Ninfa plebea

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Anno: 1996
Genere: drammatico (colore)
Note: Tratto da un romanzo di Domenico Pea. Prodotto da Ciro Ippolito. Musiche di Ennio Morricone. Aka: "The Nymph".
Numero commenti presenti: 5

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TITOLO INSERITO IL GIORNO 24/07/09 DAL BENEMERITO UNDYING
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Undying 24/07/09 21:02 - 3821 commenti

I gusti di Undying

Durante la Seconda guerra mondiale, in un periferico paesino, via di mezzo tra Napoli e Salerno, Miluzza (Lucia Cara) passa attraverso esperienze dolorose quali la morte della madre ninfomane (una splendida, pur matura, Stefania Sandrelli) e quella del padre. Ha una relazione con uno sgarbato possidente locale, fino a finire tra le braccia di Pietro, un soldato napoletano osteggiato nella relazione dalla cinica madre (Isa Danieli). Dramma diretto da una Wertmüller particolarmente ispirata grazie al cast artistico/tecnico dalle enormi potenzilità. Dialettale, quasi macchiettistico.

Galbo 27/07/09 07:07 - 11672 commenti

I gusti di Galbo

Il bel romanzo di Domenico Rea non trova una trasposizione cinematografica all'altezza in questo film della Wertmüller: animato da buone intenzioni, il film si salva solo nella discreta ambientazione (siamo a Napoli nel periodo della seconda guerra mondiale): per il resto appare decisamente scadente la sceneggiatura, impersonale la regia e poco convincente l'interpretazione del cast. Poco credibile.

Nando 20/01/16 14:47 - 3572 commenti

I gusti di Nando

Durante la II Guerra Mondiale la tragica vita di una procace adolescente (con madre ninfomane e padre rassegnato) che riuscirà a trovare la felicità grazie a un bravo soldato. Ambienti partenopei con tinte a volte giovali a volte fosche ma tutte tendenti al melodramma, con momenti di paesana sensualità. Ricco il cast con una sorprendente Cara, una maliarda Sandrelli, un onesto Bova e un laido Crespi. Buono.

Giacomovie 12/12/16 16:57 - 1367 commenti

I gusti di Giacomovie

La Wertmüller dirige con una certa abilità questa trasposizione dall’omonimo romanzo di Domenico Rea, mettendo in risalto i colori del contesto rurale e il contrasto tra l’innocenza e il turbamento dell'erotismo concepito in modo peccaminoso. La recitazione è a volte nevrotica e convulsa ma nell'insieme di buon livello da parte di tutto il cast. Buono l'esordio di Lucia Cara in un ruolo non facile. Raoul Bova spicca nella locandina ma ha un ruolo secondario, mentre la 50enne Stefania Sandrelli sa ancora essere provocante.

Buiomega71 24/07/21 01:06 - 2457 commenti

I gusti di Buiomega71

E sì che alcune intuizioni vanno a segno (la pentita stile L'anticristo in chiesa che delira di peccati, il vecchio prete che si fa masturbare da Miluzza, la puzzetta durante la minzione, la foglia annusata dopo i bisognini, l'amichetta curiosa del sesso e del "boschetto", la mostruosa e felliniana locandiera e il dito infilato lì a Miluzza, la copula dolorosa e l'emorragia vaginale che porta alla morte), se non fosse per l'incompatibilità con il cinema della Wertmüller, per il troppo chiasso e per una scellerata svolta che sta tra la sceneggiata e una terribile fiction televisiva.
MEMORABILE: Il bosco delle copule; Il tentato (e brutale) stupro di gruppo ai danni di Miluzza; Il "zombesco" soldato tedesco; L'insopportabilità di Miluzza.

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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Homevideo Undying • 27/12/09 18:30
    Scrivano - 7616 interventi
    Nel catalogo della 01 Distribution che lo offre in formato digitale (anamorfico 16:9 - Dolby 5.1 DTS) ad un costo più che abbordabile.
  • Discussione Gugly • 27/12/09 22:42
    Segretario - 4667 interventi
    Questo film lo ricordo come un'esperienza: l'ho visto durante le vacanze estive al cinemino estivo del minuscolo borgo di pescatori pieno di parenti insieme ad un'amica: ovviamente è stato il nome di Bova ad attrarci.

    Ok, dopo storie varie, gente che si diverte in vario modo,(uomini, donne, galline, ragazze, ecc.), la vergogna avanza...ma dove sta Raoul Bova?????


    Li mortacci, proprio all'ultimo :-(((((
  • Discussione Zender • 28/12/09 00:47
    Consigliere - 44761 interventi
    Ti dò uno scoop prima di partire Gugly: puoi andare a goderti il tuo Gassman in NATALE A BEVERLY HILLS. Che aspetti?
  • Discussione Gugly • 28/12/09 09:31
    Segretario - 4667 interventi
    Zender ebbe a dire:
    Ti dò uno scoop prima di partire Gugly: puoi andare a goderti il tuo Gassman in NATALE A BEVERLY HILLS. Che aspetti?

    Prima di tutto mi associo alle richieste di boicottaggio del cinepanettone per i motivi già ben noti, poi dopo aver visto Gassman dal vivo diciamo che aspetto di vederlo ancora, magari in lavori più ambiziosi ^_^
  • Discussione Buiomega71 • 24/07/21 10:21
    Pianificazione e progetti - 23047 interventi
    Il sottoscritto e l'incompatibilità con il cinema della Wertmüller, che, in questo caso, affronta la visione incuriosito di ciò che scrisse Marcello Garofalo sulla rubrica "Bizarro! Movies", in Ciak del giugno 2016, inserendolo in un'ipotetica classifica dei film "sporchi di serie A" in compagnia del brassiano Io Caligola.

    E effettivamente ci sono alcuni momenti , soprattutto nel primo tempo, che si possono definire (con appellativo dato simpaticamente da alcuni utenti davinottiani che ben mi conoscono) "buieschi", nonostante il chiasso intorno e l'impronta tipicamente wertmulleriana che proprio non riesco a digerire.

    Inizia con una ninfomane che si pente dei suoi peccati contorcendosi e delirando in chiesa attorniata da alcuni fedeli e con il parroco che dal pulpito inveisce contro la giovane peccatrice, in un grottesco momento "esorcistico" che stà tra L'anticristo e Il demonio di Rondi (per scoprire poi, grazie a IMDB, che la ragazza è nientemeno che Francesca Rettondini).

    Poi la Lina, che certo non ci va giù leggera, ti infila una serie di derive sessual/carnali che oscillano tra il ruspante casareccio alla Tinto Brass e umori samperiani, non disdegnando liquami e olezzi corporali femminili.

    Il bosco delle copule con le coppiette che fornicano e ansimano, dove la Sandrelli si accoppia con il giovane soldato/stallone di Lorenzo Crespi, con dialoghi e gemiti di piacere degni di un film porno, il vecchio prete con le piaghe che si fa masturbare, sotto la tonaca, da Miluzza minorenne (accenni pedofili non indifferenti, dove la Lina sembra prenda d'esempio le avventure sessuali di Josefine Mutzenbacher), l'amichetta di Miluzza che , chiusa nel bagno pubblico, invita Miluzza a guardarsi reciprocamente quel "boschetto" appena germogliato che hanno tra le gambe, per poi carezzasi a vicenda, una mostruosa locandiera parafelliniana che infila il dito lì a Miluzza mentre la ragazzina infiasca il vino dalla botte, annusandosi poi il dito (con cultissima affermazione estasiatica della matrona sdentata "profumo di chantilly!), il momento stracult di Miluzza , tra le fresche frasche, con un soldato emiliano, dove d'improvviso lei va a fare i suoi bisognini, si pulisce con una foglia e l'annusa sotto gli occhi voyeuristici del buon soldatino, la Sandrelli che disquisisce con la figlia di odori e umori umani, sempre l'amichetta curiosa che tocca e carezza Miluzza durante la velia funebre di suo padre, fino a inaspettati momenti di brutalità come il focoso rapporto sessuale "omicida" con emoraggia vaginale che porta alla morte e un belluino tentato stupro di gruppo ai danni di Miluzza sul tavolo della cucina, sventato per il rotto della cuffia.

    Ingredienti che potevano funzionare e dove la sora Lina pare non le mandi a dire, dotata di un notevole pelo sullo stomaco tra tentazioni pedofile, scatologie varie, amplessi non propriamente raffinati, mariti impotenti, mogli ninfomani, lolite vogliosette e curiose che mignotteggiano "innocentemente", sudaticci signorotti locali e amplessi che portano alla morte.

    Potevano funzionare sì, se la Wertmüller non fosse la Wertmüller e , come da prassi, salta fuori il suo stile e il suo modo di fare cinema, e cioè l'irritante grottesco caricaturale , le maschere tragicomiche, il fastidioso frastuono delle scene di massa in piazza, le pantomime da commedia rancida, dialoghi che si ammassano uno sull'altro, la difficoltà di entrare nel suo cinema (problema prettamente personale), sottofellinate da quattro soldi, una narrazione che rimbalza continuamente dal dramma alla commedia di costume ormai vecchia come il cucco (non si contano i luoghi comuni sul sud ruspante e sanguigno), dove la Lina pare indecisa se rimembrare i suoi trascorsi con la coppia Melato/Giannini o buttarla sul melodrammatico spicciolo, sprofondando nella banalità e nella superficialità più imbarazzante.

    Infatti con l'entrata in scena di Bova (soldato salernitano in fuga, che trova riparo da Miluzza con escamotage stile Triplo eco), la Lina perde completamente la trebisonda, e se già, il film, era arduo da seguire prima, dopo sfocia in una scellerata via di mezzo tra una trashissima sceneggiata napoletana e una terrificante fiction televisiva con tutti i malauguri e le pacchianità del caso (la chiasossa famiglia di Bova, il lenzuolo macchiato di sangue esposto nella prima notte di nozze-da antologia del weird la ridicola genialata boviana della gallina-la festa, i balli, il sacrosanto retaggio della verginità e amenità tipiche di quel cinema alla Pietro Germi sulla cultura e sulla mentalità dell'italia del sud, ormai stantii e obsoleti).

    Terribile finale da favoletta Hallmark dove vissero tutti felici e contenti

    Non aiutano le tronfie musiche morriconiane, una messa in scena spesso rozza e poveristica (i bombardamenti notturni che sembrano i fuochi d'artificio delle sagre di paese) e un'insopportabile quanto detestabile Lucia Cara negli insipidi panni di Miluzza (che ha pure un nudo integrale nella tinozza, mentre la Sandrelli le fa il bagnetto, ma tant'è).

    Notevole la vecchia nonna finto/arterosclerotica di Bova, che parla con la voce della Wermuller e sembra uscita dalla Casa dalle finestre che ridono e la fabbrica al femminile simile a quella di Kitty Tippel.

    Dura arrivare fino alla fine, dove la spugna la si getta già da un pezzo, e ennesima riprova della mia allergia verso il cinema della regista di Pasqualino Settebellezze.
    Ultima modifica: 24/07/21 15:20 da Buiomega71
  • Homevideo Buiomega71 • 24/07/21 11:01
    Pianificazione e progetti - 23047 interventi
    Buono il dvd edito dalla 01/IIF

    Formato: 2.35:1
    Audio: italiano
    Sottotitoli: italiano per non udenti
    Come extra schede filmografiche, galleria di foto
    Durata effettiva: 1h, 45m e 07s

    ATTENZIONE Il dvd in questione è cut di una sequenza (netto e inconfutabile il salto di audio e il taglio netto censoreo), e precisamente al minuto 00.31.57. dove SPOILER Mentre il soldato di Lorenzo Crespi possiede violentemente la Sandrelli sul letto, lei grida "Brucia, mi fa male", lui si stacca da lei, guarda in basso e taglio netto (molto probabilmente sul dettaglio della vagina insanguinata), con evidente salto brusco delle grida della Sandrelli e della colonna sonora. Resta da capire se sia un taglio preventivo per ottenere il visto censura per tutti o se la O1 ha usato un master televisivo di prima serata.

    Stranamente i titoli di coda non arrivano alla fine e al minuto 00.36.23, mentre Giuseppe De Rosa è sul letto, e sua moglie le taglia le unghie dei piedi, e lui pensa alle grazie provocanti di Miluzza, lo schermo diventa inspiegabilmente buio per alcuni secondi.

    Immagine al minuto 00.45.02. Don Peppe (Giuseppe De Rosa) porta Miluzza (Lucia Cara) nell'elegante hotel di Ravello.

    [img size=424]https://www.davinotti.com/images/fbfiles/images57/PDVD-207.jpg[/img]
    Ultima modifica: 24/07/21 15:04 da Buiomega71