Discussioni su Alone - Film (2020)

DISCUSSIONE GENERALE

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  • Buiomega71 • 26/04/22 10:33
    Pianificazione e progetti - 24259 interventi
    Survivor movie che non dice nulla di nuovo e che rientra , con tutti i crismi, nelle ferree regole del genere.

    Ma è come Hyams jr lo mette in scena che fa la differenza.

    In primis immerge tutto in un realismo quasi ansiogeno (il lungo viaggio in macchina di Jess tra strade di montagna e soste nei motel), divide il film in atti (La strada, Il fiume, La pioggia, La luce nel bosco), riduce al minimo i dialoghi e mette in scena solo tre attori (Jess, la preda, Sam, il predatore e il povero cacciatore messo, suo malgrado, di mezzo), in aggiunta del marito suicida di Jess (che si vede solo nei video dello smartphone o sul tablet), e il resto sono solo voci al telefono (la madre e il padre di Jess, la figlia e la moglie di Sam, le chiamate di soccorso al 911), amplificando l'angoscia e la tensione.

    Valore aggiunto l'ariosità agorafobica delle location (gli impervi e estesi boschi dell'Oregon), dove Hyams jr trasforma in un campo di battaglia senza esclusione di colpi e mantenendo alta la defribillazione per tutti i 97 minuti.

    Il modus operandi del sequestratore (e si presume serial killer) non dissimile dagli escamotage che usava Ted Bundy (auto in panne, braccio al collo, finta gentilezza), con quella faccia lì da pacioso americano medio e con quella Jeep nera che diventa un'ossessione per la povera Jess.

    Ma l'aspetto più interessante della pellicola è come Hyams jr , da un "convezionale" film di "cacciagione" alla Pericolosa partita, sposti l'asse dal thriller al war movie (gli Universal soldier non sono un caso), perchè, d'improvviso, quasi come se fosse un incubo, Alone, assume, sempre più, i tratti di un viet movie (Jess nascosta nella pozza d'acqua come Martin Sheen in Apocalypse Now, la resa dei conti finale nel bosco bruciato e fumoso che sembra appena stato bombardato dal napalm, l'elicottero nel finale e il primo piano del volto fangoso e provato, da provetta guerrigliera, di Jess) appena Jess perde l'orientamento nell' intricata foresta, come un soldato sperduto e senz'armi, in balia del nemico.

    Gore e splatter tenuti sotto il livello di guardia (ma a volte è molto meglio così), ma violenza belluina e disperazione da sopravvivenza sparsi a piene mani, con furibondi e selvaggi scontri corpo a corpo in puro Wes Craven style (rametto che si conficca nel piede, cric sbattuti violentemente sulla capoccia, coltellate e lotte furiose in mezzo al fango), fucilate in faccia e una telefonata all'inconsapevole mogliettina.

    Di spasmodica suspence il momento in cui Jess si itrufola nel portabagagli della Jeep del suo persecutore, e armeggia con il telefono...

    Curioso, poi, che essendo, praticamente, ambientato quasi tutto in un bosco, non si veda un'animale che sia uno e che i rapporti interpersonali dei due (sia vittima che carnefice) si basino solo sulle telefonate (le rispettive famiglie, le chiamate al 911).

    Tanto è lucido e realistico questo Alone, quanto Hunted-Chi ha paura del lupo cattivo? era grottesco e surreale, due modi, differenti, di intendere i nuovi lidi del "survivor movie" e di donne predate in fuga nei boschi (con relativo tuffo nel fiume per sfuggire al "cacciatore").

    Fa piacere constatare il talento del figlio del regista di Atmosfera zero e auspica buone speranze per l'imminente uscita del remake di Maniac Cop.

    Nettamente superiore (per visceralità, ferinità, destabilizzazione, caratterizzazione del cacciatore e della preda e disperata lotta per la sopravvivenza conseguente) al blando, fiacco e convenzionale modello originale svedese, di cui Alone ne è il sorprendente remake, pressochè identico ( salvo poche varianti) ma molto più cattivo, spietato, fangoso e gestito con abile sapienza registica.

    Ultima modifica: 26/04/22 16:40 da Buiomega71