"L'attacco dei giganti" stagione per stagione

18 May 2021

LA PAGINA DEGLI ESPERTI

In questa pagina sono raccolti i commenti pervenuti sulle singole stagioni della serie "L'attacco dei giganti". Chi volesse contribuire commentando un'unica e precisa stagione non ha che da CLICCARE QUI e farlo, scrivendo nel forum il proprio commento e facendolo anticipare dal numero della stagione (es. STAGIONE 2) e dal relativo pallinaggio. Il commento verrà prelevato “automaticamente” (per via umana, cioè da me) dal forum e trasferito in questa pagina nel punto esatto.


STAGIONE 1 (Episodi 01-25, 2013)
****
In un mondo post apocalittico gli umani vivono segregati in villaggi fortificati da altissime mura per difendersi dai giganti. Non esiste una collocazione geografica ben precisa per quanto l'architettura sia mitteleuropea. Fin da subito si apprezzano la maniacalità nella descrizione delle armi, degli strumenti, e la struttura politica. Il tratto è piuttosto realistico ed efficace, ma a colpire sono le animazioni dei giganti comuni. Episodi di breve durata e soprattutto nessun ricorso a puntate o parti filler tanto care e comuni agli anime e manga giapponesi. (Redeyes)

STAGIONE  2 (Episodi 26-37, 2017)
**** 
Stagione più breve della prima ma che ha il merito di squarciare il velo di mistero sul mondo esterno alle mura instillando il dubbio che tutto possa essere un enorme villaggio shyamalaniano. Appaiono nuovamente i giganti colossali e corazzati e soprattutto il loro leader, un enorme scimmione appellato Gigante Bestia. La stagione intraprende un percorso nuovo rispetto alla prima, totalmente concentrata sullo scontro coi titani, evidenziando la spaccatura fra i corpi militari degli umani. Rispetto alla prima tranche di episodi si percepisce una sempre maggiore cura dei particolari, sia estetici sia di mero intreccio. (Redeyes)

STAGIONE 3 (Episodi 38-59, 2018-19)
****!
Questa è la stagione del cambio di passo. Tutto il nostro concentrarci sull'offensiva ai titani passa fortemente in secondo piano a discapito delle lotte intestine di matrice meramente politica. Si intraprende la strada verso la cantina e quindi verso lo scioglimento del mistero che essa avvolge e di conseguenza verso la verità che riguarda l'intera vicenda. Si apprezzano i flashback sui vari protagonisti e grazie a una visione attenta si dà il giusto valore ai singoli dialoghi, leggendoli in una nuova ottica. Si scivola via dal post apocalittico puro e semplice per atterrare in un dispotismo di pregevole fattura. (Redeyes)

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