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THE KILLER SHREWS

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The killer shrews
Titolo originale:The killer shrews
Dati:Anno: 1959Genere: animali assassini (bianco e nero)
Regia:Ray Kellogg
Cast:James Best, Ingrid Goude, Ken Curtis, Gordon McLendon, Baruch Lumet, Judge Henry Dupree, Alfredo DeSoto
Note:Aka "I toporagni assassini".
Visite:763
Filmati:
M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: N° COMMENTI PRESENTI: 2
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 1/8/06 DAL DAVINOTTI
Gli "shrews" assassini in questione sono grossi toponi mutanti che il solito scienziato pazzo (Gordon McLendon, un miliardario che si guadagnò il ruolo finanziando il film) alleva finendo col perderne naturalmente il controllo. Un capitano e un mozzo di colore finiscono sulla sua isola causa uragano e fanno conoscenza con lui e i suoi collaboratori. Tutto questo comporterà lunghi e inutili dialoghi, purtroppo, che in un film di serie B tornano utili per allungare il metraggio senza dover spendere. Poi finalmente ecco apparire i mostri. In tutti il loro spendore, visto che il film è solare (pur nel suo bianco e nero) e non pare affatto vergognarsi di dare in pasto al pubblico creature invero piuttosto ridicole. Forse perché sì, è indubbio che truccare dei cani da topi per renderli più naturali nei movimenti è idea bizzarra, però funziona. Con un make-up "cattivo" al punto giusto, questi mostri sembrano muoversi molto meglio di tanti blasonati colleghi del periodo e il regista Ray Kellogg dimostra di saper sfruttare al meglio il suo passato di effettista dilettandoci con primi piani inquietanti e rendendo bene il clima di assedio alla casa in cui i protagonisti si rifugiano. Qualcuno potrà anche associare questi topo-cani ai muppets di Frank Oz, ma l'impressione è che rispetto alla media dei prodotti coevi analoghi THE KILLER SHREWS abbia una marcia in più. C'è un buon dinamismo nell'azione, un certo gusto nella scelta delle location e se si riesce a evitare di sorridere ci si può anche lasciar coinvolgere: i toponi che rosicchiano i muri non sono invenzioni da poco!
il DAVINOTTI

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Rufus68 11/2/18 0:03 - 2626 commenti

Lo schema è quello classico stabilito da Hawks ne La cosa di un altro mondo: assedio da parte di minacciosa entità, scienziato matto ma paterno, figlia bona del detto scienziato, eroe americano, claustrofobia, tifo per gli assediati. Peccato che qui l'entità minacciosa sia rappresentata da un branco di topiragno (!), grossi come cinghialetti, che rosicano a tutto spiano. Poverello, ridicolo (il mezzo di fuga coi bidoni) e con niente da dire.
I gusti di Rufus68 (Drammatico - Fantascienza - Horror)

Anthonyvm 31/8/19 8:43 - 966 commenti

Spesso negli horror a basso budget, fra evidenti limiti realizzativi ed esecuzioni pedestri, a fare la differenza (e a consacrare il film alla memoria dei fan) è l'idea bizzarra del soggetto. In questo caso quasi dispiace che si sia optato per toporagni giganti: la pellicola aveva forza sufficiente a reggere un nemico più plausibile (come cani inferociti, dato che i soricidi sono interpretati proprio da cani "imparruccati"), la gestione della suspense è adeguata e certe efficaci scene d'assedio anticipano La notte dei morti viventi.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: I toporagni si fanno largo per le pareti a suon di morsi; I pupazzi rozzi ma inquietanti usati per i primi piani sui mostri; Sorpresa dietro la porta.
I gusti di Anthonyvm (Animazione - Horror - Thriller)