive delle prove attoriali e della situazione claustrofobica che vivono. Con esiti contrastanti e il segnale alquanto brutto di guardare l'orologio per sapere quanto manca alla conclusione.

Anthonyvm 14/11/20 15:58 - 2275 commenti

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Eggers si riconferma autore minuzioso e sensibile. Come nel precedente The witch, anche qui il nucleo della vicenda si rivela il lento disfacimento psichico di una piccola comunità (in questo caso un duo) isolata dal resto del mondo. Maestro dell'ambiguità e delle sottigliezze, il regista edifica un racconto morbido, elegante e opprimente (indicatissimo l'uso del formato 1.19:1), richiamando l'angoscia insondabile di Kubrick, gli incubi di Lovecraft, l'orrore viscerale di Zulawski e la mitologia greca. Più disturbante che spaventoso, lento, ma efficacissimo. Ottimi Pattinson e Dafoe.
MEMORABILE: Pattinson uccide il gabbiano; L'amplesso con la sirena; I tentacoli di Dafoe; Resa dei conti con l'ascia; La luce del faro; La cruda sequenza finale.

Enzus79 20/11/20 22:25 - 1882 commenti

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Davvero notevole! Storia di due guardiani di un faro che iniziano a diventare paranoici e a incolparsi l'un l'altro di essere e sembrare quello che non sono. Visionario e carico di tensione, "Lighthouse" è un film che coinvolge, che abbina il psicologico al mitologico. Visivamente perfetto, con la regia di Eggers davvero apprezzabile. Willem Dafoe e Robert Pattinson più che convincenti.

Buiomega71 28/11/20 01:37 - 2326 commenti

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Un'atmosfera umida e putrida che entra nella ossa, una sequenza di mostruosa meraviglia (la sirena arenata, il suo grido, il suo sesso, l'amplesso incubotico), un prefinale che sfocia nel delirio e nella follia (le umiliazioni, la sepoltura, l'accettata in testa) e schegge impazzite di horror viscerale yuzniano/gordoniano (i tentacoli, Dafoe trasformato in Tritone). Di contro l'incomprensibilità in dirittura d'arrivo (il faro come una specie di navicella alla Doctor Who), ma tra le scorregge di Dafoe e gli atti onanistici si chiude con un bel pezzo agghiacciante di macabra poesia.
MEMORABILE: La statuina della sirena; Il gabbiano violentemente sbattutto fino a farlo a pezzi; Il tentacolo e il liquido organico che cola dalla botola del faro.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Schramm • 1/01/20 15:33
    Risorse umane - 6746 interventi
    Bubobubo ebbe a dire:

    1) vi è un comune retroterra folk horror (leggende e superstizioni popolari, spettri e apparizioni perturbanti) che se è rimasto indigesto in The Witch rimarrà indigesto anche qui;


    non è quello in sé a essermi rimasto sul gozzo, quanto il mancato amalgama tra immanenza e trascendenza, tra fantasmi della psiche e reali.
    l'olio della senescenza e dell'autosuggestione a destra, l'acqua della dark side of the wood a sinistra, accostate anca ad anca senza abbracciarsi mortalmente mai. quando c'è l'una l'altra si fa da parte e viceversa. come due emisferi cerebrali che non ammettono gioco di leve.

    se si è nuovamente mosso in tal senso, diciamo che slitta da visione prioritaria a secondaria.

    mentre mi suggestiona e incuriosisce molto di più il fatto che il citazionismo sia, a quanto dici, non solo organico e dinamizzante, ma anche di matrice più letteraria che cinematografica, cosa che dovrebbe sottrarre l'opera all'epidermicità che cinecologo invece le rimprovera. mi sembra, almeno sulla carta, un colpo di dadi vincente.
    Ultima modifica: 1/01/20 15:36 da Schramm
  • Discussione Bubobubo • 1/01/20 15:58
    Call center Davinotti - 235 interventi
    Per me è così, ma sono curioso di capire cosa ne penserai a visione ultimata :)
  • Discussione Schramm • 1/01/20 16:06
    Risorse umane - 6746 interventi
    Bubobubo ebbe a dire:
    Per me è così, ma sono curioso di capire cosa ne penserai a visione ultimata :)

    le faremo sapere (il problema come sempre in siffatta risposta resta il quando...)
  • Discussione Daniela • 1/01/20 20:19
    Gran Burattinaio - 5344 interventi
    Cinecologo ebbe a dire:
    Sono anche curioso di leggere il commento di Daniela su questo di Eggers

    Prima vedo poi ne parlo. E vedrò certamente, avendo molto apprezzato il film precedente del regista mi incuriosisce scoprire se si è trattato di un isolato exploit o meno.
    Ultima modifica: 1/01/20 20:26 da Daniela
  • Discussione Cinecologo • 2/01/20 16:31
    Galoppino - 28 interventi
    Grazie a tutti dello scambio. Concludo concordando comunque con bubo circa il fatto che un leggero passo avanti rispetto alle streghe qui Eggers lo abbia fatto: il precedente è davvero poca, poca cosa sotto ogni aspetto
  • Discussione Daniela • 11/01/20 18:44
    Gran Burattinaio - 5344 interventi
    Cinecologo ebbe a dire:
    Grazie a tutti dello scambio. Concludo concordando comunque con bubo circa il fatto che un leggero passo avanti rispetto alle streghe qui Eggers lo abbia fatto: il precedente è davvero poca, poca cosa sotto ogni aspetto

    Visto ed apprezzato questo Lighthouse di cui ho appena inserito il commento.
    E'innegabile che il film attinga a diverse fonti, cinematografiche, letterarie e pittoriche, ma a mio parere questo non ne costituisce un limite, ma un arricchimento in quanto tali suggestioni sostengono una personale rielaborazione.
    Aggiungo che ho visto tutti i film che nel tuo primo post hai consigliato di comparare a Lighthouse, compreso il poco noto "A field in England".

    Quando al primo film del regista, totalmente in disaccordo, reputando The Witch uno degli horror più belli e rigorosi degli ultimi anni.
    Ultima modifica: 11/01/20 18:50 da Daniela
  • Discussione Bubobubo • 12/01/20 15:21
    Call center Davinotti - 235 interventi
    Daniela ebbe a dire:
    Cinecologo ebbe a dire:
    Grazie a tutti dello scambio. Concludo concordando comunque con bubo circa il fatto che un leggero passo avanti rispetto alle streghe qui Eggers lo abbia fatto: il precedente è davvero poca, poca cosa sotto ogni aspetto

    Visto ed apprezzato questo Lighthouse di cui ho appena inserito il commento.
    E'innegabile che il film attinga a diverse fonti, cinematografiche, letterarie e pittoriche, ma a mio parere questo non ne costituisce un limite, ma un arricchimento in quanto tali suggestioni sostengono una personale rielaborazione.
    Aggiungo che ho visto tutti i film che nel tuo primo post hai consigliato di comparare a Lighthouse, compreso il poco noto "A field in England".

    Quando al primo film del regista, totalmente in disaccordo, reputando The Witch uno degli horror più belli e rigorosi degli ultimi anni.


    D'accordissimo, come spesso accade. :)
  • Discussione Ruber • 25/03/20 06:41
    Compilatore d’emergenza - 9008 interventi
    A mio giudizio insieme a “Gli occhi del mistero” i migliori horror degli ultimi anni. Questo ha in più una recitazione vintage, e la scelta di non usare il colore ma il b/n è stata più che azzeccata, vista anche la location isolata che rende tutto molto tetro.
  • Discussione Buiomega71 • 28/11/20 10:55
    Pianificazione e progetti - 22276 interventi
    Il fattore che più di ogni altro emerge con funesta prepotenza è l'atmosfera, mai così putrida e umida (di un umido cancerogeno che ti entra nelle ossa, quasi a respirarne e a sentire la puzza di acqua marcia che pervade questo incubo amniotico di rara potenza evocativa e arcana), di un faro in capo al mondo che pare una delle sette porte dell'inferno alla stregua dell'Aldilà fulciano e del Sentinel winneriano, dove il mare (con i suoi segreti, i suoi miti, i suoi misteri) diventa lovecraftianamente il centro focale che tutto inghiotte e sovrasta.

    SPOILER

    Siccome Eggers, che Nettuno lo benedica, dà libera interpretazione agli oscuri e allucinogeni avvenimenti, mi farebbe comodo credere che Dafoe non sia solo il guardiano di un semplice faro, ma messo lì dalle divinità marine per far da sentinella ai loro misteri gelosamente custoditi, e che Pattinson lo voglia sfidare-sorta di ribelle miscredente-e decostituire, scatenando così le onniscenti forze marine e tutto ciò che tristemente e catastroficamente ne consegue.

    FINE SPOILER

    Ma aldilà delle chiavi di lettura (di cui ci si potrebbe sbizzarrirsi tirando mezzanotte), quello che resta è un viaggio nella follia, nel delirio, nella solitudine e nell'isolamento che crea mostri, tirando fuori la parte più crudele e belluina dell'essere umano.

    Quello che davvero conta sono le straordinarie visioni che l'autore di The VVitch mette in scena, tra cui una meravigliosa e mostruosamente incantevole sirena arenata, con il suo grido stridulo, il suo sesso oscenamente spalancato, la copula zulawskiana con Pattinson e tentacoli di creature yuzniane/gordoniane (Dafoe trasformato in Tritone, quella cosa che dentro il faro porta all'estasi Dafoe, tra viscidumi tentacolosi e non meglio identificati liquidi organici che colano dalla botola), Dafoe nudo che spara fasci di luce addosso a Pattinson che vede sè stesso (e qui mi sobbalzava, nei riverberi cinefaghi, un'altra opera sulla stessa linea di emertico fascino, quel capolavoro che è La Fortezza di Michael Mann).

    Cosa davvero in cima al faro? La domanda che ti batte in testa e anche tu, come Pattinson, vorresti prendere quelle chiavi e scoprire l'arcano che si cela dietro quella luce

    SPOILER

    Per poi scoprire, forse, una porta bidimensionale, una specie di navicella alla dottor Who, che fà così fanta70, che delude le attese, irrita, ma appunto perchè non spiegata (il monolite di 2001?) ne rafforza l'enigma e l'occulto)

    FINE SPOILER

    E tra sgradevolezze (Dafoe che si strofina sul letto andando sù e giù spiato da Pattinson), onanismi (Pattinson da sfogo alle sue voglie masturbandosi ammirando la statuina della sirena e sognando di penetrare quella "vera"), puzza di piscio e di sperma, di vecchiume e di latrina, il ripescaggio di una testa mozzata senza un occhio che diventa sepolcro per i granchi-chissà perche mi è venuta alla mente la sequenza quasi analoga dello Squalo spielberghiano, un gabbiano guercio particolarmente rompicoglioni e menagramo (il suo destino e tra le cose più truci mai filmate a riguardo sulla violenza agli animali), fino al terribile crescendo verso la dirittura di arrivo dove lo squilibrio mentale sfocia in feroce violenza, con Dafoe umiliato e trattato alla stregua di una cane al guinzaglio, poeianamente sepolto vivo, i dialoghi vanno di pari passo con la paranoia e la schizofrenia dell'insieme e sanguinose accettate sulla capoccia in furenti lotte corpo a corpo, poi la scoperta dell'antro infernale e una chiusa di agghiacciante bellezza e macabra poesia nel banchetto carnale dei gabbiani (dove Eggers si fa perdonare quello pacchiano di The VVitch).

    L'ossessivo suono sordo della nave in lontananza che rimbomba e che diventa allucinazione uditiva, quel bianco e nero che fomenta il fradiciume melmoso e acquitrinoso dell'insieme, il duro lavoro a cui è costretto Pattinson (cultissima la sequenza in cui và a gettare il piscio di entrambi e il vento glielo sbatte in faccia con ricevuta di ritorno), i dialoghi ficcanti, i pitali contenenti ogni immonda schifezza dal vomito , all'urina alle feci,  i terrificanti racconti marinari di Dafoe capitano Achab, le sbronze continue, i fiumi di alcool come se non ci fosse un domani, l'omosessualità che, ad un certo punto, non pare poi così latente, le scorregge di Dafoe, la pompa dell'acqua che butta melma nerastra e le continue menzogne dei due uomini, dove, perdendo il contatto con la realtà, non si sà più a chi credere, chi dice di essere chi e soprattutto viene a mancare l'identificazione di chi sia buono o di chi sia cattivo, facendo scemare le coordinate dell'identificazione e dl punto di vista (a questo proposito indicativa la sequenza della distruzione della scialuppa e dell'inseguimento "slasheriano" con accetta in mano) tra blackout mentali, stati di allucinazione progressiva e derive psicotiche.

    Sicuramente un'opera che germoglierà dentro piano piano, che deve sendimentare e metter le radici, da metabolizzare e di difficile giudizio da dare così a caldo.

    Eggers è bravo e sà di esserlo, originale e spiazzante, forse se la tira un pò ma potrebbe anche permetterselo a questo punto, che dalle streghe di Salem passa alle sirene del New England, con lo stesso livore (quì ben più carnale e laido) di coniugare i miti, la fiaba nerissima e una personalissima reinterpretazione del cinema della paura.

    Impeccabile il cast tecnico e artistico (Pattinson e Dafoe giganteggiano) e tra i creatori di sirene e Tritoni è un piacere leggere che ha partecipato sua maestà Adrien Morot.

    Tra le curiosità: Eggers ha dovuto rinunciare a mostrare un erezione di Pattinson (controfigurata) su insistenza del produttore per non cadere nel temuto divieto ai minori.

    Più penso alle riprese sul set di questo film, più mi viene da vomitare
    Robert Eggers dixit



    Ultima modifica: 28/11/20 15:10 da Buiomega71
  • Homevideo Buiomega71 • 28/11/20 11:42
    Pianificazione e progetti - 22276 interventi
    Buono il dvd edito dalla Universal

    Formato:  1.19:1 in 4/3. La scelta del regista al formato letterbox all'inizio è fastidiosa, ma poi diventa funzionale alla narrazione.
    Audio: italiano, inglese
    Sottotitoli: italiano e italiano per non udenti
    Come extra: making-off di 7 minuti. Scene eliminate (2 minuti), tra cui Pattinson che, ubriaco, va a sbattere e cade mentre si spoglia nella squallida stanzetta da letto, Pattinson che ramazza a terra e un dialogo tra Dafoe e Pattinson. Racconto buio e tempestoso, 36 minuti di interventi e interviste al cast tecnico del film (tra cui il regista Robert Eggers) e ai due attori. Gli extra non hanno sottotitoli ma solo la lingua inglese.
    Durata effettiva: 1h, 44m e 55s

    Immagine al minuto 1.32.18. Portando a spasso il "cane" sullo scoglio della follia.

    [img size=424]https://www.davinotti.com/images/fbfiles/images54/PDVD-164.jpg[/img]
    Ultima modifica: 28/11/20 17:12 da Zender