Discussioni su Contagious - Epidemia mortale - Film (2015)

DISCUSSIONE GENERALE

6 post
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  • Daniela • 19/05/15 16:07
    Gran Burattinaio - 5934 interventi
    Commedie a parte, forse il primo ruolo in cui Schwarzy smette del tutto i panni dell'action man: negli ultimi magari aveva scherzato sulla propria età ma era rimasto comunque uno tosto pronto a menare all'occorrenza.
    Qui piange - e con tutti i motivi del mondo per farlo.
    Avevo letto in giro commenti in cui ciò era stigmatizzato come un momento imbarazzante. A mio parere invece la sua interpretazione è la cosa più convincente in questo dramma famigliare assai tristanzuolo che rientra nel filone horror perché si parla di un virus che fa diventare zombi ma avrebbe potuto parlare di una qualsiasi altra malattia progressiva e contagiosa e la storia non sarebbe poi cambiata di molto.
    Tornando al buon Schwarzy, il tempo con lui è gentile: "bello" come è adesso non lo è mai stato - tanto per fare un esempio, gran fisico in Conan, ma che faccia a tontolone...
    Ultima modifica: 17/01/16 23:59 da Daniela
  • Buiomega71 • 8/10/16 10:05
    Consigliere - 26265 interventi
    Mhà, alla fine non mi e nemmeno dispiaciuto

    Balza subito all'occhio la lentezza del racconto, il poco mordente e il latitante coraggio di Hobson (che per essere un esordiente se la cava abbastanza) di non andare fino in fondo, di non incidire troppo, di mettere da parte la cattiveria per un "politicamente corretto" che, per quanto possa sembrare strano, ci può anche stare.

    Colpisce l'atmosfera autunnale e plumbea (oserei dire quasi fulciana), di questa fattoria sperduta in mezzo al nulla, tra boschi e campi di raccolta dati alle fiamme, sovrastata da celi quasi sempre grigi e minacciosi (gran lavoro del direttore della fotografia Lukas Ettlin)

    Alla fine e un dramma, un lacrima movie da film dossier alla Quando morire (come nel film di Paul Wendkos), sulla malattia, sul cancro che divora un proprio caro, su cui non si può fare nulla se non vederlo consumarsi lentamente, giorno per giorno, con la disperazione nel cuore, travestito da "zombie/pandemic/movie", che però, col passare del tempo, sposta l'asse verso il "possesion movie" (le crisi di Maggie e il suo respirare asmatico mentre dorme non possono non far venire alla mente le mutazioni maligne di Linda Blair ne L'esorcista)

    A volte e meglio rimpiangerli morti, e infatti sembra una versione intimista e "pudica" di Cimitero vivente, un Contracted o un Tanatomorphe per famiglie, per discuterne, per mostrare il dolore di avere un familiare affetto da una terribile malattia irreversibile.

    La "nuova carne" di Maggie marcisce progressivamente (e butta vermi, Parkinson insegna), la sua fame la porta a sbranare volpi vive (Schrader e Landis insegnano), la sua "menomazione" la costringe a autoamputarsi un dito infetto che si stà progressivamente deformando (Yuzna insegna) e a gettarlo nello scarico del lavandino (Coscarelli, con altro tipo di insidie insettiformi, insegna)

    Maggie ansima, ha le convulsioni, scende le scale (il particolare sui suoi piedi "marciscenti" che scendono i gradini) si avvicina a papà che vigila con fucile in mano mentre si e appisolato sulla poltrona, lo bacia in fronte e esce di casa. Poi un finale bellissimo, quasi bergmaniano, a suo modo poetico, che , sotto certi aspetti, mi ha ricordato quello di Emily Rose.

    L'horror è convitato di pietra (i vicini zombi, papà e figlioletta, che si avvicinano a Schwarzy nel bosco, il feroce contagiato alla stazione di servizio, i flashback sul morso che ha infettato Maggie), il look degli infetti piuttosto convenzionale, la scena dei ragazzi intorno al fuoco abbastanza inutile (anche se il racconto di Trent-il ragazzo di Maggie, anche lui contagiato e in via di trasformazione-sul destino dei contagiati quando vengono messi in quarantena, mette i brividi) e un senso di deja vu che rimane impresso lungo tutta la visione

    Però il film ha un suo perchè, e indifferente non mi ha lasciato.

    Attorialmente l'ex Terminator non recita nemmeno male (che si crogiola nel suo dolore di papà impotente e addolorato) e tenta la carta già giocata da Stallone nel bellissimo Copland, mentre la Breslin non e che mi sia simpaticissima (io avrei scelto un'altra attrice) ma bisogna ammettere che se la cava e riesce a trasmettere il senso di disperazione del male che la stà divorando.

    Un film cupo, deprimente, nemmeno tanto noioso, stucchevole a volte, ma senz'altro difficile da consigliare (agli amanti dell'horror? A quelli dei "malattia movie"?. A chi ha la lacrima facile? Non certo a quelli che amano l'azione, ma nemmeno a chi pensa di vedere pandemie o apocalissi...) E allora? Appunto, difficile da consigliare proprio per questo.

    Alla fine, però, non così brutto come si legge in giro.
    Ultima modifica: 9/10/16 18:48 da Buiomega71
  • Mco • 8/10/16 12:11
    Risorse umane - 9970 interventi
    Grazie Buione, mi hai messo voglia di vederlo!!!
  • Buiomega71 • 8/10/16 13:07
    Consigliere - 26265 interventi
    Mco ebbe a dire:
    Grazie Buione, mi hai messo voglia di vederlo!!!

    Credo possa piacerti, visto che sei uno dei pochi che apprezza certi film non "etichettabili"
  • Raremirko • 8/10/16 21:32
    Call center Davinotti - 3862 interventi
    Da un certo punto di vista, credo che come presenza l'anzianeità abbia fatto bene a Schwarzy, che comunque non mi è mai dispiaciuto.
  • Buiomega71 • 9/10/16 19:17
    Consigliere - 26265 interventi
    Raremirko ebbe a dire:
    Da un certo punto di vista, credo che come presenza l'anzianeità abbia fatto bene a Schwarzy, che comunque non mi è mai dispiaciuto.

    Credo che non sia tanto Schwarzy a fare il film (che comunque segue le impronte di Sly in Copland), quanto l'atmosfera cupa e opprimente e l'odore della necrosi da perfetto "malattia movie"