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RED ZONE - 22 MIGLIA DI FUOCO

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Red zone - 22 miglia di fuoco
Titolo originale:Mile 22
Dati:Anno: 2018Genere: action (colore)
Regia:Peter Berg
Cast:Mark Wahlberg, Lauren Cohan, Iko Uwais, John Malkovich, Ronda Rousey, Carlo Alban, Sam Medina, Keith Arthur Bolden, Jenique Hendrix, Billy Smith, Myke Holmes, Emily Skeggs, Terry Kinney
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M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: N° COMMENTI PRESENTI: 3
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 3/11/18 DAL BENEMERITO CAPANNELLE POI DAVINOTTATO IL GIORNO 18/11/18
Una di quelle storie che attorno a uno spunto di base talmente elementare da rasentare il nulla soffiano fumo in quantità fino a stordire, affumicandolo, chi provi a seguirle con attenzione. C'è da scortare il poco loquace Li Noor (Uwais), che ha accettato di collaborare con gli Stati Uniti, fino all'aeroporto, e questo è quanto. Siamo in un Paese ostile e la Red Zone, un'organizzazione segretissima americana che manco i Men In Black, dirige le operazioni sotto il comando di tale Bishop (Malkovich) seguendo tutto dall'alto coi droni e suggerendo le mosse giuste a chi rischia la pelle in strada: facile espediente per dar modo al film di mescolare immagini in remoto e azione sul campo grazie a un montaggio frenetico ed esagitato che diventa la principale cifra stilistica del film. Già, perché se escludiamo gli spocchiosi monologhi di Wahlberg (attore feticcio del regista) RED ZONE si riduce a un ossessivo, disorientante, tonitruante bimbumbam associabile più a un videogioco che al cinema tradizionalmente inteso. Perché va bene l'azione, ma se si deve sparare, urlare, sanguinare, mirare, saltare in aria, alternare inseguimenti e incidenti per un'ora e mezza è difficile prendere la cosa seriamente. E siccome pure di ironia ce n'è ben poca allora è meglio guardare a certo cinema d'oriente (il riferimento più facile è a THE RAID, considerato che il protagonista era proprio Uwais), per esplorare le nuove frontiere del genere. Qui sembra di stare in un sotto-Bourne altrettanto confuso ma freddo e privo di fascino, con un Malkovich totalmente sprecato (se c'era Pippo Franco nel ruolo non cambiava nulla) e un Wahlberg ammazzatutti che funziona bene solo perché, abituato a ruoli simili, può contare su un nostro pre-inquadramento che già ci racconta il suo passato senza che abbia bisogno di aprir bocca. Lui e la Maggie di WALKING DEAD (Lauren Cohan) finiscono triturati e frullati sulle strade e nelle case, con le armi sempre in mano pronti a sparare alla prima ombra che si muove. Uwais si ricava lo spazio per un ovvio corpo a corpo che non aggiunge alcunché al suo curriculum (ben più feroci e tesi i combattimenti di THE RAID) e mette a disposizione il caratteristico sguardo impenetrabile, ma del suo personaggio (sorry) importa solo che arrivi a destinazione; proprio come un prezioso pacco, per utilizzare il linguaggio scelto dal film (anche se quel "Proteggete il pacco!" urlato ripetutamente come ordine nelle fasi più concitate può far erroneamente pensare che il nemico miri chissà perché solo ad altezza pube). Non c'è un attimo di tregua dall'inizio alla fine, le informazioni si scambiano al volo tra una pallottola in testa e una bomba a sorpresa, con la mdp gettata nella mischia a rotolarsi nel fumo nemmeno fosse installata nella botte di Attilio Regolo. In un simile disastro chi ha voglia di seguire i doppi e tripli giochi di figure senza alcuno spessore? O di seguire i battiti cardiaci di chi sta in scena monitorato a distanza dai cento schermi di Malkovich e soci? Finale irritante che si aggancia senza vergogna all'obbligatorio sequel. Il vero colpo di scena sarebbe se ce lo risparmiassero: ci accontenteremmo.
il DAVINOTTI

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Capannelle 3/11/18 10:35 - 3469 commenti

La collaudatissima coppia Berg-Wahlberg si apre al mercato orientale reclutando il bravo Iko Uwais (già musa di Evans) e ambientando un action adrenalinico in terra indonesiana (anche se in realtà girato a Bogotà). Ci sono sequenze e dialoghi tirati, Wahlberg e Uwais sanno prendere la scena e fare il loro sporco lavoro ma nel complesso la storia risulta meno credibile del solito nel suo triangolare agenti (coinvolti anche i russi) e principi morali. Finale aperto a nuove puntate.
I gusti di Capannelle (Commedia - Sentimentale - Thriller)

Rambo90 18/11/18 22:53 - 5397 commenti

Action di routine ma che sinceramente diverte, con un ritmo senza soste e una seconda parte zeppa di sparatorie, combattimenti ed esplosioni girata benissimo che farà felice i fan del genere. C'è anche una trama, piuttosto semplice (ma con un ottimo twist), che serve da pretesto per gettare i protagonisti nella mischia. Wahlberg in parte, la Cohan meglio della Rousey e Uwais perfetto quando si tratta di menare le mani. Buono.
I gusti di Rambo90 (Azione - Musicale - Western)

Digital 15/11/18 22:20 - 853 commenti

Una squadra speciale deve cercare di proteggere un agente di polizia indonesiano a conoscenza della password utile per disinnescare una letale arma batteriologica. Non sarebbe neanche male nella sua prevedibilità, ma Wahlberg è costantemente in overacting e le scene d’azione sono girate caoticamente, il che determina confusione. La Cohan è al solito simpatica come una martellata sui denti; poco meglio Uwais, mentre Malkovich è sciaguratamente relegato a una parte tutt'altro che importante. Ennesimo film strutturato come una serie tv: è un bene?
I gusti di Digital (Fantascienza - Horror - Thriller)