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TITOLO INSERITO IL GIORNO 3/07/17 DAL BENEMERITO RYO
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Ryo 3/07/17 00:08 - 2156 commenti

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Una giovane parrucchiera, separata e madre di una bimba, combatte ogni giorno per il suo sogno: aprire un salone tutto suo e ottenere l'indipendenza e il diritto alla felicità. Film strutturato a meraviglia, con personaggi esemplari che in un turbine, talvolta scioccante, di disequilibrio mentale catturano trascinando in uno spaccato di realtà degradata in cui parrebbe semplice giudicare e invece lascia confusi, senza sapere cosa ben provare, se rabbia, pena, compassione o imbarazzo. Ottimo lavoro di Castellito.
MEMORABILE: Il grande Edoardo Pesce capace, in tutte le scene, di suscitare fastidio con un solo sguardo o gesto.

Nando 26/10/17 23:22 - 3441 commenti

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Un bel neorealismo italico per una pellicola indubbiamente periferica ma di godibile fattura. Buone le riprese e valido lo sviluppo narrativo, che si avvale di interpreti al meglio. La Trinca è ottima, bravo e odioso Pesce, intenso Borghi e nuovamente appropriato Accorsi; poi la Schygulla regala sorrisi. Un bel film che non ha avuto il giusto spazio.

Paulaster 31/10/17 11:40 - 2619 commenti

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Storia ai margini in cui una parrucchiera a domicilio cerca di aprire un negozio per dare una svolta alla sua vita. Nota positiva l’interpretazione della Trinca, credibile in un ruolo da coatta facilmente stereotipabile. Il resto del cast tende a esagerare troppo nelle caratterizzazioni anche se Accorsi nei panni dello psichiatra è in parte (quando va fuori di testa però è inguardabile). Castellitto pensa di essere Tarkovsky nei riferimenti all’acqua ed eccede in vezzi autoriali o in scene d’impeto sopra le righe. Brani d’accompagnamento banali.
MEMORABILE: Il tatuaggio con il viso della Schygulla; La faccia della Trinca davanti al giudice.

Galbo 8/11/17 07:35 - 11271 commenti

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L’alienazione della vita in una periferia degradata e multietnica viene ben rappresentata da Sergio Castelitto (e dalla scrittrice Mazzantini autrice della storia), che vi inserisce come “corpo estraneo” un personaggio di grande forza nel suo essere pervicacemente madre e nel tentare con caparbietà e determinazione un riscatto di vita. Bravissima Jasmine Trinca ma non sono da meno gli altri attori, da Borghi ad un bravissimo Edoardo Pesce mentre il personaggio interpretato dalla Schygulla appare un po’ forzatamente inserito. Un buon film.

Capannelle 12/11/17 16:29 - 3667 commenti

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Non aspettatevi grosse novità rispetto all'eterno tema della dura vita di borgata e della necessità di rimettere in carreggiata situazioni apparentemente compromesse. E all'eterno uso del romanesco. Il merito del film è sfruttare bene il poker degli attori protagonisti e permettere loro un discreto sviluppo anche attraverso qualche ambiguità. Castellitto poteva probailmente osare qualcosa in più, ma nel complesso dirige con personalità e buon senso della misura.

Gippal 15/11/17 09:11 - 75 commenti

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Fortunata è così: una madre assente, però una di quelle madri che amano la figlia più di ogni altra cosa. Burina e gretta, però talvolta capace di andare oltre la banalità. Jasmine Trinca è Fortunata, che di questo film è poi tutto. E' lei che attira lo sguardo, che lo fa suo, portandoci in un neo-realismo romano che descrive fin troppo bene certe situazioni attuali.

Beffardo57 4/02/18 18:28 - 262 commenti

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Drammatico, ma non eccessivamente (Castellitto provvede a stemperare i toni e a iniettare nella vicenda dosi modiche di commedia). Ambientato in una Roma periferica e multietnica, racconta senza sbavature una storia di marginalità sociale e di disagio individuale. E' un decoroso prodotto medio, decisamente superiore ai soliti standard di tipo televisivo e lo si segue sino alla fine con interesse. Abbastanza plausibilmente, non lo si vedrà una seconda volta, ma comunque c'è di che essere soddisfatti: fossero tutti così, i film italiani...

Decimamusa 27/04/18 11:22 - 77 commenti

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Vicissitudini di una borgatara, alle prese con problemi relazionali e illusorie velleità di riscatto. Sovraccarico, debordante, greve. Alla base di un cinema di questo tipo c’è il presupposto che lo spettatore sia poco attrezzato e che le situazioni e i sentimenti vadano gridati ed enfatizzati, al modo di una sceneggiata senza musica. Così, però, la tensione drammatica, anziché aumentare, diminuisce. Gli attori ce la mettono tutta ma dare spessore e credibilità ai personaggi è arduo quando la sceneggiatura è segnata dalla sovraesposizione.

Gabrius79 30/03/20 19:11 - 1172 commenti

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Sergio Castellitto confeziona una bella pellicola con un cast decisamente in forma capitanato da una Jasmine Trinca intensa e brava come non mai. Ritmo non certo sostenuto ma che per fortuna non rovina la storia, ambientata in una Roma periferica con i suoi pro e i suoi contro. Ottima la fotografia. Peccato per il cameo della Schygulla che viene un po' buttato via.
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