"Alien": Osservare un capolavoro

26 June 2012

Quando horror e fantascienza si sposano e la loro unione è sancita da un regista valido e ispirato, ecco che nasce il capolavoro. E se poi aggiungiamo un artista creativo e soprattuto alternativo come Giger, persino quello che poteva essere il punto debole, ovvero la creatura, ne diventa l’indissolubile marchio e l’esempio di alieno ostile terrificante che nessuno vorrebbe trovarsi davanti, neanche nel peggior incubo. Tutto questo è Alien, uno dei più celebrati film di Ridley Scott.

IL TITOLO

Fin dall’inizio la pellicola offre spunti interessanti, come durante la creazione del titolo, che avviene nello spazio profondo con una sorta di vento cosmico dal rumore inquietante, che aumenta con la formazione delle lettere. Già quello dà un certo senso di angoscia e solitudine.

IL CARGO SPAZIALE
Anche la Nostromo, il gigantesco cargo, prima percepito come un luogo protettivo e sicuro, finirà per assumere i sinistri connotati di una prigione, una sorta di enorme trappola per topi in balia dell’essere che, per assurdo, saprà muoversi meglio di loro in un ambiente che dovrebbe essergli ostile, dimostrando un adattamento tale da non lasciare speranze.

I PERSONAGGI
I dialoghi sono spesso da gustare e le personalità emergono poco alla volta, disegnando ogni singolo personaggio e facendo capire chi sarà utile, chi si dimostrerà un semplice aiutante e chi prenderà in mano la situazione. Ma anche qui c’è un piccolo grande colpo di scena: colui che sembra il buono e equilibrato della situazione (Dallas), in realtà crollerà, in maniera più che umana, in uno dei condotti, facendosi giustamente prendere dal panico “Cosa diavolo sta succedendo!? Io voglio andarmene da qui…”. Questo lascerà campo libero alla Weaver, tosta e inamovibile nelle sue decisioni, ma umana. Alla fine infatti, pur di non restare sola nello spazio profondo, rischierà persino la vita per recuperare il trasportino col gattone Jonesy.

UMANO

E parlando di reazioni decisamente umane, il momento in cui l’aiutante di Parker, Brett (classico gregario come Lambert), da solo, in un settore in penombra già inquietante, trova il gatto, ecco che la paura, emozione tipicamente nostra, si manifesta vivida. E’ infatti un piccolo colpo di genio far improvvisamente retrocedere il gatto, che inizia a soffiare, facendo capire al poveretto che c’è qualcosa di terribile dietro di lui. E l’uomo capisce al volo, strabuzzando gli occhi e voltandosi lentamente, già sapendo che ciò che vedrà non gli piacerà.

L’ANDROIDE
Ma se la componente umana del gruppo emerge sempre più vigorosamente con l’aggravarsi della situazione, per contro chi non è né umano né alieno passerà dalla quasi indifferenza per le gravi conseguenze dell’intrusione non autorizzata all’ostilità nei confronti di chi minaccia la creatura, considerata un dono prezioso, da proteggere ad ogni costo. La cosa interessante della figura dell’androide Ash è che le sue reazioni non sono tanto 
diverse da quelle di un normale essere umano senza scrupoli e speculatore, che guarda solo al possible utilizzo futuro, magari come arma, di un essere che ha acido per sangue e chissà quali altre sorprese da monetizzare. Quando però, ormai ridotto a testa su un tavolo, descrive l’alieno, si capisce che lo ammira; e sono proprio le sue caratteristiche non umane ad affascinarlo, perchè secondo lui lo rendono inattaccabile e privo di difetti.

DA RICORDARE
Il sorriso beffardo di Ash quando, poco prima di essere disattivato, dice all’equipaggio: “Avete la mia solidarietà” è uno dei momenti più belli e cinici dell’intera pellicola, secondo solo alla cena, dove sembra che l’inseminato dalla creatura si sia ripreso. Ma non è tanto la crisi finale con fuoriuscita dallo stomaco dell’alieno ad essere inquietante, quanto un fotogramma dove tutti parlano e scherzano poco prima della crisi. Per un paio di secondi si vede Ash che sorride, poi torna serio e osserva il poveretto, come fosse una cavia, quasi aspettandosi un possible sviluppo, inconcepibile per gli altri ma non per lui.

UNA CONSEGUENZA "UN PO' ECCESSIVA" E LO STOCCAFISSO

Se proprio si vogliono cercare due peli nell’uovo, quando Ash viene colpito per la seconda volta con un giornale arrotolato, la testa gli si stacca quasi completamente, neanche fosse stato usato un machete (capisco che era una rivista spessa ma…). E nel momento in cui l’alieno, infilzato dalla balestrata e collegato dal cavo sbatte contro lo scafo, sembra proprio un manichino di rara rigidità (una sorta di modellone di plastica).

LA COLONNA SONORA
Per quanto riguarda la colonna sonora, come accaduto per molti capolavori è parte integrante della pellicola. Si passa da una sorta di musica melodico-classica (per le carrellate sulla strumentazione all’inizio, per la descrizione dello spazio, della solitudine) a suoni cupi, inquietanti (la scena nei condotti, ad esempio, dove oltre al bip che segnala l’umano, ma anche l’alieno, intervallato dal silenzio, si percepisce solo un suono cupo, che viene diffuso a intervalli). Notevole anche l’utilizzo della musica durante il decollo dell’astronave, quasi a sospingerla, per poi diventare più leggera quando avrà superato l’atmosfera. Quando il cargo sta per esplodere, la colonna sonora sarà quasi totalmente e giustamente sostituita dall’allarme e dalla voce di Mother che scandisce a intervalli il conto alla rovescia.

MOTHER
Mother è il computer parlante che, come l’androide Ash, nasconderà la direttiva segreta all’equipaggio. Emblematico infatti è il discorso tra Dallas e Mother, col primo che domanda come comportarsi con l’alieno e il computer che risponde “Impossibile computare, dati insufficienti… non computa”, ripetendo il ritornello finchè Dallas non cederà.

GIGER

Per quanto concerne il lavoro di Giger sulla creatura e sulle scenografie aliene, compresa la bellissima plancia con l’extraterrestre fossilizzato, la realizzazione non fu certo esente da problemi; tanto che, visti i tempi piuttosto ristretti, proprio una parte della struttura, compresa una sezione dell’alieno, non fu dipinta in tempo e le riprese dovettero essere realizzate in modo da non mostrare la sezione incompleta. Ci furono anche scene tagliate, ricomparse poi nei più recenti dvd. La più utile sarebbe stata quella dove i corpi scomparsi venivano ritrovato imbozzolati, facendo capire allo spettatore che l’alieno li avrebbe usati come incubatrice. Non so perchè sia stata eliminata, ma posso dedurre che, avendo già fatto vedere come l’essere utilizzava gli umani, il regista potrebbe non aver ritenuto necessaria un’ulteriore spiegazione.

LA VERA STAR

E veniamo all’alieno. Nonostante la struttura bipede ed eretta sia ancora associabile all’essere umano, il resto non lo è di certo, a partire dalla pelle quasi metallica, dall’acido al posto del sangue (formidabile meccanismo di difesa), alla mancanza di apparato oculare e ad altre sorpresine come la seconda bocca estraibile usata come arma lacerante. Ebbene, esiste anche in natura. La murena infatti possiede una seconda, piccola mandibola che serve a spingere più rapidamente il cibo nello stomaco. Mentre per quanto riguarda l’utilizzo dell’umano come incubatrice, sul nostro pianeta c’è una vespa che inocula l’uovo negli insetti ancora vivi. La larva, in un secondo tempo, divorerà dall’interno lo sfortunato ospite, facendosi strada verso la libertà. Detto ciò, non ci resta che gustare questo gioiellino cinematografico.  

APPROFONDIMENTO INSERITO DAL BENEMERITO PUPPIGALLO

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commenti (4)

RISULTATI: DI 4
    Didda23

    28 June 2012 23:27

    Bellissimo speciale Puppi. Dopo Lo squalo era doveroso omaggiare un altro tuo cult assoluto!
    Powerglide

    3 July 2012 12:12

    Non è il mio genere preferito, ma Alien è l'eccezione che conferma la regola.
    Uno speciale fantascientifico!
    Buiomega71

    22 July 2012 11:07

    Ottimo Puppi, adoro ALIEN ( uno dei mie "sf" preferiti che fa il paio con LA COSA carpenteriana). Appassionato speciale che conferma come anche tu ami questo capolavoro. Ti potrei tirare le orecchie solo per il fatto di aver "omesso" un paragrafo dedicato a Ridley Scott (IL REGISTA). Per il resto davvero ottimo...Complimenti "bavosi" :)
    Piero68

    29 November 2012 17:10

    Concordo in pieno con te su quello che definisci lo stoccafisso. In effetti la scena da te ricordata (quasi alla fine e cioè quando Ripley spara fuori l'alieno che rimane attaccato alla corda che a sua volta rimane incastrata nel portellone) è di rara bruttezza, nonchè goffaggine, e rischia di smerdare tutto quanto di buono fatto fino a lì. Si vede chiaramente che l'effetto speciale non è altro che un manichino rigido come un baccalà e che probabilmente possa addirittura essere una sorta di "gonfiabile". Un'inquadratura diversa forse avrebbe sortito effetto migliore. Ma tant'è....