La ragazza d'autunno

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Titolo originale: Dylda
Anno: 2019
Genere: drammatico (colore)
Note: Aka "Beanpole". Presentato in concorso al XXXVII Torino film festival. Viktoria Miroshnichenko e Vasilisa Perelygina hanno vinto il premio ex aequo per la migliore attrice.
Numero commenti presenti: 5

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I COMMENTI

TITOLO INSERITO IL GIORNO 4/12/19 DAL BENEMERITO COTOLA
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Cotola 4/12/19 00:51 - 7611 commenti

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Straordinaria opera seconda che radiografa in modo duro, impietoso ma lucido un paese appena uscito dalla guerra. Un paese in cui traumi e ferite vanno al di là del conflitto, devastando la vita dei protagonisti che sono il simbolo di un'umanità dolente e disperata, vinta ed umiliata ma che cerca pervicacemente, a volte andando oltre ogni ragionevolezza, di attaccarsi alla vita e di far nascere una nuova speranza. Come nel magnifico ed emozionante finale che scalda il cuore e resta nella memoria.
MEMORABILE: Il finale.

Bubobubo 12/01/20 15:20 - 1231 commenti

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La timida Ija, infermiera congedata dal fronte sovietico in seguito al comparire di una debilitante sindrome psicosomatica, soffoca per errore il figlioletto dell'amica Masha, rimasta sterile: per espiare la colpa tenterà di regalarle un nuovo figlio, sfidando la propria androfobia. Dramma esistenziale di portata (fin troppo?) oceanica quello di Balagov, in una Leningrado sfinita e abbattuta dal devastante conflitto coi tedeschi. Film denso, esigente, nei cui lunghi silenzi si annida il senso di una comunicazione resa ormai impossibile.
MEMORABILE: La morte di Pashka; Baci rubati; Masha e Sasha a tavolo coi genitori di lui.

Paulaster 2/07/20 09:45 - 2865 commenti

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Due donne reduci dal fronte russo cercano di superare i traumi subiti. Clima postguerra senza prospettive purtroppo fotografato con colori saturi troppo accesi che a volte distolgono l'attenzione. Ben scelte le complementari protagoniste che affrontano lucidamente anche i deliri nel voler diventare madri a tutti i costi. Regia che riesce a inscenare momenti altamente drammatici senza dover usare qualunque musica accompagnatoria. Intenso il finale.
MEMORABILE: Il bambino soffocato; Il rapporto per procreare in tre nel letto; Il lavoro di supporto alle truppe che ha procurato solo aborti.

Deepred89 8/07/20 23:43 - 3309 commenti

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Una Russia postbellica dai colori insolitamente saturi fa - fortunatamente solo - da sfondo a un drammone dai tempi dilatatissimi, con una tendenza al ricattatorio che sembra provenire dal Von Trier alle soglie del nuovo millennio. Un infanticidio involontario apre le danze a un susseguirsi di sfighe e umiliazioni sessuali e non che si susseguono senza fantasia, di cui si segnalano giusto un paio di eccessi drammatici a un passo dal ridicolo. Messinscena dalle velleità pittoriche, due protagoniste degne di miglior causa, un certo miglioramento nel finale, ma il tedio vince su tutto.

Capannelle 13/07/20 19:33 - 3742 commenti

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Pezzo di bravura su drammi post bellici ed espedienti di sopravvivenza narrati senza sotterfugi ma senza nemmeno ricorrere alle consuete scene madri. I colpi bassi non mancano ma prendono forme inaspettate. La trama si sviluppa in equilibrio tra afflizione e speranza, seguendo il rapporto angoscioso ma intenso tra Iya e Masha. Rapporto che prende corpo grazie a due attrici la cui messa in scena da parte di Balagov è quasi un dono all'umanità. Non mancano tempi dilatati e silenzi ma sono contenuti e comunque funzionali. Sotto l'aspetto visivo siamo nella migliore tradizione russa.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Cotola • 9/01/20 17:53
    Consigliere avanzato - 3642 interventi
    Al cinema.
  • Discussione Capannelle • 13/07/20 18:39
    Scrivano - 2510 interventi
    Notevole, non c'è che dire. Due ragazze autrici di prove maiuscole grazie alla mano di Bagalov in una vicenda in continuo equilibrio tra disperazione e sopravvivenza.
    Personale dilemma di traduzione del titolo: vi torna il soprannome "giraffa" per la ragazza alta e magra?
    Per me era più corretto "spilungona" o "stangona", non mi sembrano dispregiativi... o ci sono altri significati che mi sono perso?
     
    Ultima modifica: 13/07/20 18:41 da Capannelle
  • Discussione Cotola • 13/07/20 19:47
    Consigliere avanzato - 3642 interventi
    Sì, giraffa ci può stare. Come del resto spilungona. Stangona mi sarebbe piaciuto di meno, ma non credo possa essere considerato dispregiativo. 
  • Discussione Paulaster • 14/07/20 00:09
    Contatti col mondo - 87 interventi
    Capannelle ebbe a dire:
    Notevole, non c'è che dire. Due ragazze autrici di prove maiuscole grazie alla mano di Bagalov in una vicenda in continuo equilibrio tra disperazione e sopravvivenza.
    Personale dilemma di traduzione del titolo: vi torna il soprannome "giraffa" per la ragazza alta e magra?
    Per me era più corretto "spilungona" o "stangona", non mi sembrano dispregiativi... o ci sono altri significati che mi sono perso?
     
    Cercando nei siti sembra che la traduzione letteraria sia "spilungona" ma nel film viene usato "giraffa", termine più diretto tenuto conto anche dei tempi.
     
  • Discussione Bubobubo • 14/07/20 11:22
    Call center Davinotti - 223 interventi
    "Dylda" è il nostro "spilungona" (è un derivato di dyl' 'ciocco, tronco'). Da quel che so non è comunque marcato stilisticamente.