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TITOLO INSERITO IL GIORNO 26/01/08 DAL BENEMERITO UOMOOCCHIO
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Uomoocchio 26/01/08 19:27 - 40 commenti

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Incredibile sottospecie di reportage sulla vita quotidiana di un gruppetto di attori romani all'alba degli anni 80: si fanno la pasta, mangiano, dormono, Annie Belle si fa la doccia (ma non si vede quasi nulla ahimè!), qualcuno si fa una pera... Dialoghi inesistenti o quasi. Anzi, inesistente ogni minima idea di cinema. Da vedere solo per curiosità. Eppure ha nondimeno uno strano fascino perverso...

Fauno 23/12/09 15:44 - 1907 commenti

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Alla faccia della dolce vita... io direi lo schifo della vita, un'ora e mezza di vita sprecata a vedere quest'obbrobrio. Forse un preludio al peggior esemplare di reality show o certi artisti attuali. Io mi domando con quali soldi campassero certi attori e registi. Non c'è da meravigliarsi se sia stato proiettato per un giorno solo nelle sale cinematografiche e alla fine dico che ci sono film che mi sanguina il cuore di non poter vedere, ma degli scempi così è meglio che siano rari...

B. Legnani 23/06/19 19:56 - 4691 commenti

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Stroncante. I primi 25' intrigano, perché provocano un'attrazione strana, ma efficace, però poi, dalla mezzora in avanti, il film affonda in modo inesorabile, con lungaggini quasi insopportabili, fino alla prevedibile conclusione, all'alba, con tanto di Vittoriano inquadrato: i personaggi (attori spiantati, par di capire) dovranno inventarsi un domani. Si resta attenti solo per curiosità, in attesa di vedere Monni (forse dieci secondi) e la Zoccheddu (l'infermiera, nel film nel film). Annie Belle assai carina, Al Cliver meno statico del solito.

Markus 24/06/19 08:29 - 3257 commenti

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Cinema verità o trattato sulla gioventù romana '80? Forse nessuna delle due, ma una libera interpretazione di Mario Lenzi su un periodo storico italiano, il 1980, con le lotte sindacali ormai dimenticate e il "riflusso" tutto da godere a suon di pere e nottate a parlar di niente. Vite di attoruncoli alla mercé di un affresco italico che per i primi quaranta minuti appare convincente, ma poi s'affossa per mancanza d'idee e ripetendo in loop lo stesso concetto per tutta la durata (forse il mediometraggio sarebbe stato più consono).

Cotola 3/07/19 15:36 - 7458 commenti

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All'inizio il film, pur nella sua pochezza, ha uno strano e "sinistro" fascino nonostante ritmi non certo esaltanti. Col passare dei minuti però le cose restano sempre uguali a se stesse e troppo statiche e la noia comincia a prendere il sopravvento. Seguire per circa novanta minuti le "vicende", si fa per dire, di una serie di attori male in arnese e giovinastri di vario tipo, non è il massimo. E sfuggono anche le motivazioni che hanno spinto Lenzi (alla sua unica regia) a girare una pellicola del genere. Cinema verità? Mah...
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