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END OF JUSTICE - NESSUNO è INNOCENTE

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End of justice - Nessuno è innocente
Titolo originale:Roman J. Israel, Esq.
Dati:Anno: 2017Genere: drammatico (colore)
Regia:Dan Gilroy
Cast:Denzel Washington, Colin Farrell, Carmen Ejogo, Lynda Gravatt, Amanda Warren, Hugo Armstrong, Sam Gilroy, Tony Plana, DeRon Horton, Amari Cheatom
Visite:172
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M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: N° COMMENTI PRESENTI: 3
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 5/6/18 DAL BENEMERITO RAMBO90 POI DAVINOTTATO IL GIORNO 16/6/18
Nomination all'Oscar per Denzel Washington, non a caso: il film è lui (e in Italia anche Pannofino, che lo doppia con bravura). Il suo Roman J. Israel, goffo e maldestro avvocato abituato a difendere i più deboli anche a costo di proseguire una carriera nell'ombra, è felicissima creatura di un attore che, quando non costretto in parti stereotipate come spesso gli capita, sa offrire caratterizzazioni memorabili. Come in questo caso, per l'appunto: un avvocato tecnicamente preparato, grande conoscitore del codice penale, che non sa curarsi di se stesso e finisce con l'essere visto come un corpo estraneo dai colleghi più usi a frequentare le aule di tribunale. Come George Pierce per esempio (Farrell, impeccabile nel ruolo), chiamato per chiudere lo studio di cui Israel fa parte quando il titolare dello stesso finisce steso in un letto d'ospedale in stato vegetativo. Preso atto che lo studio è in perdita da tempo, Pierce non si fa scrupoli (anche perché Israel, quando viene mandato in prima fila ai processi, combina autentici disastri) e si prepara a liquidare. Intuisce però le capacità di quello strano tipo dal capello ispido e l'aria trasandata e prova a collocarlo nel proprio, di studio, cercando di forzarne il carattere per sfruttarne l'indubbia competenza. Ma Israel non è facile da gestire: lui ci prova, ma non ha lo spirito giusto e tende sempre a seguire l'istinto, fino a quando - ossessionato da problemi finanziari che non riesce a risolvere - decide di far sua una ricompensa promessa per la cattura di un criminale ottenuta grazie alle confidenze di un cliente, violando così il segreto istruttorio. Bisogna essere un po' addentro all'ambito legale per cogliere tutte le sfumature della storia, e dotarsi di grande attenzione per non perdersi tra i rivoli di casi che si aprono e si chiudono, tra personaggi che arrivano e ritornano e un'apertura poco chiara che introduce al lungo flashback destinato a chiudersi verso metà film. Il regista e sceneggiatore Dan Gilroy prova a organizzare in qualche modo una vicenda piuttosto fumosa e caotica che non trova mai una vera ragion d'essere: sono momenti nel quotidiano di un avvocato sui generis, bizzarro, che Washington è abilissimo a mantenere in bilico tra l'acuto e l'ingenuo. Prese singolarmente molte scene si rivelano di indubbia efficacia, ma è ciò che le lega a lasciare perplessi. Col passare dei minuti il film si fa sempre più faticoso da seguire facendosi via via più insopportabile. Perché Gilroy - che nasce come sceneggiatore - a livello registico deve decisamente crescere, imparare a coinvolgere di più, a costruire attorno al suo protagonista non solo simpatici quadretti ma una trama vera che non si limiti ad accozzare qualche buono scambio mettendo Israel a confronto con un mondo che gli appare a tratti incomprensibile. La sottile ironia che non abbadona mai il protagonista è ciò che permette di sorvolare sui tanti difetti, a dargli quella carica che Washington tramuta magicamente in straordinaria forza espressiva. La costruzione singola delle scene, con le belle musiche di James Newton Howard a sottolinearne la raffinatezza, conferma la bontà delle intenzioni, ma nel complesso il rischio d'annoiarsi è altissimo. Soprattutto considerata la durata di oltre due ore, che si sarebbe potuta contenere senza perder nulla e anzi, guadagnando in incisività.
il DAVINOTTI

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Markus 16/6/18 17:48 - 2530 commenti

Storia di un avvocato nero di Los Angeles - dall'espettoro assai retrò - che si ritrova suo malgrado al centro dell'attenzione in uno studio gestito dal suo esatto opposto, sia nel look che nel modo di porsi verso il prossimo. La vicenda è assai intricata, lunga e senza mai un ragion d'essere; d'accordo la figura cucita addosso a Denzel Washington, ma il resto non torna mai e soprattutto non riesce nell'intento di essere quantomeno interessante. Poca empatia e troppe lungaggini inficiano negativamente sullo sconfortante risultato finale.
I gusti di Markus (Commedia - Erotico - Giallo)

Rambo90 5/6/18 22:22 - 5183 commenti

Nonostante il titolo italiano non si tratta di thriller, bensì di un'interessante apologo sulle storture del sistema d'avvocatura statunitense costruito attorno alla figura straniante del protagonista, così fermo nella sua posizione da finire per rovinarsi con il suo stesso senso morale. Washington al suo meglio, fantastico interprete che tiene in piedi anche le lungaggini di una sceneggiatura a volte ridondante. Bene anche Farrell e la Ejogo per un film dalle tante sfaccettature, arrivato da noi con ingiusto ritardo.
I gusti di Rambo90 (Azione - Musicale - Western)

Ryo 20/6/18 13:53 - 1659 commenti

Il film è tutto centrato sulle vicende professionali del protagonista, anima e cuore a lavoro, pochissime concessioni alla vita privata. Seppure costruito con maestria, non è un film che cattura per brio e se non interessa l'argomento "mondo degli avvocati" risulta di scarso interesse. Non si può non notare però la performance attoriale straordinaria di Danzel Washington, in formissima, completamente trasformato al punto che è difficile riconoscerlo, mai una sbavatura (arricchito nel doppiaggio italiano dal grande Francesco Pannofino).
I gusti di Ryo (Comico - Fantastico - Horror)