La mano della morta

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Anno: 1949
Genere: drammatico (bianco e nero)
Note: Dal romanzo "Satanella ovvero La mano della morta" di Carolina Invernizio, pubblicato nel 1889 e già portato sullo schermo nel 1916 dal regista Giovanni Enrico Vidali.
Numero commenti presenti: 2

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TITOLO INSERITO IL GIORNO 5/06/18 DAL BENEMERITO DANIELA
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Daniela 6/06/18 00:01 - 9633 commenti

I gusti di Daniela

Orfanella salvata da una villa in fiamme, una volta divenuta una celebre ballerina mette in atto una complicata vendetta contro l'uomo che ha assassinato sua madre... Romanzo d'appendice al cubo, un concentrato di invernizzità nei confronti del quale è facile ironizzare (basta pensare che la protagonista si chiama Satanella, tanto per sottolineare ii carattere diabolico dei suoi piani) ma si fa seguire senza annoiare per vedere fino a che punto arriverà. Nel cast, una protagonista imbambolata attorniata da validi caratteristi come Urzì, Ninchi e Volonghi.
MEMORABILE: La sequenza del duello alla pistola, con il proiettile ad effetto ritardato

Faggi 22/04/20 15:29 - 1508 commenti

I gusti di Faggi

Trasformazione in immagini del romanzo d'appendice: la penna è di Carolina Invernizio. Oggetto in retroguardia - è normale notare che all'epoca della fattura di questo film l'avanguardia italiana, il neorealismo, faceva scuola nel mondo. Ma ciò che importa oggi è la caratura espressiva d'intrattenimento, mediocre ma non indegna, capace di attivare la curiosità. Infine abbiamo la devota ricostruzione d'epoca, la precisione dei dialoghi e, ciliegine, due o tre segmenti che sembrano anticipazioni di qualche futuro horror melodrammatico italico.
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  • Discussione Daniela • 7/06/18 19:16
    Consigliere massimo - 5288 interventi
    Da raccontare:

    SPOILER

    Duello alla pistola per questioni d'onore, alle prime luci dell'alba come di pragmatica.
    Spalla contro spalla, dieci passi, poi l'offeso, al quale spetta tirare per primo, prende la mira e spara. L'avversario, immobile come una statua di sale, solleva impercettibilmente un sopracciglio, poi risponde sollevando il braccio in alto e sparando in aria, quindi, sempre sempre cambiare l'espressione immota del volto, si porta l'altra mano sul petto e si accascia esanime al suolo, gravemente ferito. Accorrono i padrini, l'avversario si dispera... grande momento.

    Non ricordo di aver riso tanto ad un duello dai tempi di quello di Woody Allen quando anche lui spara in aria e viene ferito dal proiettile quando ricade a terra. ;oP

    FINE SPOILER