Alone

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Titolo originale: Alone
Anno: 2020
Genere: thriller (colore)
Regia: John Hyams
Note: Remake di "Försvunnen" (2011).
Numero commenti presenti: 7

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I COMMENTI

TITOLO INSERITO IL GIORNO 11/10/20 DAL BENEMERITO HERRKINSKI
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Herrkinski 11/10/20 15:24 - 5780 commenti

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Remake americano di un film svedese, è un thriller che pesca nel filone captive/survival senza troppa originalità ma che vince per l'impatto con cui viene messo in scena: feroce, sadico, con esplosioni di violenza notevoli e un villain (l'ottimo Menchaca) che è una delle migliori rappresentazioni di come effettivamente agiscono certi insospettabili serial-killer. Ottimi anche l'ambientazione nella foresta - ben fotografata - il sonoro e la ost minimale; un lavoro carico di tensione che risulta uno dei migliori esemplari recenti del genere, decisamente con una marcia in più.
MEMORABILE: Le torture psicologiche; Contro il cacciatore; Il finale.

Daniela 17/10/20 08:19 - 10339 commenti

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Mentre sta percorrendo in auto una zona boschiva, una donna viene avvicinata da un uomo le cui cattive intenzioni sono subito intuibili...  Spunto logoro e trama minimale, ma il film funziona tenendo col fiato sospeso: merito di una regia incisiva e senza fronzoli in grado di valorizzare l'ambientazione nella foresta, di una colonna sonora ansiogena pur ricorrendo quasi interamente a rumori naturali e della bella prova dei protagonisti, con Willcox intensa e Menchaca plausibile incarnazione del serial killer nascosto dietro l'aspetto rassicurante del buon vicino di casa.
MEMORABILE: La inquadrature dall'alto della texture frattale della foresta; Lo scontro dentro l'auto; La telefonata in famiglia.

Kinodrop 16/03/21 19:01 - 1868 commenti

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Un thriller diviso in parti, che da un inizio à la Duel muta nella solita triade adescamento-rapimento-fuga nel bosco. Il serial killer è determinato e spietato, ma lei è più tosta di lui e la caccia nella pittoresca foresta sarà lunga e piena di colpi bassi. L'ordinarietà del plot viene riscattata da una buona interpretazione di Willcox nella parte di una donna che fugge da un evento traumatico e Menchaca, il killer "normale" che all'occasione ne sfrutta minacciosamente il senso di colpa. Buone la fotografia e la OST che implementa lo stato di ansia nella parte conclusiva.
MEMORABILE: Lei va fuori strada e comincia l'incubo; La fine del cacciatore; Nascosta in auto, chiede aiuto al 911.

Gottardi 26/04/21 18:07 - 107 commenti

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Donna in crisi esistenziale viene rapita durante un viaggio di trasloco da psicopatico che la rinchiude in una capanna nel bosco. L’intero film è costruito sul rapporto tra i due secondo movenze e psicologie quanto mai convenzionali, e la abusata trama vittima/carnefice, inseguimento/lotta, è svolta pedissequamente senza azzardare nulla. Qualche guizzo di regia nel gestire il bosco che è il personaggio più inquietante non bastano a pompare sangue fresco nel logoro corpo di una scrittura che lascia interdetti anche con paurosi buchi di verosimiglianza.

Rambo90 30/04/21 02:34 - 6732 commenti

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Variazione su un tema già abusatissimo, che non presenta particolari novità ma girato con un buon senso della suspense da Hyams Junior. I protagonisti convincono quanto basta e i dettagli che emergono dalla facciata tranquilla del maniaco sono abbastanza agghiaccianti. Diventa un po' ridondante nella seconda parte, fatta di fughe, inseguimenti e rovesciamenti di situazione, ma è tutto sommato un onesto prodotto di genere.

Lupus73 1/05/21 15:02 - 919 commenti

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Thriller in capitoli in cui la protagonista, adescata dal viscido maniaco di turno, imprigionata in baita, poi fugge nella foresta. Con buona confezione e ottima fotografia che si sofferma in macro naturali, assistiamo a quello che potrebbe essere il livello preliminare di un rape & revenge senza ricorrere a nessuna scena troppo esplicita, ma utilizzando semplicemente suspense e tensione create in modo efficace (senza rinunciare a sangue e fango); accanto ai protagonisti attore e spettatore è la foresta trasudante umidità e rumori naturali, che ci accompagnano fino ai titoli di coda.

Il ferrini 14/05/21 00:36 - 1832 commenti

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I primi minuti sono un chiaro omaggio a Duel: il notiziario dall'autoradio, il sorpasso negato, la sosta con telefonata, poi il film vira e si assesta su binari più consueti, tuttavia non perde mai di ritmo e i due protagonisti si dimostrano all'altezza, anche nelle scene corpo a corpo. La psicologia dei personaggi è piuttosto grossolana ma non è così centrale, la tensione è costante, anche grazie a un puntuale commento sonoro, le sequenze nel bosco hanno un'ottima fotografia e il finale, pur violento, è catartico. Intrattiene.

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