"Il commissario Ricciardi" episodio per episodio

5 marzo 2021

LA PAGINA DEGLI ESPERTI
In questa pagina sono raccolti i commenti pervenuti sui singoli episodi di "Il commissario Ricciardi". Chi volesse contribuire commentando un unico e preciso episodio non ha che da CLICCARE QUI e farlo, scrivendo nel forum il proprio commento e facendolo anticipare dal titolo dell'episodio e dal relativo pallinaggio (cercando di stare più o meno, a occhio, nei caratteri di un commento standard). Il commento verrà prelevato “automaticamente” (per via umana, cioè da me) dal forum e trasferito in questa pagina nel punto esatto.


INTRODUZIONE (a cura di Galbo)
Nato dalla penna di Maurizio De Giovanni, autore molto prolifico e dal quale la televisione italiana ha “attinto” abbondantemente, il commissario Ricciardi è un “unicum” nel panorama letterario italiano, per le caratteristiche del personaggio e la peculiare ambientazione. Di origini cilentane, Luigi Alfredo Ricciardi, barone di nascita, vive e opera nella Napoli degli anni Trenta, presso la regia questura. Il clima è quello apparentemente pacifico, ma in realtà sottilmente opprimente, del regime fascista, e l’autore non manca di “seminare” qua e là, senza eccessi, i riferimenti alla censura politica, sopratutto nella figura del medico legale, il dottor Modo, liberale e insofferente alle restrizioni dell’autorità. La caratteristica principale del personaggio è quello di “vedere” sulla scena del delitto gli ultimi istanti della vita delle vittime, un “dono” ereditato dalla madre scomparsa prematuramente e che segna negativamente la vita del protagonista, letteralmente ossessionato da tali visioni. Intorno al commissario una serie di personaggi che l’autore tratteggia brillantemente, dal fido aiutante brigadiere Maione, alla tata Rosa e alle due donne della sua vita, diversissime tra loro ma entrambe legate in modo indissolubile al commissario. Giallo e nello stesso tempo narrativa storica, è un'epopea letteraria che consta di dodici romanzi e quattro racconti, pubblicati da Eianuidi. La serie, ambientata a Napoli, è stata girata perlopiù a Taranto, nel cui centro storico sono stati ricreati i vicoli partenopei.


01. IL SENSO DEL DOLORE
***
 L’omicidio di un celebre tenore è l’oggetto delle indagini del primo episodio della serie. Tra i sospettati anche l’affascinante moglie della vittima. L’episodio è utile per la presentazione dei personaggi e delle loro caratteristiche e, come spesso avviene anche nei romanzi di De Giovanni, più che la trama in sé contano le atmosfere e le ambientazioni ben riprodotte dal regista D’Alatri della Napoli degli anni ‘30 mentre arrivano le avvisaglie della censura del periodo fascista. (Galbo)

*** Esordio sul piccolo schermo della creatura letteraria di Maurizio De Giovanni, con un omicidio teatrale su cui il commissario barone Ricciardi dovrà indagare. I richiami dal mondo dell'aldilà danno un senso ultrattereno e quasi soprannaturale all'intera narrazione, facendo sì che lo spettatore segua il punto di vista del protagonista medium. Tempi perfetti e recitazione adeguata per un tratto poetico ben visibile sin dalle prime inquadrature, con alcuni scorci napoletani ad impreziosire il quadro. Giallo e rosa s'inseguono per tutti i cento minuti, con buonissimi risultati in termini di coinvolgimento. (Mco) 


02. LA CONDANNA DEL SANGUE
***
 Un’anziana cartomante viene barbaramente uccisa. Unica testimone, una bambina con un grave ritardo mentale. Le vicende personali del brigadiere Maione, principale collaboratore del commissario, assumono un valore preponderante, anche grazie a flashback che ne chiariscono il passato. L’indagine che chiarirà il caso è più complessa che nell’episodio precedente e per risolverla il protagonista fa ricorso alla dote di “vedere” gli ultimi istanti di vita della vittima. In questo episodio è rilevante il contributo degli attori caratteristi. (Galbo)

***! Stavolta è l'ambiente della Partenope nascosta a entrare nelle indagini del commissario senza sorriso, Prima con la morte di una cartomante, poi con lo sfregio ad una bellissima donna dei quarteri popolari e un suicidio coram populo. L'episodio esprime al meglio l'esprit poetico che caratterizza la serie, regalando momenti a dir poco magici, grazie anche alle qualità attoriali di un immenso Antonio Milo. Ci si commuove per il disagio e ci si bea della raffinatezza dei sentimenti proposti dalla diegesi. Le musiche accompagnano chi guarda in questo viaggio di puro lirismo. (Mco) 


03. IL POSTO DI OGNUNO
*** Ricciardi indaga sulla morte di una giovane esponente della nobiltà napoletana. Intanto la censura fascista si occupa di lui. Un episodio in cui comincia a sentirsi l’eco della situazione politica dell’Italia degli anni 30. Ancora una volta le atmosfere prevalgono sulla storia in una Napoli ben ricostruita dagli scenografi della produzione. Notevole in questo episodio la recitazione di Guanciale “conteso” tra due donne affascinanti e di diversa estrazione. (Galbo)

**! Una nobildonna è rinvenuta cadavere nella sua camera, durante un afosissimo mese di agosto. Per Ricciardi si tratta di indagare nella cerchia dell'alta società napoletana, con tutte le difficoltà che ne conseguono. In questo episodio la paura è data non solo dalla morte sulla quale si tenta di far luce ma anche dagli squadristi che irrompono nella quotidianità con i loro atteggiamenti perentori. La linea è quella consueta, forse tratteggiata con più periodi di lentezza, ma è il finale a lasciare basiti per la scelta compiuta dal protagonista. (Mco) 


04. IL GIORNO DEI MORTI
***
Un piccolo orfano viene trovato morto nei vicoli di Napoli. Nonostante le apparenze facciano pensare a una morte naturale, Ricciardi indaga. Nel quarto episodio il commissario scende nei bassifondi cittadini in cui regnano povertà e degrado. Di rilievo la spontanea recitazione dei giovanissimi interpreti dell’episodio, un gruppo di bambini che affiancano la vittima. Ancora una volta la soluzione del caso passa attraverso un percorso doloroso per l’anima del protagonista. (Galbo)

*** Siamo nella splendida cornice del Tondi di Capodimonte, drammaticamente esemplare per un incipit di morte. Piove a dirotto e le atmosfere sono tetre al punto giusto per regalare all'indagine un quid magico. Soprusi, orrori e sopraffazioni sono le tematiche affrontate con afflati diegetici di puro lirismo. Prima del finale ad alta tensione c'è anche il tempo di rifarsi gli occhi con Serena Iansiti che, nella passione delle coltri, offre anche un seno alla mdp. (Mco) 


05. VIPERA
***
In una nota casa d’appuntamenti napoletana, viene trovata morta una prostituta il cui nome d’arte è Vipera. La quinta indagine di Ricciardi si muove nell’ambiente ovattato delle case di tolleranza degli anni 30. Particolare attenzione viene data alle vicende personali di uno dei più noti personaggi della serie, il dottor Modo, inviso al regime per le sue simpatie antifasciste. Come sempre accade l’ambientazione è curatissima, così come la scelta dei caratteristi nei ruoli di contorno. (Galbo) 

**! Una donna "del mestiere" viene soffocata con il cuscino nella casa di tolleranza in cui prestava i propri servigi. Per il nostro Ricciardi le indagini appaiono subito alquanto complicate, soprattutto per questioni di riservatezza sui nomi coinvolti. Episodio nel quale la Iansiti si prende la ribalta. Elegantissima e splendida, sia fuori che tra le coltri, fa ingelosire la rivale Maria Ratti con le sue movenze e le sue attenzioni. La vicenda gialla emana i soliti aromi poetici, sebbene in qualche passaggio patisca una certa qual lentezza. (Mco


06. IN FONDO AL TUO CUORE
***! 
Un noto “barone” universitario viene ucciso brutalmente nel suo posto di lavoro. L’ultima indagine della prima serie del commissario Ricciardi si interseca con importanti vicende personali che riguardano il brigadiere Maione e soprattutto lo stesso protagonista e la sua fedele governante Rosa. Tra gli attori, straordinaria la prova di Falivene. L’ambientazione è varia è molto curata. I tempi sono quelli rarefatti degli altri episodi ma per contenuti e varietà di temi questo è probabilmente la puntata migliore. (Galbo) 

*** Rosa, la fedele amica e tata del barone commissario, è gravemente malata e lui non se ne dà una ragione. Ma il lavoro non ammette pause e un ginecologo si schianta al suolo lasciando il dubbio se sia stato suicidio o atto criminoso. L'ultima avventura di questa stagione televisiva è avvolta in un mantello cupo e triste, spesso scostato da aliti di soprannaturale e afflati di dolce thanatos. Le emanazioni liriche sovrastano il dettato investigativo e regalano un epilogo di rara efficacia, acuito da un'enorme forza sospensiva. (Mco

Articoli simili

commenti (0)

RISULTATI: DI 0