La violenza e l'amore - Il mito dell'uomo

Media utenti
Anno: 1968
Genere: drammatico (bianco e nero)
Regia: [2e] Adimaro Sala
Note: Aka "Il mito". Due episodi: "La violenza" e "L'amore".
Numero commenti presenti: 2

LE LOCATION

I COMMENTI

TITOLO INSERITO IL GIORNO 24/03/09 DAL BENEMERITO FAUNO
Clicca sul nome dei commentatori per leggere la loro dissertazione
ORDINA COMMENTI PER: BENIAMINI GERARCHIA DATA

Fauno 24/03/09 15:55 - 2036 commenti

I gusti di Fauno

Questo non mi sento di consigliarlo. Col primo episodio non si parte male, ben basato com'è sulla incomunicabilità totale fra due coniugi che escono sempre, frequentano gli ambienti più disparati, ma non provano alcuna emozione. Il secondo è letteralmente stucchevole, anche se viene lasciata allo spettatore la decisione se la gita al mare sia realtà o fantasia dei due protagonisti. Troppo macchinoso e difficile da assorbire.
MEMORABILE: Bellissimo il discorso sulle persone all'inizio stipate a ballare, schifoso il discorso sull'amore verso la fine.

Panza 14/02/20 22:18 - 1598 commenti

I gusti di Panza

Due episodi incentrati su altrettante coppie in crisi destabilizzate da un improvviso evento. Le premesse erano intriganti, ma per colpa di dialoghi ricercati ed ermetici certi momenti sono davvero di difficoltoso attraversamento, lasciando in secondo piano i temi cruciali delle vicende raccontate. Non tutto è però così malvagio: apprezzabili alcuni virtuosismi delle regia e la recitazione delle due coppie protagoniste (e di Caprioli in un ruolo secondario). Più riuscito il secondo episodio del primo, sviluppato troppo velocemente.

Norma Bengell HA RECITATO ANCHE IN...

Per inserire un commento devi loggarti. Se non hai accesso al sito è necessario prima effettuare la registrazione.

In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Dusso • 31/03/14 14:16
    Portaborse - 1663 interventi
    Questo secondo Anica è del 1964 però non ho tempo ora di fare una ricerca sugli archivi online
  • Discussione Dusso • 31/03/14 17:53
    Portaborse - 1663 interventi
    Grazie, terribile la recensione del film fatta dal "vice" che si può leggere nell'articolo
  • Discussione Zender • 31/03/14 17:56
    Consigliere - 45258 interventi
    Non vorrei che Anica acesse riferimento solo al visto censura a questo punto... Imdb dice che è uscito il 25 agosto 1965 in Italia...
  • Discussione Didda23 • 31/03/14 17:57
    Comunicazione esterna - 5766 interventi
    Penso sia proprio così
  • Discussione Lucius • 9/09/18 17:13
    Scrivano - 8833 interventi
    Aka Il mito. Come riportato sull'LP originale.
  • Homevideo Panza • 10/01/20 21:21
    Contratto a progetto - 5036 interventi
    In censura questa pellicola ha avuto un'iter molto travagliato. Questo è quanto risulta da italiataglia.it: nel gennaio 1964 viene presentata domanda per l'ottenimento del visto censura, respinta il mese successivo. La pellicola, infatti, è contro il buon costume e ciò emerge dalle seguenti scene:

    "I episodio:
    - a) sequenza iniziale della proiezione cinematografica e conseguenti relative attività degli spettacoli completamente pornografiche;
    - b) scena della violenza carnale;
    - c) le seguenti battute, indicate anche a pag. 3 del copione: Marco: "Elena quante volte hai fatto l'amore oggi?" Elena: "Tre volte" Marco: "E tu Anna quante volte da sola oggi?" Anna: "Una volta".
    II episodio:
    - a) ballo di Anna, completamente nuda, davanti a Roberto;
    - b) amplesso fra Anna e Roberto, denudati sul letto;
    - c) accomppiamento di Roberto e Anna, dietro la colonna;
    - d) giacitura sul letto delle due donne e dell'uomo.

    Ad aprile la Commissione d'appello conferma la bocciatura. Il film viene ripresentato a luglio con "talune modifiche rispetto alla precedente versione" ma viene negato il nulla osta dal momento che la pellicola continua a ledere il buon costume. Vengono in tal senso segnalate queste scene, come fatto in precedenza dalla Commissione:

    "I episodio:
    a) scena della violenza carnale che, per quanto ridotta, conserva tuttora elementi oltremodo impudichi e conturbanti.
    II episodio:
    a) scena di Anna che balla, completamente nuda davanti a Roberto;
    b) accoppiamento fra Anna e Roberto, dietro la colonna, dove il braccio e le dita della mano sinistra della donna, visibili sul pilastro, sottolinea significativamente, vari momenti dell'amplesso."

    La Commissione d'Appello ad agosto decide di concedere il nulla osta con il divieto ai minori di 18 anni facendo eliminare:

    "a) la scena della violenza carnale dal punto in cui il violentatore posa la mano sul ventre della donna.
    b) la scena in cui la donna danza, nella parte in cui, volta verso il pubblico, tiene il seno coperto solo con le mani."

    Tra il 1993 e il 1994 la pellicola ottiene prima il divieto ai minori di 14 anni e i seguito perde anche questo divieto. Ciò è finalizzato alla trasmissione televisiva del film da parte di Mediaset.

    In seguito a questa macelleria la vecchia registrazione raggiunge una durata di 1:12:58. Mancano ovviamente le scene eliminate per ottenere il VM18; nessuna traccia inoltre della "sequenza iniziale della proiezione cinematografica" del primo episodio. L'amplesso tra Anna e Roberto rimane suggerito dato che non li si vede sul letto e anche il successivo momento in cui Anna, Roberto e sua moglie dovrebbero trovarsi assieme sul letto non c'è. Il dialogo di Marco citato dalla Commissione è stato così doppiato (si nota dal labiale lo scambio di battute originale): "Elena, quante volte hai tradito Umberto quest'anno?" "Tre volte" "E tu, Anna, faresti come Elena?" "Forse".
  • Curiosità Panza • 10/01/20 21:35
    Contratto a progetto - 5036 interventi
    Nel secondo episodio l'uomo a capotavola (Caprioli) recita il seguente lungo estratto dalla poesia "Questo amore" di Jacques Prevert:

    Questo amore
    Così violento
    Così fragile
    Così tenero
    Così disperato
    Questo amore
    Bello come il giorno
    E cattivo come il tempo
    Quando il tempo è cattivo
    Questo amore così vero
    Questo amore così bello
    Così felice
    Così gaio
    E così beffardo
    Tremante di paura come un bambino al buio
    E così sicuro di sé
    Come un uomo tranquillo nel cuore della notte
    Questo amore che impauriva gli altri
    Che li faceva parlare
    Che li faceva impallidire
    Questo amore spiato
    Perché noi lo spiavamo
    Perseguitato ferito calpestato ucciso negato dimenticato
    Perché noi l'abbiamo perseguitato ferito calpestato ucciso negato dimenticato
    Questo amore tutto intero
    Ancora vivo
    E tutto soleggiato
    E’ tuo
    E’ mio
    E’ stato quel che è stato
    Questa cosa sempre nuova
    E che non è mai cambiata
    Vera come una pianta
    Tremante come un uccello
    Calda e viva come l’estate
    Noi possiamo tutti e due
    Andare e ritornare
    Noi possiamo dimenticare
    E quindi riaddormentarci
    Risvegliarci e soffrire invecchiare
    Addormentarci ancora
    Sognare la morte
    Svegliarci sorridere e ridere
    E ringiovanire
    Il nostro amore è là
    Testardo come un asino
    Vivo come il desiderio
    Crudele come la memoria
    Sciocco come i rimpianti
    Tenero come il ricordo
    Freddo come il marmo
    Bello come il giorno
    Fragile come un bambino
    Ci guarda sorridendo
    E ci parla senza dire nulla
    E io tremante l’ascolto
    E grido
    Grido per te
    Grido per me
    Ti supplico
    Per te per me per tutti coloro che si amano
    E che si sono amati


    Poco dopo mentre gli altri vanno a fare il bagno Caprioli recita altri versi della poesia:

    Fermati là
    Là dove sei
    Là dove sei stato altre volte
    Fermati
    Non muoverti
    Non andartene