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L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Rape & revenge in villa di notte. Quattro giovani arrivano alla splendida magione sul lago per trascorrere qualche bella ora insieme ma già quando cala la sera cominciano i cupi pensieri e sale la paura. Kay (Burn), la scrittrice del gruppo, smania per raccontare la storia del suo prossimo romanzo che, dice, sarà ambientato... proprio lì. Nei dintorni si aggireranno loschi ceffi che... (l'avreste mai detto?) si materializzeranno davvero di lì a poco. Mister Blue, Mister Red e Mister Black (il capo) sembrano usciti dalle Iene di Tarantino ma mostrano molta, molta meno finezza dei loro epici predecessori (oltre a ridicole facce dipinte). D'altra...Leggi tutto parte lo script è quel che è, il buon Quentin sta lontano mille miglia e tutto l'insieme è chiaramente da low budget spinto. Spinto in tutti i sensi, perché come da tradizione del genere non si poteva lesinare troppo su sesso e violenza, per apparire almeno vagamente inseriti nel solco dei vari NON VIOLENTATE JENNIFER (il primo film che viene in mente a guardare la locandina). La più sbarazzina si toglie il reggiseno quasi subito per andare in vasca ed esibire gratuitamente le sue nudità facendo capire già un po' l'andazzo, ma in seguito toccherà inevitabilmente offrire di più al pubblico, che da film così si aspetta il rispetto di regole molto precise. E un po' la cosa stona, perché la limitatezza di mezzi e l'avere a disposizione non proprio un cast di fenomeni genera scene che comunicano spesso un certo imbarazzo con frequenti puntate nel trash, nonostante ogni tanto l'atmosfera giusta la si centri: tra una location piuttosto azzeccata e una fotografia che in qualche modo (anche qui relativamente, visto il budget) coglie bei giochi di ombre e luci, qualche chance di affrancarsi da una situazione poco lusinghiera c'era. Però poi ciò che succede e come succede ci ritrascina nella desolazione cinematografica, con punte di squallore e di nuovo trovate che - inserite in un simile contesto - risultano goffe nella migliore delle ipotesi (si pensi alla scena del dildo). Poi arriva la parte finale che - per chi non l'avesse subodorata sin dall'inizio - offre una soluzione a sorpresa; a sua volta maldestra, improbabile, ma che se non altro dà l'idea di esser stata pensata per regalare un minimo di senso al tutto. Anche qui però si svicola nel trash, nell'horror a buon mercato, nel cinema a basso contenuto di emozione in cui i personaggi sono di plastica (fasulli gli intrusori come le vittime). E quando saltan fuori elementi inattesi come le frecce sparate da non si sa chi o le telecamere piazzate per chissà quale motivo non è che ci si divori le unghie per la troppa voglia di sapere... Insomma, l'impressione che il film lascia è quella di un'operazione scalcagnata e assai povera, lontana dai grandi classici e priva anche di quella sincerità che film come la Jennifer di Zarchi avevano saputo donarci colpendoci per una brutalità che si sentiva come autentica, mai di maniera.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 12/01/22 DAL DAVINOTTI

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