Ucciderò Willie Kid

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Titolo originale: Tell Them Willie Boy Is Here
Anno: 1969
Genere: western (colore)
Numero commenti presenti: 10

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TITOLO INSERITO IL GIORNO 24/03/09 DAL BENEMERITO PATRICK78
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Patrick78 24/03/09 11:56 - 357 commenti

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Stratosferico western girato da Polonsky in un anno di grazia per il genere ad Hollywood (Il mucchio selvaggio docet), narra la vicenda di una caccia senza confini da parte di una posse comandata dallo sceriffo Cooper (Redford) ad un mezzosangue (bravissimo Blake) che per legittima difesa ha ucciso il padre della sua "sposa" Lola (Ross). Scenari da favola, azione che non stacca mai, interpretazioni sublimi tra cui svettano Redford e la sua nemesi Blake (nel ruolo forse più convincente di indiano che si sia mai visto al cinema) fanno di questo film un cult.

Kanon 22/06/11 16:06 - 596 commenti

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Di ritorno dall'esilio della lista nera, Polonsky trasmigra il suo vissuto in un western che è solo di facciata (peraltro con dei paesaggi stupendi), in cui ogni ruolo è tessera dell'ingranaggio che fa muovere la società de facto. Un apologo in punta di piedi dove non trovano posto né il mito né l'eroe, ricco di sfumature ma privo di un deciso cambio di passo in questa direzione. Piuttosto si ferma a metà strada (dopotutto stava girando un western), ma sotto questo punto di vista azione e ritmo latitano; resta la sensazione che manchi quel quid...

Cotola 20/07/11 23:52 - 7529 commenti

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Chiaramente autobiografico, il film è diretto da Polonsky che si "nasconde" dietro il paravento del genere western, per alludere al maccartismo. Lo fa confezionando un film di profonda bellezza, di grande impatto emotivo e girato magnificamente. Le immagini sono notevoli e vengono esaltate da scenari mozzafiato. Grande cast, notevole colonna sonora, ritmo alto e impegno civile. Cosa pretendere di più? Certamente non la solita pellicola di genere. Immancabile.

Galbo 25/07/11 12:27 - 11388 commenti

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Ottimo western che ha la caratteristica di fare più di un riferimento all'ondata maccartista di cui il suo regista fu vittima. Polonsky mostra uno sguardo decisamente lucido sulla frontiera americana privata di tutta la retorica del cinema precedente e con un occhio puntato alle sue vittime principali (gli indiani). Il film si segnala inoltre per la splendida fotografia e l'ottima prova degli interpreti.

Furetto60 18/06/13 08:49 - 1129 commenti

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Western di ambientazione atipica dal punto di vista temporale; non siamo, infatti, nel classico ‘800, bensì nei primi del ’900: si vedono auto e telefoni e qualche indiano gira vestito come un cowboy. I problemi dei pellirossa sono sempre gli stessi, però e la regia sottolinea chiaramente le condizioni in cui si trovavano. Redford è in un ruolo scomodo, uno svogliato sceriffo con un padre ex cacciatore di scalpi. La trama è semplice, i paesaggi belli, il ritmo a tratti latita ma il risultato è comunque apprezzabile.
MEMORABILE: Siamo andati con tuo padre a caccia di Comanche, tornammo con 6 scalpi. Bei tempi quelli!

Saintgifts 31/12/13 16:00 - 4098 commenti

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La figura di Willie Kid è emblematica e altamente rappresentativa e come mezzosangue non è vittima dei bianchi ma degli stessi nativi; forse però è il giovane sceriffo Cooper la figura più incisiva in questo bel film di Polonsky. Con l'esperienza che forse gli è venuta dal padre, ex cacciatore di indiani e con lo sguardo disincantato con cui osserva il mondo che lo circonda, si pone come un intruso tra due ingranaggi con il rischio di incepparli e farsi schiacciare, ma sa muoversi tra un dente e l'altro senza farsi "prendere".
MEMORABILE: Il rapporto tra la dottoressa Elizabeth e Cooper.

Homesick 16/09/17 16:33 - 5737 commenti

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Smorto e lento, accelera nell'ultimo quarto d'ora, quando l'obiettivo, abbandonati i personaggi secondari e alcuni loro patetici risvolti - in particolare quelli riguardanti sceriffo e antropologa -, si stringe su Redford e Blake, cacciatore e preda tra i paesaggi rocciosi e le efficaci musiche di Dave Grusin. Lo spirito e il pathos dei vecchi classici mancano del tutto e, a conti fatti, l'unico merito della pellicola di Polonsky è quello di costituire uno dei primi esempi di western revisionista.
MEMORABILE: Il suggestivo paesaggio di Twentynine Palms.

Puppigallo 29/05/19 10:58 - 4510 commenti

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Western non completamente riuscito, con un Redford che non va al di là della discreta prova d'attore, poco aiutato da una sceneggiatura non particolarmente originale, che sembra cercare di tenere i piedi in più scarpe (alla fine hanno tutti torto e ragione, per motivi e reazioni varie). L'uomo bianco viene criticato per i suoi modi spicci, quando si parla di pellerossa, giungendo subito a facili conclusioni. Mentre il protagonista in fuga è schiavo delle sue usanze (la fine di lei) e privo della minima fiducia nella giustizia. Comunque, nel complesso, non male dopotutto.
MEMORABILE: "E' andato bene il tuo servizio di scorta al Presidente?". E Redford "Seccante"; L'indiano sulla cella "Un posto non più grande di una tana di volpe"

Rocchiola 18/09/19 12:20 - 864 commenti

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Da un regista-sceneggiatore a lungo bloccato dal maccartismo un bel western crepuscolare basato su una caccia all’uomo negli splendidi paesaggi naturali del deserto californiano. Il genocidio degli indiani è trattato in un modo metaforico in questo piccolo classico della “New Hollywood” che ai massacri di Soldato blu e Il piccolo grande uomo preferisce un lento inseguimento a due dal valore fortemente simbolico in cui è chiaro l’attacco a un sistema politico e culturale che ghettizza il diverso. Ottime le musiche di Grusin e la fotografia di Hall.
MEMORABILE: L’uccisione del padre di Lola; Il confronto tra Cooper e Elizabeth amanti che non si stimano; Lo scontro finale tra Willie Kid e Cooper.

Giùan 12/10/19 07:34 - 2992 commenti

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Vetero crepuscolare nel mood, spigoloso e allusivo nello script, tremendamente antieroico/antiretorico nella sostanza filmica, il western di Polonsky è un j'accuse implacabile contro il potere, la cui parossistica maturità rende talora poco digeribile la sua fruizione cinematografica. In effetti la irredimibile vocazione "adulta" del film rischia la pedanteria estetica, pur se è difficile dimenticare le "eccezionali" contraddizioni e la simmetrica impotenza dello sceriffo di Redford e dell'indiano di Blake. Scentrato invece il personaggio della Ross.
MEMORABILE: Susan Clark che si spoglia fremente e Redford che la lascia con un palmo di naso.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Musiche Columbo • 24/06/11 08:18
    Magazziniere - 1102 interventi
    Assolutamente originali per un western le musiche di Dave Grusin.
  • Curiosità Columbo • 24/06/11 08:22
    Magazziniere - 1102 interventi
    Dal romanzo "Willie Boy" di Larry Lawton.
  • Homevideo Rocchiola • 18/09/19 12:25
    Call center Davinotti - 1134 interventi
    Di fresca uscita il DVD della A&R riporta sul mercato home-video questo bel western in versione rimasterizzata in HD. Il master utilizzato è probabilmente quello dell'edizione in bluray curata dalla tedesca WVG (ma esiste anche una recente edzione in BD americana della Kino), ed offre un video pulito e nitido sicuramente superiore alla precedente edizione della Flamingo. L'audio mono 2.0 è estremamente potente e pulito.