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Discussioni su Un piccione seduto su un ramo riflette sull'esistenza - Film (2014) | Pagina 1

DISCUSSIONE GENERALE

31 post
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  • Didda23 • 3/03/15 10:15
    Compilatore d’emergenza - 5806 interventi
    Questo mi incuriosisce molto.. Potrebbe piacermi caro Cotola?
    Ultima modifica: 3/03/15 10:16 da Didda23
  • Rebis • 3/03/15 15:52
    Compilatore d’emergenza - 4463 interventi
    Fossi in te ne starei alla larga Didda. Io l'ho trovato orrendo: non che il film sia brutto in assoluto (ha vinto pure il Leone d'oro...) ma come dice Cotola, non è cosa per tutti.
  • Cotola • 3/03/15 16:00
    Consigliere avanzato - 3926 interventi
    Arduo dirlo, poiché è un film particolare ed imprevedibile. Di quelli che difficilmente si può
    dire se piaceranno o meno agli altri. Specie se poi sono persone come te, non sempre facilmente inquadrabili (è un complimento) grazie alla loro cultura sfaccettata e poliedrica.

    Non ha un andamento narrativo e ciò per alcuni è già un limite. Sono quadri, "scenette" (riduttivamente parlando) o tableaux vivant (come li ha definiti qualcuno in modo aulico). Secondo me alcuni sono più riusciti, altri meno. Non mancano i sorrisi, caustici, certo. Alcuni sono più immediati e "leggibili", altri richiedono più attenzione e qualche riferimento culturale di fondo. Poi è chiaro che se si riesce ad entrare nello spirito del film, può piacere. In caso
    contrario la vedo dura.

    Sicuramente è un film molto colto, pieno di riferimenti culturali raffinati. Però non so quanto so sia un limite o un punto di forza: non vorrei che sia tutto troppo costruito (un po' mi è sembrato che lo fosse) e affoghi un po' di spontaneità. Io lo vorrei rivedere una seconda volta, con più attenzione.

    In ogni caso sono tutti piani sequenza: non c'è, o almeno così mi è sembrato, un solo movimento di macchina che sia uno.

    In ogni caso credo che possa valere la visione. Poi se non ti piacerà leggerò con curiosità il tuo commento e magari qui qualche delucidazione in più.
  • Didda23 • 3/03/15 16:40
    Compilatore d’emergenza - 5806 interventi
    Grazie Cotola dell'analisi più approfondita che mi permette di avere qualche elemento in più. Un mio amico me ne ha parlato benissimo, però non è che mi fida tanto del suo giudizio visto che ogni film autoriale (per lui) è un capolavoro a prescindere.

    Il film mi incuriosisce davvero molto, anche per la stroncatura eccelente del grande Rebis..
    A quando il commento?
  • Zender • 3/03/15 17:35
    Capo scrivano - 49304 interventi
    Mi incuriosisce sempre più, ad ogni modo :)
  • Pigro • 8/03/15 20:37
    Consigliere - 1716 interventi
    Quelli precedenti di Andersson sono notevoli, questo ancora non l'ho visto. Lui ha sempre questo stile molto gelido e a quadri visivamente raffinati: delle miniature che riflettono, anche con ironia, i nostri tempi. DIdda e Zender, se volete un assaggio, vi consiglio prima la visione di un cortometraggio di Andersson che per me è un capolavoro, e che fa capire abbastanza bene lo stile di fondo del regista, "World of glory", sulla mostruosità dell'uomo medio: http://www.youtube.com/watch?v=2bM4fMHptuc
    (bisogna attivare i sottotitoli inglesi in basso a destra, dove sta la rotellina delle impostazioni).
    Ecco, dopo la visione di questo corto, potete decidere se andare a vedere anche questo film...
  • Didda23 • 8/03/15 21:31
    Compilatore d’emergenza - 5806 interventi
    Grazie mille. Preziosissimo come sempre. Domani me lo vedo (il corto)
  • Rebis • 9/03/15 17:01
    Compilatore d’emergenza - 4463 interventi
    Recensitolo. Ci sono andato giù pari. Di Andersson non contesto la forma (impeccabile) e la scomposizione narrativa, ma la sua visione del mondo, che è depressiva, ironica per saturazione e senso di incombenza, orgogliosa della sua amarezza, ma in fondo assolutamente parziale e solo avvilente.

    Il corto segnalato da Pigro mi sembra una perfetta sintesi del suo cinema :)
    Ultima modifica: 9/03/15 17:04 da Rebis
  • Zender • 9/03/15 17:45
    Capo scrivano - 49304 interventi
    Grazie Pigro della segnalazione. Io comunque so già che me lo vedrò a prescindere il film, mi incuriosisce molto e preferisco vederlo senza sapere bene cosa mi aspetta.
  • Didda23 • 10/03/15 11:20
    Compilatore d’emergenza - 5806 interventi
    Ho vito il corto in questione. Davvero interessante. Grazie Pigro del consiglio.
  • Daniela • 10/03/15 17:26
    Gran Burattinaio - 5956 interventi
    Anche io me lo vedrò "a prescindere".
    Non tanto per il Leone d'oro, quanto per il titolo ;o)
    Intanto stasera mi guardo il corto come antipastino...
  • Didda23 • 10/09/15 00:05
    Compilatore d’emergenza - 5806 interventi
    Tremendo oltre ogni limite. Il pallino secco è fargli un complimento.

    Venezia sta diventando una barzelletta: Somewhere, Sacro Gra e questo. Uno peggio dell'altro ( tutti e tre di diritto nella mia bottom 20 di sempre).

    Concordo il pensiero di Rebis. L'idea di cinema di fondo è lontana anni luce dalla mia.

    Vedere un film deve trasmettere gioia, emozione, eccitazione, esaltazione. Un piccione è una sofferenza fisica incredibile e portarlo a termine senza sbadigli è da Guinness dei primati.

    La classica fuffa che manda in estasi la critica e che frantuma gli zebedei dello spettatore medio

    Questo è il cinema autoriale che detesto, che allontana il pubblico piuttosto che avvicinarlo.
  • Graf • 10/09/15 01:15
    Fotocopista - 902 interventi
    Ben detto, Didda23!
    Certi critici, certi registi, certi attori, certi giornalisti, hanno una visione penitenziale del cinema; si sentono investiti della missione sociale e dal dovere morale di imporre specifici film (di solito "antonioniani" in sedicesimo...) ai malcapitati spettatori come pena per redimerli dalle loro malefatte. Malefatte che solo i grandi registi, i brillanti critici, i bravi attori, i giornalisti di successo di cui sopra, conoscono…
    Il cinematografo come sala di tortura, il film come strumento di sevizie…
    Sono decenni che sono fuggito da una simile logica e mi considero come Ulisse che si tappa le orecchie davanti al richiamo armonioso e seducente di certe sirene.
    Non ho nessun obbligo di riverire la critica snobistica o di ossequiare le tendenze cinematografiche del momento prescritte dei media come una ricetta medica; davanti ai tanti prof. Guidobaldo Maria Riccardelli che ammorbano l’ambiente dello spettacolo non mi pongo come il Fantozzi di turno il quale, ribellandosi, denuncia la sua condizione servile ma in uno stato di distacco e di noncuranza. Credo che molti benemeriti Davinottiani saranno, più o meno, dello stesso parere.
    Non abbiamo contratto obblighi estetici con chicchessia; il film deve essere un momento di piacevole fruizione non un coercitivo gioco di società.
    Se mi va di rivedermi un film di Totò per la ventesima volta non devo rendere conto a nessuno dei miei amici, parenti, familiari…
    Ultima modifica: 10/09/15 01:48 da Graf
  • Zender • 10/09/15 08:47
    Capo scrivano - 49304 interventi
    D'accordo Didda, però occhio appunto a confondere il proprio gusto con qualcosa di universale. Non si può escludere che il film in questione possa trasmettere anche gioia, o stimolare la riflessione ecc. e che quindi non sia esattamente fuffa.

    Son però d'accordissimo che "questo sia il cinema autoriale che allontana il pubblico piuttosto che avvicinarlo". Non c'è dubbio che per lo "spettatore medio" rappresenti un tour de force non da poco.
  • Rebis • 10/09/15 13:12
    Compilatore d’emergenza - 4463 interventi
    Mi fa piacere Didda di condividere con te questo dispiacere :)

    Francamente sono un po' satollo di queste visioni ideologiche (e demagogiche) del mondo, dogmatiche e senza ambiguità, assolutamente parziali per quanto spacciate per assolute e quindi in definitiva pretestuose. Insopportabile l'ironia che dovrebbe compiacere e "comprare" il beneplacito dello spettatore. Ho passato davvero dei brutti momenti in sala, indeciso se andarmene o restare... in qualche modo ha segnato comunque un punto di non ritorno, ed è quello che conta :D
  • Didda23 • 10/09/15 14:12
    Compilatore d’emergenza - 5806 interventi
    Rebis ebbe a dire:


    Francamente sono un po' satollo di queste visioni ideologiche (e demagogiche) del mondo, dogmatiche e senza ambiguità, assolutamente parziali per quanto spacciate per assolute e quindi in definitiva pretestuose.


    Parole santissime. Pure io non ce la faccio più.

    Troppe volte questi autori si dimenticano del pubblico (pagante).

    Il cinema autoriale lo adoro, ma ultimamente mi sta dando pochissime soddisfazioni.
  • Graf • 10/09/15 14:40
    Fotocopista - 902 interventi
    Immaginiamo un operaio che lavora in un’acciaieria oppure un bracciante che raccoglie pomodori tutto il giorno spaccandosi la schiena oppure un professionista che sta a studio 12 ore su 24….
    Dopo tanti mesi di banale e usuale televisione decidono –dopo il lavoro- di andare al cinema per divagarsi un pò e incappano (può succedere…) in uno di questi film strazianti...
    Quale sarà la loro reazione alla fine dello “spettacolo” ?
    Quale decisione prenderanno per il futuro?
    Ultima modifica: 10/09/15 20:45 da Graf
  • Rebis • 10/09/15 15:32
    Compilatore d’emergenza - 4463 interventi
    Beh, inevitabilmente scatterà un po' di fantozziade... ma credo che questo film possa risultare molesto anche con meno condizioni a suo sfavore :)
  • Buiomega71 • 10/09/15 20:27
    Consigliere - 27492 interventi
    Oddio, già il titolo e tutto un programma a dire il vero...
  • Zender • 11/09/15 08:54
    Capo scrivano - 49304 interventi
    Sì dubito anch'io che un bracciante che ha zappato pomodori tutto il giorno possa farsi attrarre da un simile titolo, Graf :). in fondo oggi nessuno o quasi va a vedere un film senza essersi prima informato a grandi linee sullo stesso...