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TITOLO INSERITO IL GIORNO 21/04/21 DAL BENEMERITO DANIELA
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Daniela 21/04/21 01:50 - 10497 commenti

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Uomini armati fanno irruzione durante la festa di nozze che si sta svolgendo in una villa lussuosa. Sono le avvisaglie di una insurrezione violenta che trae alimento dalle diseguaglianze sociali a cui fa seguito una repressione militare ancora più feroce... Distopia con troppe similitudini storiche per poterla definire tale, dominata da un pessimismo radicale: se l'"ordine" costituito fa orrore, i rivoltosi mirano ad impadronirsi dei beni della classe dominante. Una rappresentazione la cui spietatezza impressiona per rigore ma lascia anche perplessi per la sua programmaticità.
MEMORABILE: In gabbia, con un numero scritto in fronte; L'epilogo al suono della fanfara.

Bubobubo 26/04/21 12:40 - 1490 commenti

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Teoria della ybris della classe dominante: nessuna compassione transumanistica, verso nessun Altro, in nessuna circostanza. Teoria del ribaltamento specchiato di ruoli: Zeus di verde dollaro inzaccherato spodesta Crono solo per iterarne (forse anche più crudelmente) gli schemi primigeni di potere. Sintesi hegeliana: cambiare tutto perché nulla cambi (se non la giustificazione storica). Franco non è nuovo a costruire raggelanti anti-distopie ipercontemporanee, ma il risultato finale qui raggiunge abissi di nuovo e più radicale pessimismo (qualcuno direbbe realismo). Piuttosto duro.
MEMORABILE: Dai rubinetti esce acqua verde; Il doppiogiochismo di Felipe; Riversa sulla cassaforte; I 20' conclusivi.

Kinodrop 27/04/21 20:30 - 1919 commenti

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In una città messicana le disuguaglianze sociali spingono una parte del popolo a ribellarsi in maniera violenta per rovesciare lo status quo; alle spalle le forze armate, che strumentalizzano i fatti per instaurare un colpo di Stato di cui faranno le spese, nel sangue, gli stessi ribelli. Una storia purtroppo già vista molte volte e non solo nell'America latina, che fa rabbrividire soprattutto per l'indifferenza con cui i segnali che la precedono vengono ignorati o sottovalutati. Una tecnica (fin troppo) realistica al servizio di situazioni agghiaccianti ma dal messaggio discutibile.
MEMORABILE: L'irruzione durante la festa di matrimonio; Le torture in cella; Il riscatto; Il generale; Le impiccagioni pubbliche con bandiere e fanfare.

Paulaster 3/05/21 10:11 - 3212 commenti

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Durante un matrimonio dei manifestanti fanno irruzione. Il clima, volutamente esasperato, descrive il crescendo di violenza e divisione sociale in Messico. Viene evitato l’effetto splatter o esplicito, ma alcune scene sono indubbiamente forti. Prima parte nettamente migliore, con l’angoscia che prende piede e situazioni d’impatto (i saccheggi, gli abusi). Vedendo il quadro iniziale la conclusione, invece, non riesce a stupire. Colpevolizzati, oltre i ricchi, anche i militari corrotti e la magistratura che dovrebbe mantenere l’ordine sociale.
MEMORABILE: L’acqua che fuoriesce verde dai rubinetti; I funerali di massa; Le esecuzioni con rogo al seguito.

Cotola 11/05/21 22:27 - 7954 commenti

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(Non) distopico perché mette in scena - con grande rigore, lucidità e spietatezza - realtà fin troppo conosciute a certe latitudini del mondo. Regia e sceneggiatura gestiscono al meglio il crescendo di tensione che raggiunge il suo climax nella parte finale, sebbene non offra particolari sorprese narrative. Franco, come al solito nelle sue pellicole, non lascia scampo e speranza allo spettatore. La violenza è tanta, ma necessaria visto il contesto ed il tipo di storia. Sì, non dice cose nuove ma le dice bene ed in modo maledettamente efficace. 

Leandrino 23/05/21 12:38 - 215 commenti

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L'insurrezione dei poveri è annunciata dal verde e macchiata dal rosso-sangue, in questo durissimo film di Franco. Il nuovo ordine imposto dalla fascia di popolazione meno abietta si mescola all'esercitazione fuori norma di un potere che schiaccia vite e dignità, e rende tutti sacrificabili. Non un trattato politico e fin troppo realistico per ricordare una distopia: una finzione efficace e a tratti scioccante, alla stregua di un grido senza speranza.

Anthonyvm 6/06/21 18:39 - 2872 commenti

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Opera catalogata come "distopica", sebbene si fatichi a inquadrarla come tale: il realismo esasperato con cui Franco concatena le fasi dell'avvento di una dittatura militare (dall'indifferenza delle classi elevate alla disperazione dei servi, dal caos delle sanguinose rivolte alla presa di potere dell'esercito) richiede pochi sforzi di fantasia. Il surreale prologo (i corpi macchiati di verde) e la tensione acutissima della prima parte (l'ombra della disgrazia che incombe sulla festa) cedono il passo a un secondo atto violento e pessimista, anche se non altrettanto efficace. Feroce.
MEMORABILE: L'intrusione dei ribelli al matrimonio; La domestica si fa il segno della croce mentre ruba; I soprusi (sessuali e non) sui sequestrati; Il finale.

Giùan 23/06/21 09:35 - 3361 commenti

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Si consuma lungo il corso della visione la sensazione di un film estremista invece che estremo, con un'idea di cinema sicuramente forte ma che indugia troppo sul credersi (onni)potente. L'incipit ripercuote l'eco lontana di Gosford park (o di Un matrimonio) e L'angelo sterminatore distillando una tensione talmente avvincente che si vorrebbe sperare propedeutica e si rileva invece, nella seconda parte, di commendevole sterilità nichilista. Insomma un'opera cinematograficamente sensuale ma ideologicamente sensazionalistica, non priva di fascino perturbante cui ci si vorrebbe sottrarre.
MEMORABILE: L'interpretazione di Naian Gonzalez Norvind.

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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Curiosità Daniela • 21/04/21 01:56
    Gran Burattinaio - 5563 interventi
    Nuevo Orden ha vinto il Leone d’Argento per la regia alla 77ª Mostra del Cinema di Venezia.