Mauro Repetto 883: Alla ricerca dell'Uomo Ragno - Spettacolo teatrale (2024)

Mauro Repetto 883: Alla ricerca dell'Uomo Ragno
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MMJ Davinotti jr
Anno: 2024
Genere: teatro (colore)
Note: Spettacolo del 19 maggio 2024 a Teatro LaBolla Di Bollate (MI). Mauro Repetto fu il secondo componente degli 883 fino al 1993, co-fondatore del gruppo con Max Pezzali.

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Commenti L'IMPRESSIONE DI MMJImpressione Davinotti

Lo chiamavano “il biondino” degli 883; era il numero due, quello che dopo appena un paio di dischi con Max Pezzali e dopo aver co-fondato il celebre gruppo… nel 1993, all'apice del successo, lo abbandonò d'improvviso per trasferirsi in America e inseguire il suo sogno, quello di scrivere e girare un film con la modella Brandi (che mai aveva conosciuto né ebbe modo di conoscere). Fallì ogni obiettivo.

Questa è la storia che sanno un po' tutti, che ha sempre raccontato Repetto stesso renedendosi conto ogni giorno di più di essersi trasformato in una figura quasi eroica, donchisciottesca, nell'incarnazione di chi, abbandonando...Leggi tutto fama e denaro, si lancia nel vuoto per cercare di realizzare davvero se stesso infischiandosene di cosa si lascia alle spalle. Certo, c'era anche la consapevolezza di apparire per molti inadeguato alle spalle di un cantante e compositore straordinario come Max Pezzali, ma non era solo quello il motivo dell’abbandono e l'entusiasmo con cui il nostro spiega ogni passaggio dallo split in poi funge da preziosa conferma.

Repetto, senza perdere un'oncia della sua verve giovanile nemmeno oggi che di anni ne ha 56, compie con grande umiltà un'autoanalisi lucida del complicato percorso intrapreso presentandosi a teatro per raccontare né più né meno che una parte della propria vita, la stessa parte che ha per anni ripetuto nelle interviste e in qualche sporadica partecipazione televisiva.

Sotto la regia di due autori d'eccezione come Stefano Salvati (dietro la mdp in tanti celebri videoclip, non solo degli 883) e Maurizio Colombi (produttore di musical teatrali di grande successo), Repetto porta in scena la sua storia corredandola con più di una buona idea. Innanzitutto quella principale, ovvero l'interpretazione live dei classici degli 883 cantati dalla voce "mai ascoltata" del gruppo. Da qui viene la più gradita delle sorprese: per quanto il talento vocale non sia lo stesso di Pezzali (la personalità e la particolarità uniche della voce di Max non si battono), Repetto dimostra di saper cantare bene, intonato, potente e di potersi riappropriare a pieno diritto di quelli che erano brani anche suoi con una grinta che gratifica la qualità di pezzi entrati nella storia della canzone italiana. Non solo l'Uomo Ragno ma anche "Rotta per casa di Dio", "Non me la menare", "Tieni il tempo", "Nella notte", "Sei un mito", "Nord Sud Ovest Est", "Come mai", "Con un deca" (in versione acustica seduto con la chitarra classica) e altre hit diventano un piacevolissimo modo di integrare la narrazione, supportata da tre schermi che proiettano immagini alle sue spalle.

Repetto racconta la propria storia in terza persona: lui e l'amico di sempre diventano Flash (lo chiamavano così per la reattività e l'entusiasmo) e Max, eroi in un'Italia che ritorna, in un Medioevo fumettistico, alla corte del Duca Claudio Cecchetto, contornato dalla sua cerchia di scudieri (Amadeus, Jovanotti, Linus, Sandy Marton, Tracy Spencer...). Max e Flash - che in un breve sketch realizzato con l'ausilio dell'Intelligenza Artificiale interagiscono giovani dai due schermi laterali con il Repetto di oggi che a loro si rivolge dal palco - diventano personaggi in costume disegnati sugli schermi alle spalle del narratore, chiamato a narrarne le gesta. I primi passi nel rap (fondamentali per la creazione di testi che infilano nelle strofe pop mille parole con effetti originalissimi), la voglia di sfondare, gli appuntamenti con la Warner, il brano scritto per Massimo Ranieri, le feste...

Intervallata dai brani che vengono inseriti come in un musical agganciandone i titoli ai temi che di volta in volta si affrontano, la storia prosegue arenandosi poi nella palude americana senza spiegare cosa sia accaduto dopo (e senza quindi mai citare "Zucchero Filato Nero", l'unico album solista di Repetto, del 1995). Ed è un peccato, perché è l’intera parabola - ascendente e discendente - di Repetto ad averlo trasformato in una sorta di sfuggente, affascinante Icaro moderno.

Apprezzabili gli interventi canori in inglese di Maklin Ferrer, cantante soul dalla splendida voce, curiosi quelli ripetuti di un Uomo Ragno in maschera che nel buio della scena funge da confessore del protagonista in uno scambio di filosofici pareri sulle diverse visioni della vita. Il Repetto attore risulta magari imperfetto, acerbo, ma è dotato di un'innata, contagiosa simpatia che si sposa al meglio con la sua genuina semplicità d'animo. Lo spettacolo non sarà travolgente ma è piacevole, ben realizzato, e le gustose interpetazioni "a cappella" nei bis confermano le inattese doti vocali di Repetto. Peccato ci delizi solo molto parzialmente con i suoi spassosi passi di danza scatenata che rendevano bizzarre e uniche le performance del gruppo, ma chi ha amato gli 883 difficilmente resterà deluso dalla possibilità di ritrovare on stage un personaggio mitizzato tanto “oscuro” e insieme solare.

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TITOLO INSERITO IL GIORNO 19/05/24 DAL DAVINOTTI
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Markus 19/05/24 10:17 - 3702 commenti

I gusti di Markus

Forse l'ultimo vero colpaccio di Claudio Cecchetto, gli 883 che tutti ben conosciamo. Lo spettacolo è architettato sulla figura - per certi versi di culto - dell'altro 883... come si chiama quello che balla sul palco mentre Max Pezzali canta? Ah sì, Mauro Repetto, proprio lui! Il biondino dai lunghi capelli che ha avuto il coraggio di inseguire - fallendo - i propri istinti artistici. Lo spettacolo - in gran parte musicale - traccia con intelligenza un excursus cronografico con umiltà e consapevolezza del ragazzo diventato adulto con i sogni infranti ma l'animo in pace con se stesso.

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