"Cozzilla": il Godzilla italiano del 1977!

27 febbraio 2020

Godzilla, l'epocale numero uno, il classico giapponese che aprì una strada percorsa poi anche dagli americani più e più volte, è del 1954. Il film, orgogliosamente girato nel paese del Sol Levante con un cast locale, cominciava con una nave militare che, venuta in contatto con qualcosa di inesplicabile, andava a fuoco. La prima di tante: una lunga serie di naufragi che apriva decine di interrogativi. Chi era il colpevole di simili disastri? L'originale giapponese si concentrava sui personaggi, sui momenti di crisi, ma due anni dopo gli americani decidono che il film così com'è non va bene. Ne comprano i diritti e lo reinventano, innestando tra le scene originali sequenze totalmente estranee girate in America con Raymond Burr. Nei panni del giornalista del “United World News” Steve Martin, il prossimo Perry Mason si reca in Giappone per salutare un amico (lo scienziato Serizawa, che nella versione originale ovviamente se ne stava per i fatti suoi) ma finisce per fermarsi lì in attesa che questi rientri dall'Inghilterra dov'è improvvisamente dovuto andare per qualcosa di legato alle sue invenzioni. Alternando quindi scene “americane” ad altre giapponesi, la nuova versione del film, provvista del nuovo titolo “Godzilla – King of the monsters!”, viene in Italia regolarmente doppiata e distribuita, col semplice titolo di Godzilla, nei cinema il 5 luglio 1957.

Spiega bene il sito n3rdcore.it cosa accadde nel 1976 in Italia. Passati vent'anni e in seguito al successo mondiale del remake di King Kong prodotto da De Laurentiis, Cozzi (che da bambino aveva amato il primo Godzilla) prova come prima cosa a importare il film Gorgo. Non vi riesce e così, acquistati dalla Toho i diritti per l'edizione americana del primo Godzilla, decide di rilanciarlo in una nuova veste. Per svecchiarlo intuisce che il bianco e nero va sostituito al colore, ma non potendo procedere a una complessa e costosa operazione di ricolorazione opta per una soluzione artigianale a dir poco bizzarra: opera solo “a macchie”, spargendo cioè sulla pellicola una gelatina dai colori più svariati che elimina sì il bianco e nero ma offre una visione del film psichedelica, con l'immagine che presenta ampie chiazze gialle, blu, verdi che si alternano fino al rosso intenso per un effetto davvero non comune (anche se l'intenzione di svecchiare il vecchio effetto bianco/nero non pare poi così riuscita). Anche la colonna sonora viene modificata: per buona parte le musiche restano quelle originali, ma di tanto in tanto subentrano con decisione i suoni sintetizzati del celebre trio Bixio/Frizzi/Tempera (sotto il loro pseudonimo Magnetic Systems) a dare ritmo inaspettato o a regalare un clima angosciante come nell'incredibile finale o nelle sequenze a Hiroshima. Anche il montaggio in alcuni casi cambia e vedremo come, scena per scena.
 
LE DIFFERENZE
Analizziamo qui di seguito le differenze tra la versione americana di Godzilla da cui Cozzi è partito e il risultato finale distribuito in Italia nel 1977. Il titolo è ancora e sempre “Godzilla”, il doppiaggio quello di allora, ma molte cose cambiano... L'analisi è stata fatta partendo dalla versione di Cozzi (chiamata da molti “Cozzilla” con un divertente gioco di parole) e verificando cosa è stato aggiunto e cosa manca rispetto alla versione americana. Ogni "blocco" è preceduto dal minuto (e il secondo) del film in cui comincia e da una breve descrizione riassuntiva.


0.00 HIROSHIMA PRE E DOPO BOMBA:
Il Godzilla di Cozzi comincia subito con la dicitura “HIROSHIMA, 6 AGOSTO 1945”: ci viene prima mostrato un aereo in volo (quello che porta la bomba) quindi una mappa dall'alto della città e immagini in bianco e nero di una metropoli giapponese in fermento. Le musiche sono moderne, sono quelle dei Magnetic Systems perché tutte queste immagini nella versione originale non esistono. Dopo un minuto c'è lo scoppio della bomba, che irrompe con un rosso acceso, e si passa a osservare squarci di una città sventrata, macerie e rovine... La musica prosegue nel suo incedere ipnotico mentre davanti a noi sfilano cadaveri in primo piano, strade coperte di mattoni frantumati, riprese dall'alto sull'inferno in terra. Un autentico incubo ripreso a volo d'angelo da un cacciabombardiere, il tutto utilizzando chiaramente filmati di repertorio della Seconda Guerra Mondiale.

03:36. I TITOLI ITALIANI:
I titoli italiani, confusi nel fumo, annunciano “GODZILLA” in Spectrorama 70, in versione stereofonica e con gli incredibili effetti vibratori e sussultori del “Futursound”. Viene riportato chiaramente che la nuova versione si basa sul film “Gojira” nella sua rielaborazione intitolata “Godzilla, King of the monsters!” distribuita dalla Paramount. Seguono i crediti della versione giapponese, quelli della riedizione USA e infine quelli della nostra: la nuova colonna sonora Cinevox dei Magnetic System, il nuovo montaggio di Alberto Moro, i nuovi effetti ottici e la colorazione di Armando Valcauda e, naturalmente, la “nuova regia” di Luigi Cozzi.

06:21. TOKYO DISTRUTTA:
Dopo sei minuti di materiale aggiuntivo ci si aggancia alla versione americana, subito virata in rosso dalle famigerate gelatine colorate. La nostra dicitura riporta “TOKYO, 6 AGOSTO 1954”. In una notte la città è diventata un mare di fiamme per colpa di una forza distruttrice. Il protagonista  Steve Martin (Burr), corrispondente del United World News, era lì per una visita a un amico e si risveglia sotto le macerie. In ospedale una sua amica soccorre l'uomo e gli chiede come sia potuto avvenire tutto ciò. Lui risponde di non saperlo... si sente perduto.
 
10:10. IL FLASHBACK IN AEROPORTO:
Siamo ancora all'interno della versione americana e comincia un flashback: Martin è in aereo per raggiungere il suo amico Serizawa (Hirata), uno scienziato. Cinquemila metri sotto di lui sta però accadendo qualcosa di mostruoso: è la prima (notissima) scena del film giapponese, in cui una nave militare vede l'oceano incresparsi, tra lampi e suoni misteriosi. I marinai si spaventano, la nave brucia. Martin arriva in aeroporto dove l'assistente di Serizawa gli comunica la trasferta di questi in Inghilterra per ultimare importanti esperimenti. Tornerà, dice, prima della ripartenza di Martin per Il Cairo. La polizia trattiene Martin, lo interroga, quindi gli riferisce della nave esplosa in mare: nessun superstite. L'ultimo messaggio via radio parlava di luce accecante e oceano in fiamme. Ma altre imbarcazioni, ben otto, fanno presto la stessa fine. Martin chiama il suo giornale e riferisce che per raccontare l'intera vicenda rimarrà a Tokyo.
 
 LA SCENA MANCANTE: Qui Cozzi opera un primo pesante taglio, di 10 minuti circa (ma come vedremo parte di queste scene verranno successivamente reintegrate): non vediamo quindi la conferenza stampa giapponese cui partecipa Martin e nella quale un professore chiede di interrogare gli indigeni della piccola isola di Odo, vicina al luogo dei fattacci. Né vediamo qui Martin che parte per l'isola dove assisterà all'interrogatorio degli indigeni, al recupero di un naufrago e alla “cerimonia del rito della vittoria sulla paura”. Sull'isola parlano di un mostro leggendario che chiamano Godzilla: lo ritengono responsabile degli otto naufragi e pure delle tempeste che lì si scatenano. A Tokyo, poco tempo dopo, viene organizzata una conferenza con alcuni indigeni di Odo che illustrano le loro impressioni sul tema e insieme, convintamente, danno la colpa a Godzilla. Il paleontologo Yamane (Shimura) propone di raggiungere l'isola per farvi ricerche scientifiche. Martin lo avvicina.

17:48. IL VIAGGIO A ODO:
Il film italiano riprende mostrando l'incontro tra Martin e Yamane cucendo mirabilmente l'entrata in scena di Yamane (che avviene appena prima della scena tagliata) con la sua nuova apparizione qui. Martin gli chiede di unirsi a lui per una nuova spedizione sull'isola di Odo e i due (non da soli) vi si recano. Curiosamente Cozzi inserisce allora qui le scene in cui veniva presentata (nei dieci minuti tagliati) l'isola di Odo con i suoi indigeni, la storia del naufrago, la scena folcloristica della cerimonia e la conseguente prima citazione degli indigeni a Godzilla. Si riassume in pratica qui, in poco più di cinque minuti, la scena di dieci minuti precedentemente tagliata.

25:04. LA PRIMA APPARIZIONE DI GODZILLA, A ODO:
Si riprende dalla seconda visita all'isola (che qui è quindi la prima), durante la quale Yaname trova le orme radioattive di un essere vivente. E' qui che, d'improvviso, da dietro una collina, spunta Godzilla terrorizzando gli indigeni e pure Martin. Tutti scappano in un momento di ovvio panico generalizzato.

28:50. IL RITORNO A TOKYO DI SERIZAWA:
A una lezione di storia giurassica Yamane spiega che chiameranno il mostro Godzilla, come le leggende, specifica che supera i 150 metri (nell'originale si parla sempre di 50 metri, 100 ce li hanno aggiunti in Italia) e si dice convinto che, vista la radioattività dovuta a elementi che sono gli stessi della bomba all'idrogeno, il risveglio sia stato causato dalle ripetute esplosioni nucleari. Come contrastarlo? Martin al suo giornale spiega che si userannole  bombe di profondità e i radar, per individuarlo. Serizawa è intanto appena tornato a Tokyo e accompagna Emiko (Kochi), la sua fidanzata, figlia di Yamane e nel frattempo innamoratasi di un altro, nel suo laboratorio per mostrarle qualcosa da non dire a nessuno. Si capirà solo in seguito cos'ha visto...

35:30. IL MOSTRO EMERGE A TOKYO CREANDO SCOMPIGLIO:
In assenza di Godzilla i festeggiamenti ricominciano, ma d'improvviso il mostro riemerge e terrorizza tutti. E' qui che Cozzi (facendo ricorso ai soliti filmati di repertorio) inserisce scene di navi distrutte che sprofondano in mare ed esplosioni apocalittiche che non si capisce bene quale relazione abbiano col mostro, visto che questi torna a immergersi dopo aver appena scodinzolato...
 
 SECONDA SCENA TAGLIATA: Col ritorno di Godzilla i carrarmati e le prime truppe corazzate si preparano alla battaglia e si dispongono nelle campagne intorno alla città. La versione italiana taglia queste sequenze (circa un minuto) e la cosa stupisce, essendo esse utilmente spettacolari. Scopriremo che infatti Cozzi le riutilizzerà in seguito.

41:10. IL PRIMO VERO ATTACCO DI GODZILLA:
Dopo una breve scena a casa di Emiko si ha una nuova riemersione di Godzilla dalle acque del porto con conseguente, breve bombardamento (al quale Cozzi aggiunge ancora filmati di guerra e di colpi sparati nel cielo). Il mostro sale poi sulla terraferma e comincia a mettere a ferro e fuoco la città. Inoltre, siccome la distruzione del treno di passaggio non era ritenuta sufficientemente spettacolare, vi si aggiungono sequenze di altri disastri ferroviari che nulla c'entrano (con motrici diverse e più antiche), prelevate anche dal film Il treno (1964) di John Frankenheimer. Qualche esplosione in sovrappiù non fa mai male e allora eccole lì.

45:11. PARZIALE REINTEGRO DELLA SECONDA SCENA TAGLIATA: Cozzi recupera, inserendole qui, parte delle scene coi carrarmati che lasciano le basi pronti a combattere Godzilla (pare effettivamente questo il momento più logico per utilizzarle, durante la piena battaglia col mostro).
 
45:30. ESPLODE LA VIOLENZA DI GODZILLA SU TOKYO:
Ci si riaggancia al montaggio della versione americana nel momento in cui vengono mostrate tutte le contromisure giapponesi per Godzilla (Cozzi infila qui in mezzo scene di rotative di giornali che si preparano a uscire per le edizioni straordinarie). Mentre Martin registra i suoi messaggi per il giornale su di un magnetofono e si evidenzia l'attesa dei militari, Cozzi inserisce scene di lampi, fasci di luce, ancora scene di guerra (di repertorio, come sempre) finché non riappare dalle acque (e ancora nel medesimo punto) Godzilla. Questi si lancia contro altissimi tralicci messi lì per elettrificarlo e l'esercito lo colpisce con ogni mezzo senza pietà. Il volume del “Futursound” si alza, le gelatine colorate si fanno prevalentemente rosso scuro e Cozzi ricomincia a gonfiare la durata con scene di attacchi armati, esplosioni, cannoni che sparano da navi da guerra, gente che prende fuoco e qualsiasi cosa possa simboleggiare la distruzione: masse impaurite, inondazioni con il sonoro che sale in cattedra e scuote tutto... Fa insomma scoppiare la Terza Guerra Mondiale drammatizzando indubbiamente lo scenario con una certa efficacia, anche se poi la durata, con un taglia e cuci continuo e una composizione assai differente, resta per entrambe le versioni sui 18 minuti. In più la versione italiana utilizza il filmato di un attacco aereo con bombardieri americani che lanciano i loro ordigni su Godzilla in un gioco di montaggio composto ancora una volta da scene di repertorio.
 
1:07:09. DRAMMATICHE IMMAGINI DAL DISASTRO:
Quando il mostro si reimmerge, Cozzi aggiunge una importante appendice di due minuti con immagini da dopoguerra pesante: cadaveri carbonizzati sul campo, in primo piano, scene terribili tratte chiaramente da documentari, con cori da chiesa in sottofondo.

1:09:00. EMIKO SPIEGA CHE FORSE UNA SOLUZIONE C'E':
Dopo una simile ecatombe incendiaria ritroviamo Martin in ospedale e ci si riaggancia con più decisione al film americano. Emiko e Ogata (Takarada), il suo nuovo boyfriend, sono davanti a lui, fasciato. Lei spiega così che il suo ex, Serizawa, le aveva fatto vedere un'arma per annientare Godzilla; ritorna con la memoria al momento in cui lui l'aveva condotta in laboratorio spiegandole di aver trovato un elemento in grado di liberare l'ossigeno dall'acqua. Ne basta poco per uccidere qualsiasi essere che viva nell'acqua, aveva detto. Non voleva tuttavia parlarne a nessuno prima di trovare un secondo elemento che potesse annientare l'azione del primo. Emiko capisce però che non è più il caso di mantenere il segreto, perché sembra proprio che Serizawa abbia costruito senza saperlo l'arma in grado di eliminare Godzilla! E infatti dopo lunghi dubbi, preghiere, dinieghi, alla fine il giovane scienziato decide di usare il suo distruttore di ossigeno (il mitico oxygen destroyer)... “ma sarà per la prima e ultima volta!”.

1:17:54. L'ANNIENTAMENTO DI GODZILLA:
E' il giorno della grande speranza. Cozzi enfatizza le sequenze che mostrano un piccolo gruppo di navi in mare utilizzando scene di guerra da repertorio e flotte da 50 unità spiegate. Individuata la posizione di Godzilla tocca avvicinarglisi nelle profondità e piazzare lì il distruttore d'ossigeno. Serizawa e Ogata s'immergono (roba che Emiko ne perde due in un colpo) e partono le scene subacquee, in cui Cozzi si sbizzarrisce coi ralenti inserendo filmati naturalistici di polipi, pesci, squali e soffermandosi proprio su una lunga lotta tra un polipo e uno squalo. 
Giochi di ombre, sfocature (volute? non volute?), la figura di Godzilla minacciosa sullo sfondo, poi più vicina, ancora ralenti... Rispetto alle stesse scene nel film giapponese il dramma si vive molto più intensamente (e dura un paio di minuti in più), anche grazie alle gelatine verdi e azzurre che mescolano tutto in un clima davvero da fine del mondo. Alla fine Serizawa, rimasto solo, libera le fatidiche bollicine dal suo marchingegno e a risolvere senza grande show il problema Godzilla. Se infatti nell'originale il mostro affonda e basta, Cozzi non contento lo fa cannoneggiare e ricannoneggiare a ripetizione ricorrendo alle solite navi da guerra (repertorio, of course) tanto per fare un po' di rumore in più.
 
“Il pericolo è cessato e lo dobbiamo a lui, a Serizawa... L'umanità è salva”
. Su questa frase si conclude l'originale americano, ma Cozzi preferisce insistere sottolineando il concetto con una scritta enorme in maiuscolo aggiunta sull'immagine rossa e viola dell'orizzonte: “L'UMANITA' E' SALVA...?”. La risposta è “mica tanto”, vien da dire, visto che Cozzi, con musiche stile L'Aldilà di Fulci in sottofondo, piazza in sequenza lì un bel po' di cataclismi naturali, bombe, devastazioni di ogni sorta per un minuto e più. Un finale non esattamente consolante, insomma...
 
APPROFONDIMENTO INSERITO DAL BENEMERITO ZENDER

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commenti (4)

RISULTATI: DI 4
    Didda23

    28 febbraio 2020 11:31

    Davvero esaustivo. Eccellente come sempre.Rallegramenti!
    Zender

    29 febbraio 2020 09:13

    Grazie Didda, altro speciale solo per super-appassionati :)
    Buiomega71

    8 marzo 2020 23:27

    Non mi ha mai fatto impazzire il lucertolone nipponico che distruggeva i modellini della Polistil (al contrario di KING KONG). Però COZZILLA devo ammettere che è a dir poco geniale.
    Zender

    13 marzo 2020 09:34

    In effetti Cozzi ha fatto un'operazione fuori di testa, quasi unica direi. E dopo che già gli americani ci avevano messo mano pesantemente oltretutto...