LE LOCATION

I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Galia (Darc) è una venticinquenne dall'aria sbarazzina, caschetto biondo e lentiggini, piena di vita e spostatasi dalla cittadina di Étretat in Normandia dove viveva con la famiglia (e di cui vediamo nell'incipit la celebre spiaggia con le alte falesie e l'arco di roccia) a Parigi, dove lavora come vetrinista. E' giovane, libera, sessualmente disinibita e felice. Tanto che quando una notte scorge nella Senna il corpo di una donna che affoga non ci pensa un attimo e si tuffa per soccorrerla; è Nicole (Prévost), suicida per disperazione, ignorata da un marito (Venantini) che non la ama più e passa il tempo con altre. Galia la aiuta, la ospita a casa, la conforta e, curiosa, per capire meglio suo marito decide di frequentarlo tenendo Nicole...Leggi tutto informata di tutto quel che accade durante i loro appuntamenti. Perché naturalmente l'uomo, un autentico farfallone (dopo aver letto quella che credeva fosse una finta lettera di suicidio crede che sua moglie se ne sia fuggita dai parenti), non perde tempo e appena può invita Galia a feste di lavoro (dove c'è chi subito la nota) nonché al fatidico week-end d'amore a Venezia. Come reagirà Galia, che fin lì aveva sempre garantito a Nicole che suo marito non le interessava in alcun modo, pieno di sé com'è? Una storia che comincia in modo piuttosto insolito prosegue invece seguendo sviluppi più canonici. Fino a un certo punto però, perché al contrario la lunga ultima parte riserva non pochi colpi di scena slittando quasi al di fuori del drammatico per presentare risvolti più "diabolici". Lautner è comunque molto attento al disegno dei suoi personaggi descrivendo un triangolo in cui non si capisce bene chi sia davvero il più debole. Dirige bene i suoi tre protagonisti: Galia è inizialmente argento vivo, porta la depressa Nicole a reagire ma poi raffredda i rapporti lasciando che la stessa Nicole, osservando la situazione da una posizione di privilegio, passi all'ovvia rassegnazione e alla disillusione. Greg, il marito, è l'unico ad essere sempre coerente con se stesso: italiano d'origine (scelta non casuale, che implicita l'animo da latin-lover), pensa agli affari e alle donne puntando solo a soddisfare se stesso e il proprio ego, disinteressandosi di una moglie le cui sorti non capisce perché interessino tanto a Galia, che non perde occasione per chiederle di lei. Venantini è ottimo nel ruolo: riprendendo un po' il Tognazzi più maturo esibisce il giusto savoir-faire e incarna al meglio il prototipo del maschio latino comunemente inteso. La migliore è però la Prévost, capace di dare profondità e lucida autenticità alla sua Nicole, solo apparentemente la più ai margini del terzetto. Fascinoso il bianco e nero di una Parigi ripresa con gusto e di una Venezia al solito idilliaca (c'è pure una corsa notturna in Piazza San Marco con l'acqua alta). Riuscito l'adattamento da un lavoro del siriano Vahé Katcha, condotto da Lautner con buon gusto e visibile innamoramento per il volto espressivo e vivace della Darc, che ci regala bei primi piani e sa gestire con intelligenza il progressivo mutare del suo personaggio. Meno incisivi i caratteri secondari, per quanto sempre inseriti in un contesto studiato con attenzione fin dalle prime immagini di Étretat, dove poi si chiuderà il cerchio.
Marcel M.J. Davinotti jr.
Chiudi
TITOLO INSERITO IL GIORNO 29/03/17 DAL DAVINOTTI

Per inserire un commento devi loggarti. Se non hai accesso al sito è necessario prima effettuare la registrazione.

In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Curiosità Zender • 16/02/18 18:02
    Consigliere - 43781 interventi
    Dalla collezione "Sorprese d'epoca Zender" il flano del film: