Papà diventa mamma

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MMJ Davinotti jr
Anno: 1952
Genere: comico (bianco e nero)
Note: sequel di "La famiglia Passaguai" e di "La famiglia Passaguai fa fortuna"
Papiro: elettronico

Volti del cinema italiano nel cast VOLTI ITALIANI NEL CAST Volti del cinema italiano nel cast

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L'IMPRESSIONE DI MMJ

Per il terzo capitolo della sua famiglia Passaguai Aldo Fabrizi recupera il rapporto con la moglie (Ave Ninchi) e i figli (Carlo Delle Piane in primis) che in LA FAMIGLIA PASSAGUAI FA FORTUNA aveva un po' accantonato in favore di quello con una spalla comica fissa (Macario). Anche l'immancabile Luigi Pavese questa volta resta sullo sfondo (pur se è lui, nella parte del mago ipnotizzatore Bohrman, a causare il cambiamento di personalità in Peppe/Fabrizi), mentre a Virgilio Riento e Paolo Stoppa vengono lasciati due ruoli assolutamente marginali. Questo perché la trasformazione di Peppe in “donna di casa” passa inevitabilmente, è ovvio, attraverso i continui battibecchi...Leggi tutto con la moglie, che si vede defraudata del suo ruolo di sempre. L'idea, quindi, è quella di dare a Fabrizi l'opportunità di giocare con uno degli espedienti più abusati del cinema comico, ovvero il travestitismo. Per fortuna il simpatico romano non eccede in leziosità e moine (pur non potendo esimersene del tutto) e punta sulla sua esuberanza verbale (e sulla sua stazza, che rivestita da camicia da notte e cuffietta non può che indurre alla risata) per dar vita alla sua casalinga “particolare”. Sono in molti a ritenere questo il capitolo più spassoso della trilogia “Passaguai”; in realtà la ripetitività delle situazioni, associata a gag il più delle volte scontate, non giustifica una tale indulgenza nei giudizi. Il film, fatto salvo qualche momento effettivamente riuscito, è troppo urlato e privo di inventiva, con un’Ave Ninchi inizialmente insopportabile e Fabrizi bravo, certamente, ma che da solo non basta.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO DAVINOTTATO NEL PASSATO (PRE-2006)
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Renato 28/06/07 23:22 - 1648 commenti

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Un film divertente come pochi... Pur giocando su una trovata che era già vecchia al tempo, Fabrizi ci regala un ritratto che si dimentica difficilmente... Il suo burbero personaggio che si tramuta in una donnetta a causa del maldestro tentativo di un ipnotizzatore offre lo spunto per una serie di siparietti davvero spassosi... Da sottolineare che Ave Ninchi tiene testa al compagno senza grossi problemi. Il più divertente della "trilogia" della famiglia Passaguai, ed ennesima controprova che Aldo Fabrizi era un artista a tutto tondo.

Graf 23/07/11 01:39 - 708 commenti

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Film pienamente godibile, dallo stile semplice e cordiale, di e con Aldo Fabrizi. L’espediente del travestitismo, come fonte inesauribile di riso e di equivoci, è uno dei più antichi della commedia dell’arte e dell’avanspettacolo e Fabrizi, attore di grande poliedricità e duttilità, lo recupera con furba ironia, grande dolcezza e quasi con leggiadria nonostante la corpulenza. Purtroppo tale fantasticheria rimane l’unica trovata geniale del film, che alla lunga mostra la corda e diventa quasi monotono. Un po' logorroico. Eccessivamente bisbetica Ave Ninchi.

Gabrius79 9/09/16 19:02 - 1321 commenti

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La trilogia della famiglia Passaguai si chiude con questo film ancora divertente, seppur in tono minore rispetto agli altri due. Aldo Fabrizi svolge il suo compito dignitosamente regalandoci dei momenti esilaranti quando si "trasforma" in mamma. Anche Ave Ninchi nel ruolo di moglie dispotica è brava. Il cast di contorno si rivela invece un po' più sottotono.

Rufus68 1/02/18 12:06 - 3535 commenti

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Il filmino si basa su una semplice gag: Fabrizi trasformato in una massaia ingombrante e pettegola; e funziona. Impossibile non mettersi di buon umore quando si presenta nella camicia da notte della moglie o bisticcia con le dirimpettaie. Bravissima pure la Ninchi nella doppia versione, da scatenata gelosona a rude capofamiglia col sigaro. Esilarante la compagnia di ipnotizzati (il pugile/calciatore, l'uomo con la ridarella). Un cinema popolare, ma basato sui meccanismi eterni e liberatori della festa, ricchi di temporanee inversioni di ruoli.

Rambo90 27/09/18 22:57 - 7055 commenti

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La trama più semplice del terzetto di film sui Passaguai: Fabrizi viene ipnotizzato e crede di essere una donna. Quest'unica idea basta comunque a rendere il film piacevole e frizzante, con il protagonista eccezionale nella sua vocetta stridula e nei suoi comportamenti. Meno importante che nei precedenti l'apporto dei caratteristi, comunque bravi, con la pellicola affidata quasi in toto al grande Fabrizi. Ritmo veloce e durata breve aiutano la sceneggiatura, che fino alla fine si mantiene godibile.

Pessoa 23/12/20 23:10 - 2094 commenti

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Il terzo capitolo della fortunata serie è affidato tutto alle robuste spalle di Fabrizi e di una bravissima Ave Ninchi che ormai nei duetti va in automatico. La sceneggiatura si appoggia spesso al teatro di rivista, valorizzando al massimo i talenti di Pavese e Stoppa che si limitano a camei di lusso, mentre il resto del cast, già rodato, gira a memoria. Buono il comparto tecnico, formato da grandi professionisti. Fabrizi en travesti è tanto improbabile quanto esilarante e stilla talento ad ogni sguardo fornendo una delle sue migliori performance comiche in assoluto. Da provare!
MEMORABILE: Pavese nei panni del mago Bhorman; La Ninchi che difende Fabrizi, prima verbalmente, poi mostrando i pugni.

Reeves 20/02/21 09:52 - 1010 commenti

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Il terzo episodio della seria fortemente voluta da Aldo Fabrizi (coadiuvato dai trucchi alla fotografia di Mario Bava) è forse quello più sorprendente, con l'ipnotizzatore Pavese che fa addirittura cambiare sesso al buon Fabrizi. Come sempre ritmo indiavolato, tante trovate, personaggi secondari ben delineati e tanto, tanto divertimento. I continui battibecchi tra i due protagonisti funzionano ancora oggi, settant'anni dopo.

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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Reeves • 20/02/21 09:53
    Call center Davinotti - 450 interventi
    Era previsto un quarto episodio, mai realizzato, che vedeva Carletto Delle Piane diventare protagonista. Il tutolo era Bruttissimo, e doveva essere una parodia del film di Visconti. Peccato non lo abbiano realizzato!