Nella mente di Kate

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L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Per chi ha vissuto negli Anni Ottanta vedere Carol Alt (d'accordo, quaranteseienne) rifiutata in favore della pur bella sorellastra fa un certo effetto. Poi certo, il film verte su altro; per l'appunto su Kate (Johnson), la sorella che torna in paese dopo anni di assenza per far respirare un po' d'aria buona al figlio che soffre di asma. Le è appena morta la madre, lì, ma l'idea di riabbracciare Jessica (Alt) e cambiare vita dopo che il marito si è appena sfracellato sotto una metro spinto da uno squilibrato si accompagna all'intenzione di trovare una sistemazione buona anche per il piccolo. In paese ancora la ricordano, soprattutto il suo ex Tom (Popowich), col quale riallaccia i rapporti nel migliore...Leggi tutto dei modi possibile, ma a far sentire la sua presenza è prima degli altri il medico del paese, il dr. Lucas (Haydn-Jones), a sua volta trasferitosi lì da un paio d'anni per sostituire il padre defunto. In paese, lo si è capito, è un fatto che si muoia un po' troppo di frequente, e infatti non appena fatto il ponte Kate trova una macchina schiantata di fresco con tanto di cadavere in attesa di essere prelevato. Cosa si nasconde dietro a una percentuale di mortalità decisamente superiore alla media? Il dr. Lucas dice che la cosa è dovuta al fatto che in paese abitano tanti anziani, ma intanto il tassista che accompagna il primo giorno Kate al lavoro la mette in guardia: “Fai attenzione al dr. Lucas (dal quale la donna è stata assunta come assistente) perché è un uomo malvagio, lui l'ha data da bere a tutti ma non a me. Kate, il dottore è cattivo, si fidi di me”. E chi frequenta un minimo certi film sa benissimo che l'anziano tassista non può che avere ragione. Al di là delle apparenze, quindi, il servizievole dottore deve nascondere qualche segreto. Ma quale? E' ciò che il film racconta tentando nel frattempo di dare un minimo di tridimensionalità ai suoi personaggi: Kate è la tipica bella ragazza in pericolo alla quale questi thriller televisivi canadesi non sanno rinunciare, Tom e il dottore gli unici due scapoli con meno di settant'anni in città, Jessica la sorellastra (il padre non è lo stesso) di buon cuore che punta a Lucas (“è attraente, guida una Porsche ed è un medico... non è sufficiente?”). Ce n'è abbastanza per imbastire un giallo elementare, condotto con la consueta professionalità che garantisce modesto intrattenimento e un finale vagamente thriller in ambientazione da GRANO ROSSO SANGUE. Almeno uno straccio di movente ce lo potevano anche concedere però, perché “la vita è la nostra malattia, Kate” suona come una pesante presa in giro... Girato con lo stampino, almeno si lascia guardare e non annoia. Volendosi accontenare...
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 18/03/10 DAL BENEMERITO BELFAGOR POI DAVINOTTATO IL GIORNO 13/01/22
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Belfagor 18/03/10 14:57 - 2647 commenti

I gusti di Belfagor

Tornata nella sua città natale per la morte della madre, Kate si trova coinvolta in una serie di morti poco chiare, che potrebbero essere opera di un serial killer medico. Thriller senza pretesa alcuna, che non riesce a gestire bene il mistero (svelando verso la metà chi sia l'assassino) e non ha un granché per compensare questa lacuna. Chi è appassionato di criminologia potrà apprezzare la trattazione di una tipologia di serial killer poco considerata. Gli altri si annoieranno.

Lou 22/08/16 20:42 - 1059 commenti

I gusti di Lou

Un thriller per la tv senza infamia e senza lode, che tratta il caso di un medico serial-killer. Non si tratta di scoprire l'assassino, quanto di vedere come e quando verrà scoperto. Manca però la minima analisi sull'origine della follia criminale del dottore, tenuta nascosta sotto una normale e rassicurante affidabilità. L'assistente del medico, interpretata dalla convincente Amy Jo Johnson, saprà passare dalla fiducia al sospetto. La nota attrice/modella Carol Alt ha una parte non significativa.

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