Volti del cinema italiano nel cast VOLTI ITALIANI NEL CAST Volti del cinema italiano nel cast

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TITOLO INSERITO IL GIORNO 15/02/09 DAL BENEMERITO M.LUPETTI
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M.lupetti 4/11/09 19:22 - 58 commenti

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Ogni tanto riproposto dalle private locali è una sorta di tentativo di recupero del genere erotico-esotico dei bei tempi andati. La storia ha infatti un'ambientazione caraibica e i personaggi sono quelli classici del genere così come le schermaglie d'amore unite ad un intrigo con gocce di giallo e perversione. La "Kreola" del titolo è Demetra Hampton. Nel complesso è però un film noioso e molto figlio del suo tempo, sia nella fotografia che nello stile molto soft e senza eccessi...
MEMORABILE: La Hampton che corre nuda sulla spiaggia e si rotola sulla sabbia bagnata, molto "Zeudi Araya 20 anni dopo".

Zardoz35 23/04/11 12:34 - 277 commenti

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Mediocre pellicola che ripropone un genere in voga negli Anni Settanta. Ci sono di sfondo i Caraibi, mogliettine vogliose di emozioni, paesaggi stupendi, coppie che si sciolgono come neve al sole. Al posto del voodoo e relativo santone, stavolta fa capolino un patetico pescatore già in là con gli anni ma dal fascino irresistibile. Nel film ci sono copule a ripetizione e molti nudi di una conturbante Hampton. Finale davvero stucchevole, come d'altronde tutto il film.
MEMORABILE: La scrittrice americana al fotografo cornuto che ci prova con lei: "Sono anche una puttana, ma voglio esserlo solo in certe occasioni!"

Daidae 20/07/13 13:27 - 2947 commenti

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Erotico esotico fuori tempo massimo da parte di Antonio Bonifacio, attivo negli Anni Novanta e autore di discrete pellicole come Appuntamento in nero ma anche dello scadente Nostalgia di un piccolo grande amore. Non è un bel film, ma sorvolando su alcuni difetti e ridicoli episodi non annoia, coinvolge e si lascia vedere. Sensualissima la Hampton, discreto il resto del cast femminile, qualche (grossa) ombra su quello maschile. Sufficiente.
MEMORABILE: (Culmine del ridicolo) Antonio sorprende la barista in atti amorosi: "Scusate se disturbo, devo parlarvi!"

Minitina80 14/06/16 20:41 - 2746 commenti

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Fin dai primi minuti si intuisce che arrivare alla fine non sarà una passeggiata di piacere; la trama, al cui confronto la peggiore delle soap opera sembra scritta di suo pugno dal Manzoni, fa calare immediatamente e irrimediabilmente il latte alle ginocchia. È vero che i paesaggi sono suggestivi e le figure femminili quantomeno gradevoli, ma si assiste a una sequela di accoppiamenti che ben presto stancano e che hanno poco di erotico da trasmettere. Difficile farsi coinvolgere, poi, da dialoghi così poveri e sciatti. Evitabile.

Faggi 5/12/16 18:19 - 1529 commenti

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Falso e irritante erotico esotico; è stata una fatica arrivare sino ai titoli di coda. L'indiscutibile fisicità della Hampton può essere motivo d'interesse per i suoi fan; i curiosi del trash anni '90, invece, potrebbero restare delusi poiché il prodotto non mi sembra recuperabile nemmeno in codesta chiave. La noia e la sensazione del già visto (peggiorato) imperversano, sguinzagliate dalla banalità e dal cattivo gusto tecnico e narrativo.

Panza 6/04/21 20:24 - 1654 commenti

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Monocorde crisi coniugale in cui, invece di fornire almeno una basica introspezione psicologica, l'attenzione è rivolta a meccaniche scene erotiche e noiosi bisticci. Nemmeno l'ambientazione erotica, che suggerirebbe un'ideale ponte con le pellicole anni '80 di Joe D'Amato, è sfruttata a dovere. Nell'anonimato del cast (inespressivo Losito, successivamente fortunato produttore e sceneggiatore) spiccano per carisma Cinzia Monreale e John Armstead, habitué delle produzioni Angioli. Regia fiacca che abbonda di inopportuni campi lunghi che non fanno entrare nell'azione.

Buiomega71 24/08/21 00:57 - 2651 commenti

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Bonifacio rende tributo a Scattini (la crisi di coppia ai tropici) e a sant'Aristide (la spettrale spiaggia con le palme e il tentato stupro ai danni della Hampton che fa tanto Sesso nero) e Ferrio dà il suo contributo con una OST tipicamente anni 70. La regia non è nemmeno malaccio, la Hampton ammalia (in un nudo integrale in doccia), la Monreale è affascinante (ma non si spoglia), ma manca una vera sceneggiatura, gli intrighi amorosi funzionano a intermittenza, e il tutto sembra un mix tra una telenovela e i patinatismi zalmankinghiani con un finale tremedamente desolante.
MEMORABILE: La ridicola bastonata in testa a Armstead in mare; La piagnucolosa sceneggiata di Andy alla Hampton sulla barca; Il "vizietto" cuckold di Andy.

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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Homevideo Homesick • 16/01/10 08:01
    Scrivano - 1371 interventi
    Dal 30 marzo in dvd per Mya Communications.
  • Discussione Buiomega71 • 24/08/21 09:54
    Pianificazione e progetti - 24128 interventi
    Rassegna estiva
    EsoticaErotica
    Un'estate al tropico dei sensi
     

    Al tropico dei sensi negli anni '90, più che un ritorno ad un sottogenere che non avrebbe più ragione di esistere, un tributo nostalgico (Bonifacio farà la stessa operazione omaggiando il thriller nostrano settantiano con La strana storia di Olga O) ai vari Scattini (la crisi di coppia sotto le palme dei tropici) e a sant'Aristide (esplicitamente citato nella scena in cui la Hampton passeggia in una spiaggia spettrale contorniata dalle palme e sfiora per un pelo uno stupro di gruppo che fa parecchio Sesso nero), rafforzato dalla OST di Gianni Ferrio che replica gli umori settantiani (ma leggo in giro che la colonna sonora è riciclata) e da un dialogo sulla libertà sessuale degli anni 70 messo in bocca a Cinzia Monreale.

    La regia di Bonifacio non è nemmeno malaccio, la fotografia risalta lo splendore delle location domenicane, ma a mancare è una vera sceneggiatura (anche se porta la firma del fulciano Daniele Stroppa) e pare che domini l'improvvisazione con un finale terrificante di rara sciatteria.

    Un vero peccato, perchè c'erano tutti i presupposti per una deriva tragica (i due "cornuti" che meditano vendetta su Leon che si è preso le loro donne), lasciata cadere per una svolta imbarazzante  e buttata lì superficialmente, giusto per chiudere in fretta e furia la pellicola.

    L'intrigo amoroso, le gelosie, l'atmosfera tropicale che scatena i sensi e la libertà sessuale funziona a intermittenza, gli amplessi sono plastici e stucchevoli, tipici dell'erotismo patinatissimo alla Playboy degli anni '90 (nell'incipit la Hampton e Losito ci danno dentro, ma con poco coinvolgimento se non nella scena della doccia, di cui la Hampton regala l'unico nudo integrale del film) e resta arduo credere che un baccalà inespressivo come John Armstead possa stregare tutte le belle ragazze occidentali che incrociano il suo sguardo da pesce lesso.

    Se il cast maschile è approssimativo (buono comunque il ruolo di Marco Carbonaro, italiano a Santo Domingo in cerca della sua ragazza scomparsa affetto dalla sindrome dello zerbino) nel reparto gineceo il film dà il suo meglio con una Hampton carica di sensualità, una bellissima Cristina Rinaldi (cultissima la scena delle due che si guardano in cagnesco per lo stesso uomo da dividire) che si prodiga in "focose" congiunzioni carnali con quello stoccafisso di Armstead (nulla di chè, ma lei è uno spettacolo) e un'affascinante e milfesca Cinzia Monreale, scrittrice di romanzi d'amore (ai tropici, guarda caso) in crisi, che filosofeggia ma, ahimè, non si spoglia mai.

    Tolto il notevole reparto gnocca, rimane un pò poco, se non l'esotismo delle ambientazioni e qualche situazione un pò perversa (ma sempre all'acqua di rose), come la passione cuckold di Losito, che si eccita vedendo la sua donna desiderata dagli altri uomini.

    Ne è passata di acqua (marina) sotto i ponti dalle ragazze dalla pelle di luna, dalle Emanuelle nere e dei dii serpenti, e Bonifacio tenta di restituire quelle atmosfere tropicali ormai perdute. A stento pare ci riesca, ma il filmetto naufraga inesorabilmente in una via di mezzo tra una telenovela e i patinatismi d'accatto zalmankinghiani, con un erotismo innocuo che non lascia nessun segno.

    Ovviamente merenghe a profusione e di sculto il momento in cui la Hampton (bellissima quando mette il broncio)  vuole trombare con Armstead (cosa ci troveranno le donne in lui quà ma anche bho), ma lui, inflessibile, le dice che c'è un tempo per l'amore e uno per il cibo e che adesso si mangia! (sic!).

    E questa volta gli "indigeni" (a parte uno che soddisfa le voglie della Garavaglia) restano a guardare.

    Kreola sarebbe il nome di battesimo della Hampton con nessuna correlazione all'esotico colore della pelle come farebbe credere il titolo un pò truffaldino.
    Ultima modifica: 24/08/21 10:53 da Buiomega71
  • Homevideo Buiomega71 • 24/08/21 10:04
    Pianificazione e progetti - 24128 interventi
    Da noi dovrebbe ancora mancare un'edizione in dvd.

    La vhs , uscita per L'espresso nella collana I classici proibiti, altro non è che l'edizione della Number One Video (appare il logo della label prima dell'inizio del film, nonostante sul retro cover sia marchiata Minerva video) dalla durata effettiva di 1h, 27m e 54s

    Curiosamente:
    La vhs della Number One riporta il divieto ai minori di 18 anni con visto censura dell'epoca (22/03/1993)
    La vhs edita dall'Espresso riporta, invece, il divieto ai 14 (sempre con il visto censura del 22/03/1993)
    Mentre stando a Italiataglia il film uscì senza divieti (ma grazie alle preziose informazioni del buon Deepred, il film ebbe dei tagli preventivi effettuati dalla produzione stessa per avere il visto per tutti, con una durata di 82 minuti-versione cut- che, poi, uscì al cinema-, 5 minuti in meno rispetto all'edizione in vhs-uncut, che reintegra le scene tagliate-).
    Ultima modifica: 1/01/22 18:57 da Buiomega71
  • Discussione B. Legnani • 24/08/21 10:10
    Consigliere - 14603 interventi
    Ciao, Buio.
    "sindrome dello zerbino".
    Significa che veniva maltrattata?
  • Discussione Buiomega71 • 24/08/21 10:20
    Pianificazione e progetti - 24128 interventi
    B. Legnani ebbe a dire:
    Ciao, Buio.
    "sindrome dello zerbino".
    Significa che veniva maltrattata?

    In realtà no, o meglio, era Marco Carbonaro a venire "maltrattato", cioè che stava dietro alla sua fidanzata "perduta" (una Cristina Rinaldi da sturbo) pregandola di tornare con lui, nonostante lei lo trattasse malissimissimo, rinfacciandole che amava solo e esclusivamente Leon (quella cernia di Armstead) e di lasciarla in pace. Ma Carbonaro perseverava ai limiti dell'umiliazione. Ergo: Carbonaro si faceva trattare come il tipico "zerbino" innamorato perso  e con le tipiche fette di salame sugli occhi.
    Ultima modifica: 24/08/21 11:01 da Buiomega71