"Love, death & robots" stagione per stagione

30 May 2022

LA PAGINA DEGLI ESPERTI

In questa pagina sono raccolti i commenti pervenuti sulle singole stagioni della serie "Love death & robots". Chi volesse contribuire commentando un'unica e precisa stagione non ha che da CLICCARE QUI e farlo, scrivendo nel forum il proprio commento e facendolo anticipare dal numero della stagione (es. STAGIONE 2) e dal relativo pallinaggio. Il commento verrà prelevato “automaticamente” (per via umana, cioè da me) dal forum e trasferito in questa pagina nel punto esatto.


STAGIONE 1
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Sotto il segno dell'apocalisse passata o futura, tema sempre attuale e dibattuto, 18 cortometraggi dalla tecnica più varia ne affrontano le varie sfaccettature. Operazione ideologicamente e tecnicamente molto azzeccata che ricorre a tutti i mezzi espressivi dell'animazione, dal disegno tradizionale alle più complesse manipolazioni digitali in cui è difficile distinguere il reale dal virtuale. La differenza di peso è data più che altro dai contenuti, alcuni più elementari, altri più complessi e significativi. Un'accattivante sintesi non solo per i fan. (Kinodrop) 

STAGIONE 2
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La seconda stagione esalta in modo esponenziale le qualità già molto evidenti nella prima, sia dal punto di vista del contenuto che, soprattutto, per la sbalorditiva tecnica di realizzazione. Anche qui prevale il tema di un futuro prossimo imbarbarito e sempre più contaminato che costringe i protagonisti a confrontarsi con l'imprevedibile, il mostruoso, l'alieno ("Servizio clienti automatico", "Snow nel deserto", "Il gigante affogato", "Era la notte prima di Natale") fino all'orrifico "L'erba alta". Nonostante gli argomenti seriosi, c'è anche spazio per una vena di ironia e humor nero che stempera e rende gradevole la successione degli otto cortometraggi. (Kinodrop)

STAGIONE 3
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Altri nove episodi che continuano ad affrontare il tema di un futuro sconvolto e imbarbarito, visto da angolazioni diverse, da quella più ironica e scherzosa ("Tre robot", "La notte dei minimorti" e "Mason e i ratti") ad altre più impegnate e concentrate sulla drammaticità di una sopravvivenza più o meno possibile. Sempre strabilianti le tecniche di animazione, sia quelle più lineari (la pulsazione della macchina) che quelle che sfruttano al massimo le risorse del digitale; tra queste ultime emerge per la lussureggiante e stroboscopica narrazione e per la minuziosa cura del suono, l'episodio finale "Jibaro" di Mielgo, un'esperienza che colpisce a tutto tondo e fa riflettere sull'enorme potenziale espressivo dell'era digitale. (Kinodrop)

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