Cerca per genere
Attori/registi più presenti

...E GIUSTIZIA PER TUTTI

M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: N° COMMENTI PRESENTI: 9
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 24/12/07 DAL BENEMERITO GALBO POI DAVINOTTATO IL GIORNO 4/8/18
Pur centrato chiaramente sul suo protagonista, un avvocato eticamente integerrimo ben differente dalla maggioranza di coloro che lo circondano, il film di Jewison mira - soprattutto nella sua prima parte - a descrivere la quotidianità della vita in tribunale seguendo più personaggi. Non solo i clienti di Arthur Kirkland (Pacino) ma anche i suoi colleghi e i giudici, in scena per comporre un quadro che si vorrebbe vicino alla realtà del tempo. Il registro scelto lambisce tuttavia più spesso la commedia che il dramma (comunque pronto a riaffacciarsi in più occasioni con punte davvero strazianti) e presenta tratti persino grotteschi nel disegno di figure come quella del giudice alla perenne ricerca di adrenalina (Warden) o dell'avvocato che si rasa a zero (Porter) dopo aver appreso che chi aveva contribuito a liberare ha poi ucciso due bambini. Un ritratto quindi spesso ironico, divertito, che si aggancia a una visione disincantata e caricaturale della professione; alla quale però si alternano ritorni a una realtà dura e controversa che metta in evidenza le contraddizioni di un mestiere che richiede da sempre un cinismo non comune. I clienti di Arthur sono in carcere per reati da poco, uno addirittura in prolungata attesa d'un processo dopo esser stato arrestato per un fanalino bruciato dell'auto! Colpa in questo caso di un giudice cavilloso (Fosrythe) che poi, accusato di stupro, chiederà proprio ad Arthur di difenderlo attraverso un meccanismo perverso consentito da ricatti che s'incrociano e che porteranno all'inevitabile accettazione dell'incarico. Ma c'è intanto tempo per raccontare le eccentriche abitudini del giudice che porta il protagonista in elicottero azzardando manovre rischiosissime o che pranza sul cornicione del tribunale, per le crisi del collega frustrato, per le puntate in ospizio dal nonno unico familiare in vita (Strasberg) e naturalmente anche per la superficiale relazione con la componente di una commissione giudicante (Lahti). Tutte parti di un quadro che prende progressivamente forma fino a concentrarsi nell'ultima parte sul processo al giudice sospettato di stupro. Complessivamente ben scritto, interpretato in modo eccellente da un Al Pacino per buona parte del tempo pacato e riflessivo (prima della trasformazione che caratterizzerà l'epilogo), AND JUSTICE FOR ALL pecca un po' nel coinvolgimento: ha picchi notevoli che lasciano intuire la qualità della scrittura ma anche un andamento talvolta piatto dovuto alla regia non così travolgente di Jewison. Amaro al punto giusto, come buona parte dei film che condividono questo tipo di ambiente porta a ragionare (fin dal sarcastico titolo, in questo caso) sui macroscopici difetti di un sistema giudiziario al quale pare impossibile chiedere vera imparzialità. Buon esempio di cast non troppo noto (Pacino escluso, va da sé) impiegato con intelligenza. Evidente lo spirito seventies dell'operazione, a cominciare dalle musiche di Dave Grusin che sui titoli di testa fan già capire quanto non ci si prenda troppo sul serio.
il DAVINOTTI

Clicca sul nome dei commentatori per leggere la loro dissertazione

ORDINA COMMENTI PER:

Galbo 24/12/07 9:02 - 10958 commenti

Un giovane ed idealista avvocato si batte inesorabilmente contro il mondo corrotto delle corti di giustizia di Baltimora. Diretto dal bravo Norman Jewison il film da al suo protagonista (Al Pacino) l'occasione di un'intepretazione a volte un po' sopra le righe ma valida e carismatica. Il film è un apologo morale sulla corruzione e sul degrado di un'istituzione in teoria al di sopra di ogni sospetto ma purtroppo pesantemente inquinata secondo la teoria portante dell'opera. Ottimo tutto il cast.
I gusti di Galbo (commedia - drammatico)

Tarabas 3/7/14 9:53 - 1621 commenti

Ero partito convinto che il regista fosse Sidney Lumet. Dopo mezz'ora ho capito di essermi sbagliato. Il tono vorrebbe essere quello un po' anarchico e (a volte apparentemente) divagante del cinema degli anni 70. In realtà Jewison non sa dove andare a parare con questa storia vista mille volte, totalmente priva di ritmo e interesse e senza nemmeno gusto per la divagazione (appunto) o il ritratto di caratteri. Pacino ha sempre (fastidiosamente) un piede oltre la riga, il resto del cast non si ricorda. Irrilevante.
I gusti di Tarabas (Commedia - Gangster - Western)

Daniela 30/9/12 9:58 - 8145 commenti

Avvocato con scrupoli morali costretto a difendere un giudice fetente accusato di violenza sessuale... Una delle più celebrate interpretazioni di Pacino, ma non certo uno dei suoi migliori film: troppo forzato, dissonante nell'alternarsi dei vari toni dal drammatico al comico, con un finale di fuochi d'artificio altamente improbabile, oltre che controproducente rispetto agli intenti del protagonista. Se Warden nella parte di un giudice con tendenze suicide è assai simpatico ma anche troppo macchiettistico, commuove Strasberg nella parte del nonno svanito. Per lui il punto esclamativo.
I gusti di Daniela (Azione - Fantascienza - Thriller)

Cangaceiro 22/1/11 11:38 - 982 commenti

La morale? La giustizia per tutti è solo una grossa bugia. Inutile battersi per cambiare le cose, sarebbe come lottare coi mulini a vento, tanto vale fare harakiri. Il film ci dice tutto ciò in modo efficace e soprattutto completo, toccando svariati registri come il grottesco (Warden suicidario), il comico (il giretto in elicottero) e il malinconico (nonno Strasberg) senza risparmiare un paio di stoccate tristemente drammatiche. La variegata fauna tribunalizia è descritta con dovizia di particolari e colpisce nel segno. Ottimo come al solito Al Pacino.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: Strasberg: "Tra non molto diventerai un grande avvocato"; e Pacino: "Nonno, sono avvocato già da 12 anni...".
I gusti di Cangaceiro (Commedia - Gangster - Western)

Enzus79 27/5/11 18:04 - 1579 commenti

Quando Al Pacino si impegna offre sempre grandi performance. In questo film è anche fortunato perché è circondato da altri bravi attori, Warden su tutti. Forse la regia non è delle migliori e la storia certe volte cade nel vuoto, ma comunque lo reputo un buon film.
I gusti di Enzus79 (Fantascienza - Gangster - Poliziesco)

Piero68 25/6/12 8:30 - 2663 commenti

Da un regista eclettico e di grande esperienza un toccante spaccato sulla mala giustizia americana e sul suo sistema a tratti balordo. E anche se la sceneggiatura è abbastanza piatta e a tratti palesemente forzata per rendere meglio il senso di iniquità di alcune scelte giuridiche, il film può comunque contare su un grandissimo Pacino (in piena forma in quegli anni) e su un convincente Warden. Finale a sorpresa frizzantissimo ma comunque abbastanza impossibile. Oserei quasi dire fantascientifico.
I gusti di Piero68 (Azione - Fantascienza - Poliziesco)

Anthonyvm 26/1/19 23:31 - 1036 commenti

Buon dramma giudiziario che tuttavia soffre di un'inconsistenza strutturale di base, presentando troppe storie parallelamente. Ogni vicenda è interessante a proprio modo, non sono poche le svolte memorabili, anche certi personaggi sono deliziosamente bizzarri (il giudice con manie suicide), ma l'insieme non è all'altezza dei singoli elementi. La forza del film risiede specialmente nel cast: Pacino è uno spettacolo anche quando gigioneggia, ma non va dimenticata la prova da folle di Jeffrey Tambor. Merita almeno una visione. Brutta soundtrack.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: Il giudice mangia tranquillamente sul cornicione del palazzo; Pacino terrorizzato sull'aeroplano del giudice; Tambor lancia piatti all'impazzata.
I gusti di Anthonyvm (Animazione - Horror - Thriller)

Almicione 19/12/13 20:48 - 765 commenti

Film un po' scialbo che mi ha ricordato per molti versi Serpico: in entrambi Al Pacino è protagonista e colonna portante del film, nonché unico elemento veramente encomiabile; la corruzione, dilagante, è un tema fondamentale; il protagonista è affiancato da pochi personaggi minori che ne condividono il destino; la monotonia delle scene è mitigata da aspetti secondari (come i rapporti con le donne). Tuttavia qui assistiamo a una critica più mirata al sistema giudiziario che alla corruzione e al difficile ruolo degli avvocati più coscienti.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: La reazione di Arthur dopo la morte di Ralph. L'arringa finale (utopistica) di Arthur. "È più lento di un film svedese quel giudice".
I gusti di Almicione (Drammatico - Gangster - Thriller)

Skinner 1/12/09 13:40 - 595 commenti

Notevole film a cavallo tra due decenni, ma dove il tipico sapore del cinema americano anni settanta è facilmente avvertibile. Convince sopratutto il tono, mai troppo greve o drammatico quanto piuttosto disincantato e a tratti ironico. Pacino domina la scena, ma Warden merita di essere menzionato.
I gusti di Skinner (Commedia - Drammatico - Western)