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CONTAGIO 1992

M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: N° COMMENTI PRESENTI: 4
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 4/12/15 DAL BENEMERITO METAKOSMOS POI DAVINOTTATO IL GIORNO 26/10/16
Follia pura, in parte voluta (come si può altrimenti immaginare che l'origine del contagio in questione sia un bigfoot che entra nella casa del malcapitato sfondando il muro e assalendolo per poi sciogliersi?), in parte dovuta a una sceneggiatura delirante i cui effetti spiazzanti sono accentuati da un doppiaggio italiano che, faticando a capire il senso di molte cose (come fargliene una colpa?), confonde ulteriormente le acque rendendo incomprensibili alcuni passaggi. Si pensi al momento in cui il "dottore", in chiesa, spiega cosa ha scoperto, o quando illustra come il contagio possa colpire magari il pavimento ma non il podio che vi sta sopra... Il set è un paesino della campagna americana, dove un giovane reietto già incolpato di aver bruciato i genitori in casa (e già qui...) viene come detto assalito da un bigfoot (da quel poco che si capisce, la scena è girata malissimo) che in regalo gli lascia la bizzarra facoltà di corrodere tutto ciò con cui viene in contatto. Non solo: gli oggetti "contagiati" corrodono a loro volta, se toccati; tanto che il primo esperimento compiuto dai villici per capire se è proprio così come credono, è appoggiare un povero pulcino su un libro "infetto": fuso all'istante! Un fenomeno terrificante, al quale si deve aggiungere che il paese è momentaneamente isolato causa tempesta; gli abitanti insomma sono costretti a cavarsela da soli, e non sembran proprio delle cime... Così, mentre una coppia s'infratta finendo con lui che violenta lei prima di corrodersi insieme appassionatamente, qualcuno inizia a girare per le strade segnalando in rosso cosa si ritiene possa essere contaminato e cosa no (in base a quale criterio? Boh). Nel frattempo l'epidemia si diffonde (con frasi in sottofondo del tipo: "Aiutoooo, mi sto sciogliendo!" "Tranquilla, va tutto bene!") e il paziente zero confessa a più d'uno di essere la causa di tutto trovando solo comprensione e affetto (mirabili slanci umanitari... ma nessuno pensa alle conseguenze e che forse sarebbe consigliabile una visitina in ospedale?). I villici, su consiglio del solito "dottore", per proteggersi si vestono di giacchette di plastica malritagliate, sacchi dell'immondizia, involucri di iuta come passamontagna e chi più ne ha più ne metta. C'è anche chi suggerisce (subito ascoltato) di utilizzare i gatti come tester per scoprire gli oggetti "corrosivi" (con buona pace degli animalisti). Il paese intanto si divide in bande con gente che s'ammazza a caso: i baristi cattivi da una parte e i buoni religiosi con cento figli e le gattiere piene dall'altra. Inseguimenti nel bosco che finiscono con testate contro rami contaminati, bambini in fasce fusi all'istante, poveri reduci di guerra che toccano un libro e la mano gli s'incolla dentro... Se qualcuno avesse provato a dare una qualsivoglia forma a una simile sequela di follie, cominciata peraltro in un clima da PEGGY SUE SI E' SPOSATA che non c'entra nulla, sarebbe anche potuto uscirne un mezzo gioiellino. Così invece resta solo un eccentrico horror di rara povertà, utile giusto a farsi qualche sana risata in compagnia. Certo però che tutta sta gente insacchettata che corre nelle strade e nei boschi senza ragione non la si dimentica facilmente. Quasi una Santa Inquisizione vestita di stracci!
il DAVINOTTI

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Puppigallo 26/10/16 17:04 - 4430 commenti

Un'idea sfiziosa (il meccanismo di fusione) e un'atmosfera a tratti inquietante, quasi alla Doctor Who, non sono sufficienti a raddrizzare questa pellicola, che finisce per incanalarsi in un percorso senza particolari sussulti o trovate, che ne giustifichino la non riduzione a telefilm. A un certo punto, il tutto si riduce a una sorta di lotta post apocalittica tra fazioni, che non risparmiano niente e nessuno (bambini, gatti e pulcini compresi). Resta comunque un qualcosa di singolare; e gli abitanti, costretti ad avvolgersi in teli di plastica o sacchi dell'immondizia, meritano un'occhiata.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: La ragnofusione; La "soluzione antistupro"; "Portate dentro gatti e bambini"; Sistemati da una bambina e un ramo; Gatti al muro; "Gatti o morte!".
I gusti di Puppigallo (Comico - Fantascienza - Horror)

Herrkinski 29/3/17 21:35 - 4749 commenti

Un fantahorror veramente curioso, a partire dall'idea di base e lo sviluppo della stessa; a dire il vero la prima parte è la migliore, con una bella ricostruzione degli anni '50 e un'atmosfera d'altri tempi che conquista; dallo scatenarsi del "contagio" in poi la si butta un po' in caciara ed è tutto un fuggi fuggi generale, costumi bizzarri e qualche scena di lotta di massa, diventando un po' ripetitivo per poi riscattarsi nell'atto finale. In definitiva un lavoro peculiare e con buone idee, che avrebbero potuto essere sviluppate meglio.
I gusti di Herrkinski (Azione - Drammatico - Horror)

Minitina80 25/2/20 20:24 - 2216 commenti

Tralasciando il contagio del portatore che avviene in maniera fin troppo semplicistica, ciò che prende piede è un buon horror, soprattutto a livello concettuale. La malattia che arriva da un posto ignoto, seminando terrore e mettendo l’uno contro l’altro, è un’idea già sviluppata in precedenza e con risultati migliori. Non tutto, però, è da buttare, sebbene in questo contesto venga espresso in forma non eccelsa, presenti qualche momento di stanca e una scarsa attendibilità. Una discreta alternativa a un classico dell’horror.
I gusti di Minitina80 (Comico - Fantastico - Thriller)

Metakosmos 4/12/15 22:43 - 177 commenti

Un ragazzo assalito da una misteriosa creatura diventerà portatore sano di un terribile virus: tutto ciò che tocca diviene corrosivo al semplice tocco di un altro essere vivente; segue isteria generale tra gli abitanti della sua cittadina. Probabile leggerci nel tutto un'efficace metafora dell'AIDS e delle pandemie che comporta nelle persone che, succubi della paura e del fanatismo, divengono pericolose quanto il morbo stesso. L'assurda ma ben costruita trama, unita a una atmosfera sognante, lo rendono uno dei film più strani mai realizzati.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: Le bizzarre tute improvvisate dalla popolazione per evitare il contatto con gli oggeti; L'ambientazione onirica tra Happy Days e Twin Peaks.
I gusti di Metakosmos (Giallo - Horror - Western)