Discussioni su Che - Guerriglia - Film (2009)

DISCUSSIONE GENERALE

11 post
  • Se ti va di discutere di questo film e leggi ancora solo questa scritta parti pure tu per primo: clicca su RISPONDI, scrivi e invia. Può essere che a qualcuno interessi la tua riflessione e ti risponda a sua volta (ma anche no, noi non possiamo saperlo).
  • Puma • 27/05/09 10:49
    Galoppino - 17 interventi
    PUPPIGALLO EBBE A DIRE....
    Vale lo stesso discorso fatto per la prima parte (piuttosto lento, arrancante, anche se girato con mestiere). L'unica differenza è che qui si assiste alla lenta agonia dei guerriglieri, meno motivati e assai poco supportati dai contadini. In più, l'esercito Boliviano è addestrato, a differenza di quello Cubano. Del Toro è sempre bravo, ma questa non è una novità. Per uno come me, piuttosto ignorante sull'argomento, è stato comunque utile e istruttivo, anche se ci vorrebbe un esperto, almeno per sapere se più o meno sia andata così. Comunque, non male.

    PUMA RISPONDE:
    Per sapere come sia andata "veramente"potrebbe essere utile leggere due libri: I Sopravvissuti del CHE Alarcón Ramírez Dariel, Rodríguez Mariano, 1996, Pratiche
    e La rivoluzione interrotta di Benigno.
    Cio' sarebbe un piccolo inizio per potersi fare un' idea per il resto forse l'Unione Sovietica e gli Stati Uniti potrebbero mettere un punto esclamativo alla vicenda ma questa è politica e poniamovi sopra un velo.
    Il Puma
    Ultima modifica: 28/05/09 02:52 da Zender
  • Puppigallo • 27/05/09 15:22
    Scrivano - 506 interventi
    Grazie mille per i tituli, pardon, titoli; per un attimo mi sono Mourinizzato, ma è passato subito.
  • Puma • 27/05/09 15:48
    Galoppino - 17 interventi
    Abbandonata dal Partito Comunista Boliviano, la guerriglia non sorretta dai contadini come avvenne a Cuba andò inesorabilmente incontro ad un triste destino.
    L'esercito boliviano fu abilmente addestrato dall'esercito americano in tecniche anti-guerriglie usate nello stesso momento in Vietnam
    dopo la delazione dei contadini e di Ciro Bustos (come narra la storia), l'esercito ribelle che a quel punto decise di separarsi in due distinte colonne non fu più in grado di ricompattarsi rendendo gli ultimi mesi un vano tentativo di riunirsi dopo aver riportato alcune vittorie negli sporadici scontri con l'esercito regolare sempre più numeroso e voglioso di vittoria.
    Gli ultimi giorni come citato anche nel Diario del Che in Bolivia furono un disperato girovagare in cerca di viveri che sfociò poi nella cattura dei pochi guerriglieri rimasti tra cui il Comandante che fu fucilato il giorno dopo...
    L'aspetto romantico della vita del Che è la sua irrequietezza intellettiva e comportamentale che lo porto tutta l'esistenza alla ricerca dell'avventura.

    Se non fosse morto in Bolivia sicuramente sarebbe ripartito per un' altra meta forse ancor più rischiosa e pericolosa....
    La storia lo ha lasciato Ribelle-Guerrigliero-Giovane e Bello per sempre, cercava questo?Io non credo, sicuramente non avrebbe gradito la sua immagine su accendini, tazze e gadget vari ma talvolta ciò che non può la vita lo può fare il Business.
    Il Puma
    Ultima modifica: 27/05/09 23:53 da Puma
  • Puppigallo • 27/05/09 22:48
    Scrivano - 506 interventi
    Giù il cappello.
  • Tarabas • 28/05/09 11:09
    Segretario - 2069 interventi
    Peccato che, immagino, la politica sia bandita dalle discussioni, sennò forse si dovrebbe fare qualche precisazione sulle posizioni di Guevara in merito al diritto di opinione, senza fare santini improbabili e a(nti)storici.
  • Zender • 28/05/09 15:35
    Capo scrivano - 48103 interventi
    Tutto sta a come si scrive, caro Tarabas. Siamo in discussione generale e qualche divagazione è ammissibile. L'importante è cercare di non essere offensivi nei confronti di nessuno e non prendersela se poi nessuno accetta il dialogo sul tema. L'unico segreto è sempre nel come si apre il dialogo, perché quando si toccano tasti come la politica (o Argento, com'è noto) c'è sempre qualcuno che poi si sente in dovere di alzare i toni della discussione e il rischio è di finire in gazzarra.
  • Puma • 28/05/09 16:52
    Galoppino - 17 interventi
    Tarabas ebbe a dire:
    Peccato che, immagino, la politica sia bandita dalle discussioni, sennò forse si dovrebbe fare qualche precisazione sulle posizioni di Guevara in merito al diritto di opinione, senza fare santini improbabili e a(nti)storici.
    Non ho nessuna intenzione di polemizzare o creare un clima poco simpatico, ognuno la verità va a cercarla dove meglio crede e come meglio vuole interpretarla.
    Io ho la mia idea e non giudico la tua in nessun modo anche e solo per il fatto che le conversazioni debbono tenersi uno di fronte all'altro.
    Le libertà di opinione, pensiero, stampa e associazione ecc. andrebbero analizzate dettagliatamente in qualunque momento storico.
    Un dato di fatto può essere che Guevara non approvando più nella sua totalità il Castrismo decise di tentare l'avventura Boliviana.
    In vita mia non ho mai messo piede in chiesa figuriamoci se ho intenzione di creare santini.
    Il Puma
    Ultima modifica: 29/05/09 03:51 da Zender
  • Cif • 28/05/09 19:52
    Galoppino - 17 interventi
    Puma ebbe a dire:
    Tarabas ha detto:

    Un dato di fatto può essere che Guevara non approvando più nella sua totalità il Castrismo decise di tentare l'avventura Boliviana.
    Il Puma



    In realtà questa idea di una contrapposizione tra il Che e Fidel, come dicevo anche nel commento, è una vulgata che si è cercato di veicolare per creare una contrapposizione tra la figura del guerrigliero idealista del Che, quasi riabilitato dalle destre liberali (che pure lo hanno fatto uccidere!), accentandolo come prodotto di merchandising di successo planetario, a quella di Fidel, dipinto quasi come uno che tradì la rivoluzione per fare il capo di Stato. Peccato che, anche nel film si vede bene, la guerriglia e la rivoluzione "esportata" dal Che in tutto il Sud America godesse dell'appoggio e della copertura politica economica ed organizzativa di Cuba e di Fidel (senza avere, ad es. lo stesso appoggio da parte del'URSS, ragione che determina l'indifferenza, nelle migliori ipotesi, dei partiti comunisti locali all'azione del Che).
    E' un elemento di riflessione politico, ma anche ormai storiografico, e soprattuto centra un elemento a mio avviso molto importante del film, ovvero l'avver rifuggito ogni ricostruzione di comodo o ideologica, per rimanere aderente ai fatti nudi e crudi. Un film nudo sui nudi fatti, questa è la chiave di lettura di Soderbergh.
  • Puma • 28/05/09 21:10
    Galoppino - 17 interventi
    Ed allora perchè nessuno ha mosso un dito per andarlo a riprendere dalla Bolivia non veniamo a raccontarci la storia che erano sconosciute le coordinate per un eventuale recupero, la storia ha fatto il suo corso il ritorno a Cuba sarebbe stato difficile sia per il Che che per Fidel Castro, si è lasciato al suo destino forse cercato da Guevara stesso che è noto aveva simpatie più verso la Cina rispetto all'URSS. Il Film di Soderbergh mi ha deluso perchè non da nessuno spunto di riflessione ma ciò accade sempre quando leggi un libro e poi vedi dello stesso la trasposizione cinematografica sono stato vittima di questo luogo comune.
    Il Puma
  • Tarabas • 29/05/09 10:05
    Segretario - 2069 interventi
    Puma ebbe a dire:
    Le libertà di opinione, pensiero, stampa e associazione ecc. andrebbero analizzate dettagliatamente in qualunque momento storico.


    Mah, si parla degli anni 60, non del 1400.
    E comunque, per vedere quanto un uomo creda nella liberta, basta dargli il potere di amministrarla. Nel caso di Cuba, direi che gli esiti siano evidenti a chiunque abbia occhi per vedere.
    Quanto ai santini, non servono necessariamente le chiese e anche di questo le prove abbondano.
  • Puma • 29/05/09 12:21
    Galoppino - 17 interventi
    Per TARABAS
    E' indubbio che abbiamo opinioni divergenti, io ho espresso la mia all'inizio e tu la tua.
    Se poi la tua intenzione è quella di aprire un dibattito di storia moderna e contemporanea ben venga, ma io credo sia più opportuno lasciar perdere, è forse più produttivo parlare di cinema che di politica e poi te l'ho già detto il film di Sodemberg non mi è piaciuto.
    Ciao Tarabas