Volti del cinema italiano nel cast VOLTI ITALIANI NEL CAST Volti del cinema italiano nel cast

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TITOLO INSERITO IL GIORNO 27/08/07 DAL BENEMERITO B. LEGNANI
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B. Legnani 28/08/07 00:38 - 5273 commenti

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Eccezionale nell’attesa, discreto nella pratica. Affascinante sentire, di Wilde, gli aforismi, le battute fulminanti, lo strepitoso commento sul palco dopo il successo de “Il Ventaglio…”. Ma il fatto che ci siano e che affascinino non è merito del film, ma del fatto che Wilde quelle parole le aveva scritte o dette un secolo prima… La pellicola si lascia guardare con piacere, ma pare qualcosa di laccato, che trasmette più esteriorità che coinvolgimento, che colpisce molti bersagli minori, ma non centra per nulla quello grosso.
MEMORABILE: La citata apparizione di Wilde sul palcoscenico.

Lele Emo 6/11/08 02:52 - 184 commenti

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Film plasticoso sonnolento e praticamente molto sminuente la vera "scorza" del grande maestro. La parte dedicata allo stile di vita licenzioso è a dir poco biblica e tende a tenere in secondo piano l'opera monumentale di uno dei più grandi uomini della storia contemporanea. L'approcio alla sua opera è reso sciocco dall'eccesso di vanità aggiunto e per nulla è contemplato nessun aspetto del suo grande stile aforistico, nemmeno quando prossimo alla morte presso "l'hotel" di Parigi disse: "O svanisce questa carta da parati o dovrò svanire io"...

Enricottta 1/10/09 13:01 - 507 commenti

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La ricerca della forma, la mancanza dell'essenza. Una delle tante rappresentazioni del Wilde, secondo regia, soggetto e sceneggiatura, non senza un suo interesse (sopratutto di botteghino) ma del tutto priva di originalità. Wilde è anima sfuggente, carattere complesso, non ingabbiabile negli stereotipi che proprio lui aveva tanto abborrito. Le miserie e le grandezze del grande Wilde non si possono spiegare nemmeno in un film di 10 ore. Spero in un futuro senza ulteriori film sulla vita di Oscar Wilde.

Galbo 3/10/09 15:43 - 11932 commenti

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Biografia del celebre scrittore inglese, Wilde è un film che si sforza di capire il personaggio decisamente peculiare oltre che l'artista. Per questo punta tutto sulla personalità complessa dell'autore e su i suoi complessi irrisolti. L'opera è molto curata e pregevole nella ricostruzione storica ma con l'evidente limite di non riuscire a coinvolgere emotivamente lo spettatore come un bel quadro senz'anima.

Rebis 24/01/11 16:18 - 2202 commenti

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Aldilà dell'entusiasmo verso il progetto (un film revisionista su Wilde), oltre la squisita cortina di aforismi, ci si trova inchiodati alle schematiche contrapposizioni del disegno: la vita familiare (i figli e la moglie, a cui gli autori hanno negato un mondo emotivo e un punto di vista) e la vita pubblica inanellata a quella privata (la relazione con Bosie). Il contrasto non produce profondità psicologica ma solo moralismo elementare. Ne esce il ritratto di un bonaccione tiranneggiato dal suo amante. Usare frammenti e pagine dello scrittore per chiosarne le azioni è puro giustificazionismo.

Lucius 24/04/11 11:28 - 2968 commenti

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Ottimo nelle intenzioni, pasticciato nella realizzazione. Si apprezzano gli aforismi e alcune peculiarità legate alla vita privata e artistica dello scrittore, ma il film in sè per sè può considerarsi purtroppo non riuscito nella sua essenza. Si cerca di approfondire la vita privata a discapito di quella artistica e giudiziaria e si ha l'impressione di essere davanti a un falso storico, nonostante il cast di un certo rilievo. Fortunatamente ci aveva pensato Il garofano verde a stabilire la verità delle cose.

Myvincent 18/03/22 08:01 - 3303 commenti

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"Ogni uomo uccide le cose che ama" (o meglio si fa uccidere): è uno dei motti di Oscar Wilde che troverete qui, assieme ad altri suoi celebri gustosi aforismi. La storia arcinota del grande innovatore Oscar Wilde è qui raccontata partendo dalla sua vita coniugale, fino alla "deriva" peccaminosa (per quei tempi) pagata a caro prezzo a causa della sua coerenza esistenziale. Notevole il cast, in cui prevale Jude Law, perfetto nel ruolo di "checca" viziata e incostante. L'accusa contro le ipocrisie di allora, appare, comunque, sovrastata dalla ricercatezza formale, spesso troppo patinata.

Anthonyvm 7/08/22 01:26 - 4163 commenti

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Pur non trattandosi del primo, né del migliore, resoconto filmico dei travagli dello scrittore, basta la prova da protagonista di Stephen Fry (simile a Wilde nell'aspetto quanto nell'acume umoristico) per elevare il film di Gilbert anche oltre i suoi effettivi meriti. La storia si focalizza sugli "scandalosi" dietro-le-quinte della vita di Oscar, in particolare sulla tumultuosa relazione con Bosie, ovattando un po' la rilevanza della sua dimensione artistica, così come la gravità delle sequenze processuali. Resta un ritratto amaro, incompleto ma emozionante, esteticamente ben curato.
MEMORABILE: I capricci del viziatissimo Bosie/Jude Law; L'irruzione in casa Wilde del marchese; Oscar ai lavori forzati; Il ricongiungimento con Bosie in Italia.

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