LE LOCATION

I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Clicca qui per leggere il papiro di Marcel M.J. Davinotti Jr.
TITOLO INSERITO IL GIORNO 17/06/13 DAL BENEMERITO MARKUS POI DAVINOTTATO IL GIORNO 21/11/13
Clicca sul nome dei commentatori per leggere la loro dissertazione
ORDINA COMMENTI PER: BENIAMINI GERARCHIA DATA

Domino86 9/01/15 20:10 - 557 commenti

I gusti di Domino86

Quattro differenti identità ciascuna con le proprie peculiarità e con i propri problemi vengono unite in una sorta di affronto alle paure giovanili, supportati poi da una quinta. Il film nel complesso è molto buono perchè in maniera leggera e con molta autoironia affronta tematiche molto serie.

Markus 17/06/13 09:15 - 3329 commenti

I gusti di Markus

Quattro ventenni con problemi mentali (che li obbligano ad avere un complesso approccio con l’altro sesso) fuggono da una clinica per un'avventura on the road verso Ibiza. Un giovanilistico tout court - con i forse attori di domani in fase di rodaggio - tra il leggero e il pretestuoso destinato soprattutto a un pubblico di giovanissimi che forse riusciranno a immedesimarsi con i personaggi. Fresca la prova dei giovani attori, meno quella dei genitori inchiodati ai soliti cliché italici.

Digital 12/10/13 10:49 - 1122 commenti

I gusti di Digital

Cecinelli, dopo il disastroso Visions, dirige una blanda commedia giovanilistica on the road. L'inizio è dei peggiori, con la presentazione dei quattro giovani afflitti da varie patologie: ci sono gag scarsamente divertenti nonché ripetitive (i tic nervosi del ragazzo malato di Tourette). Il film registra poi una lieve ripresa nel momento in cui Depardieu entra in scena, dopodiché torna a livelli di assoluta mediocrità (si veda a tal proposito la parte finale a Ibiza).

Gabrius79 10/12/13 02:04 - 1206 commenti

I gusti di Gabrius79

Commedia giovanilistica che ironizza bonariamente sulle malattie di quattro giovani ragazzi. Nel corso della prima parte ha diversi momenti divertenti e simpatici grazie anche a una gustosa Lucia Ocone (che però appare poco) e a un Vincenzo Alfieri (il malato di sindrome di Tourette) in stato di grazia (forse anche perché è il meglio servito dalla sceneggiatura). Bene anche il cast dei genitori con Ghini, Tognazzi, Calabresi e Autieri. Nella seconda parte il film si affloscia e perde in freschezza. Depardieu inutile.

Giacomovie 15/12/13 23:58 - 1354 commenti

I gusti di Giacomovie

Nel raccontare la fuga di quattro giovani da una casa di cura si tende al quasi banale-demenziale, ma dall'altro lato della medaglia si fa emergere una semplice e utile morale: alcuni disturbi comportamentali dei figli sono spesso causati dal modo in cui vengono trattati dai genitori e il miglior modo per curarli è il favorore il contatto con la vita. Gli attori più noti del cast sostengono il film, soprattutto la Autieri. **!

Cangaceiro 15/02/14 14:06 - 982 commenti

I gusti di Cangaceiro

Da un soggetto scadente il giovane videoclipparo Cecinelli riesce inspiegabilmente a tirar su un film dinamico, godibile, con un ritmo incalzante che fa da antidoto alla noia. Lo sgangherato road movie vive di cose vecchie quanto il cinema ma si lascia guardare per una spensieratezza di fondo innegabile. Si ridacchia senza pensarci troppo su, lontani da pistolotti, da pubblicità progresso sul disagio giovanile e la diversità. Depardieu fa capolino a sorpresa ma senza recitare in italiano. Dei ragazzi il più spontaneo è Propizio, Tognazzi svetta tra i senior.

Rambo90 27/06/14 23:53 - 6428 commenti

I gusti di Rambo90

Film giovanilistico, un po' meno banale della media e con qualche trovata simpatica (soprattutto nella prima parte, la più veloce) ma che non riesce a uscire dalla mediocrità, soprattutto a causa di un cast poco affiatato e di scarso valore. Il migliore tra i giovani protagonisti è Alfieri (quello affetto da Tourette); gli altri niente di che, compreso il pessimo Propizio. Nella seconda parte si fa di tutto per trovare un finale che vada bene a ogni personaggio, ma per fortuna si fa tutto in chiave leggera e non melodrammatica.

Ugopiazza 7/07/14 18:24 - 118 commenti

I gusti di Ugopiazza

Per una volta che si aveva tra le mani una premessa non così banale, si è riusciti a rovinarla con la completa assenza di regia e confezione, grossi scivoloni di sceneggiatura e attori non sempre all'altezza (i più bravi sono il maniaco dell'igiene e la ragazza, pessimo il narcolettico, Propizio e l'altro nella media); c'è anche Gerard Depardieu, ma parla solo in francese e senza sottotitoli. È un vero peccato, perché le basi per farne un gran bel film c'erano tutte. Comunque c'è qualche buon momento e alla fin fine risulta anche gradevole.

Nando 20/07/14 10:28 - 3495 commenti

I gusti di Nando

Commediola giovanilistica on the road con trama lievemente forzata e che rasenta l'inverosimile. Qualche situazione strappa il sorriso e il buonismo prevale nel finale accomodante. Le nuove leve recitano con il pilota automatico mentre gli interpreti più famosi non incidono come dovrebbero perché legati a soliti cliché. Cameo simpatico per Depardieu.

Pinhead80 22/09/14 19:15 - 4002 commenti

I gusti di Pinhead80

L'ho trovato davvero spassoso e originale, anche se l'interpretazione degli attori in erba mi è sembrata un po' forzata. Le situazioni grottesche sono mescolate con una buona dose di autoironia. Nella realtà le cose sono ben diverse, ma il film ha il pregio di non prendersi troppo sul serio e di riuscire a sdrammatizzare ciò che in realtà è un problema serio.

Capannelle 18/11/16 23:36 - 3742 commenti

I gusti di Capannelle

L'idea di partenza è buona e servita con fare piuttosto fresco e trascinante. Specie grazie alla sindrome di Tourette, alla verve dell'infermiera e ai primi approcci nella clinica. Trasformandosi nel tipico on the road perde forza e cede il passo alle scelte ruffiane (troppa musica e troppi amoreggiamenti) e ad alcune sequenze da comica di serie C. I quattro giovani sono senza infamia e senza lode, andrebbero rivisti in parti più strutturate, ma la sensazione a naso è che non rappresentino il futuro del cinema italiano.

Galbo 4/02/17 08:20 - 11447 commenti

I gusti di Galbo

Commedia "on the road" che parte da una situazione di disagio psichico, piuttosto inusuale in un cinema italiano in cui prevale spesso lo stereotipo. I protagonisti sono ben carattterizzati ed è un peccato non sia stata "cucita" attorno a loro una storia meno banale di quella di una fuga ad Ibiza con passaggi scontatissimi e adulti di contorno la cui personalità è malamamente abbozzata. Nel complesso discreta la prova dei giovani. Poco personale la regia che tende verso il film televisivo. Occasione sprecata.
Per inserire un commento devi loggarti. Se non hai accesso al sito è necessario prima effettuare la registrazione.

In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Markus • 25/06/13 11:17
    Scrivano - 4803 interventi
    La recensione di un mio amico giornalista:

    Siamo ormai entrati nella stagione della canicola, brodo di coltura ideale per il cinema "giovanilistico". Ecco dunque, servita fresca fresca, "Niente può fermarci", commedia pop adolescenziale leggera ma non troppo. Guai, però, a fermarsi alle apparenze: non siamo di fronte alla solita, trita e ritrita storia di un gruppo di ragazzini un po' imbranati alle porte della loro prima estate "da maturi", con tutte le problematiche (indipendenza dai genitori, approcci con le ragazze, eccetera eccetera) ampiamente sviscerate da miriadi di italici film fin dalla notte dei tempi. In realtà, questa pellicola ha una scorza un tantino più consistente, e il tentativo di offrire una chiave di lettura meno scontata per questa delicata fase di passaggio all'età adulta (o quasi) della vita di ogni uomo.
    Il fatto è che, ebbene sì, esistono anche dei giovani con problemi di salute che ne minano le dinamiche relazionali. I quattro protagonisti della pellicola diretta da Luigi Cecinelli, nella fattispecie, sonno tutti affetti da disturbi di natura psicotica. Niente di tragico, ma di invalidante sì, eccome: narcolessia (Mattia), fobia dello sporco e conseguente ossessione per la pulizia (Leonardo), saturazione da uso di Internet (Augusto) e sindrome di Tourette (Guglielmo), che personalmente non conoscevo e che sul sito www.tourette.it viene così descritta: "I sintomi includono movimenti involontari, sopprimibili transitoriamente dalla volontà, che variano nel tempo per intensità e caratteristiche, e produzione di suoni in forma svariata. Alcune persone colpite da tale malattia, che si presenta alla pubertà, possono pronunciare parole oscene, bestemmie, ecc., involontariamente". Questi sfortunati giovani si ritrovano ospiti di una bizzarra clinica, per un ricovero che dovrebbe aiutarli a superare i loro guai e che in realtà non risolve proprio nulla, visto che per Mattia, Augusto e Leonardo, oltretutto, non si tratta della prima degenza e, nonostante ciò, i disturbi paiono ben lungi dallo scomparire. Vista l'acclarata inutilità della permanenza in quel luogo, i quattro decidono di darsi la classica "botta di vita": fuggire per inseguire una delle "terre promesse" dei giovanissimi, Ibiza, dove cercare di trascorrere una vacanza "normale", con gli svaghi, le esperienze, le "pazzie" e le emozioni che vivono buona parte dei loro coetanei e che loro ancora non hanno potuto sperimentare.
    Argomento, dunque, non banale, e da maneggiare con estrema delicatezza: Cecinelli tutto sommato ci riesce, sdrammatizzando con misura senza valicare i confini del buon gusto e del rispetto. Si sorride quando i tic e le manie dei giovanotti presentano risvolti oggettivamente divertenti, ma in linea di massima non c'è una messa in ridicolo dei loro problemi, se è vero che il viaggio e poi la permanenza a Ibiza assumono anche i contorni di una autentica terapia di gruppo, un percorso, irto di ostacoli ma tutto sommato appagante, verso il superamento, parziale o totale, di tali handicap.
    Che poi tale "guarigione" debba avvenire giocoforza attraverso una serata ultra - scatenata in discoteca nell'isola degli eccessi per eccellenza, e naturalmente con i primi approcci sessuali, è magari una forzatura funzionale allo sviluppo delle sceneggiatura; più in generale, il messaggio parrebbe il seguente: occorre liberare le emozioni positive che, tenute nascoste e represse dentro, rischiano poi di produrre personalità incomplete, problematiche, complessate. E' evidente come non basti tutto ciò per cancellare problemi che rappresentano, invece, patologie autentiche, e sotto questo aspetto il film risolve una questione spinosissima, di carattere prettamente clinico, in maniera fin troppo semplicistica, ma forse è stato giusto non avventurarsi troppo su strade "mediche" che sarebbero apparse stonate in un contesto comunque fondamentalmente gioioso e di evasione. Certo, qua e là un tentativo di approfondimento tecnico si ravvisa: si sottolinea il fatto, ad esempio, che la fobia dello sporco che affligge il bel Leonardo mette radici in una mamma corresponsabile, se è vero che costei alimenta le manie del figlio riempiendolo di confezioni di gel disinfettanti per mani. Ma l'analisi si ferma qui, e, lo ripetiamo, in fondo non è troppo sbagliato.
    La mamma sopra citata è interpretata da Serena Autieri. E già, perché se i protagonisti sono i quattro ragazzi interpretati dai giovanissimi Emanuele Propizio, Federico Costantini, Vincenzo Alfieri e Guglielmo Amendola, dietro di loro c'è un "parterre de roi" formato dalla bellissima napoletana e da Massimo Ghini, Gianmarco Tognazzi, Paolo Calabresi (i genitori dei quattro), e ancora Eva Riccobono, Carolina Crescentini, Lucia Ocone e, persino, Gérard Dépardieu. Coprotagonisti ma non comparse, in quanto tutti i loro personaggi sono sviluppati in maniera corposa e, pur nell'ambito di un minutaggio contingentato, assumono un ruolo tutt'altro che marginale nell'evoluzione della storia: stanno sullo sfondo, lasciano la scena principale ai giovani, ma portano comunque un arricchimento al canovaccio. Un cenno particolare per la Ocone, figura emblematica della clinica da cui tutto inizia: clinica che è una sorta di parodia di quella in cui uno dei primi Fantozzi si ritrovò nel vano tentativo di dimagrire, prima di fiondarsi sulle mitiche polpettine. Anche qui, come nella commedia cult di Villaggio, medici "nazisti", e in più la brava Lucia assetata di sesso, spesso sorpresa in abiti e atteggiamenti provocanti.
    In definitiva, un "giovanilistico" (ma potremmo anche definirlo... acquatico, visto il numero delle volte in cui i protagonisti si ritrovano immersi in piscine o acque marine...) ben elaborato ma abile nel "fermarsi" un attimo prima di diventare troppo pretenzioso. E con quattro giovani attori che promettono bene: Propizio e Alfieri brillano soprattutto per l'espressività, Costantini e Amendola per il fascino estetico, comunque ben sorretto dalle doti recitative.


    Fonte: http://notedazzurro.blogspot.de/2013/06/le-mie-recensioni-niente-puo-fermarci.html?spref=fb
  • Homevideo Mco • 28/10/13 22:25
    Scrivano - 9684 interventi
    Disponibile in Blu-Ray dal 17 Dicembre 2013 per 01 Distribution.