Non c'è 2 senza te

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MMJ Davinotti jr
Anno: 2015
Genere: commedia (colore)
Note: Aka "Non c'è due senza te" ma non "E non c'è due senza tre". I due protagonisti erano già presenti nel film "Cado dalle nubi" (2009).
Numero commenti presenti: 6
Papiro: elettronico

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I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

La coppia gay di CADO DALLE NUBI aveva saputo attrarre l'attenzione, divertire in un ruolo marginale; perché allora non promuoverla a protagonista? Raro caso di spin-off all'italiana, NON C'E' 2 SENZA TE riprende i due attori che così bene si erano assortiti sei anni prima (Fabio Troiano e Dino Abbrescia) e li trasferisce da Milano a Torino, dove vivono - in una bella villetta sulla collina - d'amore e d'accordo. Almeno finché a disturbare il loro tranquillo ménage non arrivano il nipote (Samuel Troiano, nella realtà nipote di Fabio) di Alfonso (Abbrescia) e soprattutto una cliente (Belén) di Moreno (Troiano), che in pochi giorni lo traghetta sull'altra sponda, quella etero....Leggi tutto Di fronte a una simile bellezza, d'altronde, resistere non sarebbe facile per nessuno, e così per il povero Alfonso cominciano i primi sospetti e i patimenti: da un rapporto che giorno dopo giorno s'incrina (anche a causa dell'ingombrante presenza in casa del nipote, che dovrà star lì ben tre mesi) alla separazione vera e propria il passo è breve e gli strascichi penosi. Un copione non particolarmente originale viene portato in scena da una regia non proprio impeccabile. Il film è sgangherato, zoppicante, soffocato dagli stereotipi, sovente quasi imbarazzante, se giudicato secondo i canoni classici. Eppure possiede una sua bizzarra piacevolezza, merito in gran parte dalla sentita partecipazione del cast: Abbrescia e Troiano si confermano una coppia piuttosto azzeccata, che indulge nelle ovvie mossette ma riesce a farlo senza troppo esagerare, consapevoli entrambi di non potersi esimere da frequenti concessioni alla risata grassa ma mantenendo nel contempo una certa dignità. Una bella sorpresa arriva dalle due donne: Belen è raggiante, spontanea, ideale per il ruolo, mentre Tosca D'Aquino (la vicina di casa omofoba) conferma con la sua recitazione teatrale ricca di umori napoletani di sapersi rendere naturale e simpatica. Persino il nipote (sui dieci anni) risulta meno odioso dei tanti coetanei che solitamente si avvicendano senza fortuna sui set di commedie analoghe. I soldi sono pochi e si vede (fotografia povera, location limitate), ma anche nella scarsa fantasia di un soggetto chiaramente imbastito in fretta e furia si nota la volontà di operare senza volersi buttare via, affidandosi a un paio di idee simpatiche (il finale in teatro, per esempio) realizzate correttamente. Il resto ce lo mettono i due protagonisti, vivaci ed espressivi, attori veri. Non un bel film (e la cosa è evidente) è comunque leggero, a tratti spassoso e rispetto alle bassissime aspettative qualcosa in più riesce ad offrire. Immancabile il tributo all'icona gay Gloria Gaynor e alla solita "Never Can Say Goodbye", dozzinali le caratterizzazioni dei personaggi sullo sfondo. Fugace apparizione (in toilette) del conduttore Tiberio Timperi.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 14/02/15 DAL DAVINOTTI
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Markus 14/02/15 11:05 - 3230 commenti

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Inaspettatamente questa commedia scacciapensieri funziona bene: ritmo, vivacità degli attori (Troiano/Abbrescia sono davvero formidabili) e qualche trovata che spazia tra il "già visto" (che però ci sta sempre bene) e qualche exploit recitativo che non t'aspetti (la naturalezza di Belen!). Appare evidente che il mondo gay qui rappresentato, come da antica tradizione del nostro cinema, attinge a piene mani ai soliti cliché che divertiranno il pubblico etero e molto meno quello omosessuale.

Galbo 7/09/15 07:14 - 11314 commenti

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Commedia brillante che ha per protagonista una coppia di omosessuali, già buona spalla in un celebre film di Checco Zalone. I due attori protagonisti confermano la loro grande bravura nonché aderenza alla parte, coadiuvati da un cast professionale, con la brava Tosca D'Aquino, colpevolmente poco utilizzata dal cinema comico italiano. Il limite del film è quello di una sceneggiatura, che a dispetto di alcune buone trovate, riempie il film di tutti i possibili stereotipi sui gay, riducendo i personaggi a macchietta oltre le intenzioni.

Gabrius79 5/01/16 15:29 - 1183 commenti

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Una commedia facile facile che prende bonariamente in giro il tema dell'omosessualità, affidata al duo Abbrescia-Troiano che diverte senza mai strafare e che già avevamo apprezzato in Cado dalle nubi sempre nei soliti panni. Alcune gag sono irresistibili, ma non bisogna fare di tutta l'erba un fascio, perché a volte il film scivola in momenti incolori. Se la cavano bene Tosca D'Aquino e stavolta anche Belen Rodriguez, che risulta più naturale del solito.

Nando 18/03/16 00:48 - 3454 commenti

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Innocua commediola che ripropone la coppia gay di un film di Zalone accompagnata dalla Rodigruez e da una poco sfruttata D'Aquino. Stereotipi a gogo sul mondo omosessuale, qualche sorriso anche dignitoso ma sostanzialmente rimane ben poco, se non le solite macchiette di Abbrescia. Lievissima nota di merito per la Rodriguez, che appare naturale nella recitazione (ma questo non la può far considerare un'attrice, anzi).

Pinhead80 18/11/16 17:00 - 3835 commenti

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Pur mettendocela tutta per trovare qualcosa di buono in modo da salvarlo, mi riesce proprio difficile riuscire a considerare questo film qualcosa di diverso da un filmaccio. I cliché sull'omosessualità sono talmente ridondanti da risultare fastidiosi e quindi disfunzionali proprio laddove invece si voleva cogliere nel segno. Meglio soprassedere anche per quanto riguarda la trama, che non riesce nemmeno per un minuto a convincere. Veramente brutto.

Daniela 22/07/19 14:04 - 9102 commenti

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Alfonso e Moreno sono una coppia gay la cui convivenza è messa in difficoltà dalla necessità di ospitare il nipotino del primo e dall'infatuazione di una bella spagnola per il secondo... Se l'assenza di volgarità bastasse per giudicare una commedia, questa arriverebbe alla sufficienza, ma è l'unico dato positivo, insieme alla professionalità dei due attori protagonisti già spalle di Zalone negli stessi ruoli. Qui non esistono personaggi ma solo stereotipi a due gambe, macchiette che potevano suscitare un sorriso nel vecchio Vizietto ma ad oltre 40 di distanza risultano stucchevoli ed irritanti.
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