Semi-Pro

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L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Uno dei maggiori punti di rottura tra il nostro mondo e quello americano. In SEMI-PRO c’è tutta la cultura dello show a tutto tondo, della partita come momento in grado di coinvolgere non solo il mondo sportivo ma anche quello dell’intrattenimento. Jackie Moon (Will Ferrell, doppiato da Pino Insegno) è il prototipo dello sportivo eclettico, che nasce come star del basket ma che si impone come cantante in grado di sfornare un hit di gran successo come “Love me sexy”, prima di ricadere con la squadra di cui è insieme proprietario, coach e giocatore, nella serie minore. Ma c’è il momento del riscatto: la Nba ha deciso che ingloberà nel suo campionato le quattro migliori squadre di quella serie. Il grande salto è da operarsi con...Leggi tutto il passaggio di Moon da coach a promoter e l’inserimento di un vero giocatore/coach di talento (Woody Harrelsson). L’intero film posa le sue basi (come le decine di prodotti americani simili) su un mix di commedia, sport e un briciolo di sentimento, appoggiandosi come nella stragrande maggioranza dei film con Ferrell sul demenziale. Il problema è che da noi questo tipo di comicità fatica ad imporsi, legata com’è a uno stile di vita completamente diverso. Le battute che si scambiano regolarmente i due speaker ci appaiono quasi sempre imbarazzanti o poco comprensibili, le esagerazioni da business-man di Moon troppo caricaturali e deboli, e difficilmente le gag colgono nel segno (non è male però l’hippie deluso perché non riesce a farsi cambiare l’assegno gigante vinto prima di un match). SEMI-PRO è davvero esemplificativo di un diverso modo di vivere lo sport e di conseguenza l’umorismo ad esso legato in pellicole tanto dichiaratamente parodistiche. Nonostante la buona prova di un doppiaggio professionale (diretto da Chevalier) si ride poco e molto più spesso si resta stupiti di fronte alla pretesa di far ridere con battute tanto elementari. Il ritmo c’è, ma non è supportato da una sceneggiatura in grado di renderlo elemento utile ad evitare la noia; così, dopo i primi venti minuti in cui già si è ben capito a cosa siamo di fronte, si rischia di attendere inerti i titoli di coda. E Woody Harrelson finisce, una volta di più, in un film incapace di sfruttarne il talento.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 6/10/08 DAL BENEMERITO MASCHERATO POI DAVINOTTATO IL GIORNO 3/01/11
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Mascherato 6/10/08 21:33 - 583 commenti

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Will Ferrell stenta a sfondare in Italia. E' capitato ad altri, in passato (Chevy Chase) e nel presente (Adam Sandler). Guai a pensare che Semi-Pro, se fosse distribuito in Italia, potrebbe rappresentare l'occasione propizia, perché, tra tutte le pellicole interpretate da Ferrell ed incentrate sugli sport (Talladega Nights, Blades of Glory) questa sul basket non strappa neanche mezzo sorriso. Ha dell'incredibile il fatto che si riesca a strizzare tanto uno straccio (di idea) che non c'è. Sbadigli a go go e 91 minuti persi.

Harrys 11/11/09 17:06 - 682 commenti

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Will Ferrell non si smentisce. Basterebbe la sua presenza per far divenire automaticamente una pellicola "cult immediato". In questa nuova avventura, ben diretta dall'esordiente Kent Alterman, impersona un improbabile manager di un'infima squadra di basket (e capitano della stessa), nonchè di un cantautore (la sua unica, spassosamente demente, hit? "Love Me Sexy"). Molto curata l'ambientazione 70's, con sfavillanti indumenti e disco-locali à la Saturday Night Fever. Guest-star un imbronciato Harrelson: perfetto. Da segnalare la lotta con l'orso.

Luza1884 3/12/15 21:16 - 2 commenti

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Will Ferrel fa parte di quella cerchia di attori in ascesa che riescono nell'impresa di lasciare il pubblico senza fiato... dal ridere. Ogni singola scena del film non ha una conclusione logica, il che lo rende davvero godibile... Lotte con Orsi e "corse fino a vomitare" saranno solo alcune delle stramberie che questo pazzo proprietario di una squadra di basket farà per scalare le vette e arrivare in NBA.
MEMORABILE: La lotta con l'orso e "il tiro segreto".

Tarabas 15/03/20 19:29 - 1702 commenti

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Chissà quanti spettatori non americani abbiano potuto cogliere la (affettuosa) presa in giro della mitica ABA, una lega che tentò di fare concorrenza all'NBA prima di esserne inglobata (esattamente come raccontato qui). Il film è piuttosto pacchiano, il che non è del tutto una sorpresa visto il protagonista. Fa ridere di rado, le sequenze di gioco sono pessime (fanno sembrare la ABA un torneo di dopolavoristi, mentre era zeppa di campioni). Il resto è cliché senza vergogna, love story inclusa. Molto modesto.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Harrys • 4/01/11 23:03
    Call center Davinotti - 651 interventi
    Ciao Zender, scusa il disturbo, ma la tua recensione m'ha incuriosito. Sono io che ho travisato o, secondo il tuo parere, l'unica colpa di questo film sarebbe quella di risultare "indigesto" per noi europei? ;-)

    Un'altra domandina: dove l'hai recuperato doppiato? A me risulta inedito da noi...
  • Discussione Zender • 5/01/11 00:09
    Consigliere - 43513 interventi
    Il film che io sappia è trasmesso doppiato sui canali mediaset tipo Mya, Steel ecc.

    Non ci sono mie recensioni. Comunque l'ho visto e direi che riallacciandomi al papiro davinottico paer esempio, "i due speaker ci appaiono quasi sempre imbarazzanti o poco comprensibili, le esagerazioni da business-man di Moon troppo caricaturali e deboli, e difficilmente le gag colgono nel segno", "si ride poco e molto più spesso si resta stupiti di fronte alla pretesa di far ridere con battute tanto elementari. Il ritmo c’è, ma non è supportato da una sceneggiatura in grado di renderlo elemento utile ad evitare la noia; così, dopo i primi venti minuti in cui già si è ben capito a cosa siamo di fronte, si rischia di attendere inerti i titoli di coda."
    Mi pare ce ne sia abbastanza per non dire che l'unico problema è quello di cui parli. O forse non ho capitro che intendevi...
  • Discussione Harrys • 5/01/11 19:31
    Call center Davinotti - 651 interventi
    Zender ebbe a dire:
    Il film che io sappia è trasmesso doppiato sui canali mediaset tipo Mya, Steel ecc.

    Azz, prima ancora di esser uscito in dvd? Pessima nuova...


    Non ci sono mie recensioni. Comunque l'ho visto e direi che riallacciandomi al papiro davinottico paer esempio, "i due speaker ci appaiono quasi sempre imbarazzanti o poco comprensibili, le esagerazioni da business-man di Moon troppo caricaturali e deboli, e difficilmente le gag colgono nel segno", "si ride poco e molto più spesso si resta stupiti di fronte alla pretesa di far ridere con battute tanto elementari. Il ritmo c’è, ma non è supportato da una sceneggiatura in grado di renderlo elemento utile ad evitare la noia; così, dopo i primi venti minuti in cui già si è ben capito a cosa siamo di fronte, si rischia di attendere inerti i titoli di coda."
    Mi pare ce ne sia abbastanza per non dire che l'unico problema è quello di cui parli. O forse non ho capitro che intendevi...


    Sì, chiedo scusa, probabilmente non mi sono espresso bene. Lungi da me etichettare il papiro del maestro come "vuoto"; quel che volevo dire è che, semplicemente, m'è sembrata preponderante l'argomentazione "quel tipo di comicità è lontana anni luce da noi", ergo, sono giunto a conclusioni probabilmente affrettate. Senza citare stralci, comunque, ritenevo esemplificativa proprio una delle frasi che hai riportato te. ;-)
  • Discussione Zender • 6/01/11 10:08
    Consigliere - 43513 interventi
    Ma anche se lo etichettassi come vuoto mica c'è nessun problema... Semplicemente non capivo. Direi che in effetti ciò che più ha colpito anche me è la distanza (più che in altri film) da noi come tipo di argomenti e comicità, il che presumo abbia portato il davinotti a citarlo come esemplificativo in questo senso.
  • Discussione Tarabas • 12/03/20 21:16
    Formatore stagisti - 2051 interventi
    Visto ieri sera, non so quanti spettatori non appassionati possano cogliere la (affettuosa, in fondo) presa in giro della mitica ABA, una lega che tentò di fare concorrenza all'NBA (peraltro, piena di supercampioni come Julius Erving, George Gervin, Artis Gilmore e altri), prima di esserne inglobata (esattamente come raccontato nel film, anche le quattro squadre citate come candidate al passaggio sono quelle effettivamente assorbite nell'NBA, dove giocano tuttora, Indiana Pacers, New York - oggi Brooklyn - Nets, San Antonio Spurs e Denver Nuggets).
    L'esasperazione degli spettacoli prepartita è abbastanza realistica, così come il livello molto basso della tattica di gioco (l'ABA era una lega dove si privilegiava il gioco individuale). Forse il più importante lascito dell'ABA è il tiro da tre punti.

    Per il resto, un film mediocre.