Buiomega71 • 1/08/25 10:16
Consigliere - 27491 interventi Rassegna estiva:
Indipendentia-Il lato oscuro del cinema italiano Zuccon, con il suo stile personale e immergendosi nelle ambientazioni anguste, claustrofobiche e soffocanti a lui congeniali, rivede il nunsploitation già battuto da
Mattei, con tocchi sadici e crudeli pre
martirio (alla poco probabile novizia della Tiffany Shepis le vengono perforati i timpani, accecati gli occhi con un collirio all'acido, ustionate orribilmente le mani e tagliata la lingua con delle forbici, diventando una grottesca martire in odor di santità blasfema alla
Tommy), in un sottotesto lovecraftiano (tanto caro a Zuccon) che sfocia in torbidi territori avatiani (non per nulla gli abiti monastici delle monache rimandato alle vesti delle sorelle del
Buono Legnani) con personaggi sgradevoli e laidi (il dottore ubriacone alla mercè della crudele madre superiora, che, tra una sevizia e una tortura a tempo per fornicare con le sorelle del convento, l'invasato e incestuoso, in tanfo di pedofilia, nonno di Ninfa che arriva , nel gorgo del delirio mistico/religioso, ad amputarsi una gamba) , fino alla cieca follia religiosa, all'incesto più turpe per arrivare al setta movie nel delirante finale cerimoniale dai sapori blasfemi russelliani, con il suggestivo ritratto di Ninfa, in via di profana beatificazione, che troneggia sull'altare.
Pregevoli nudi integrali femminili (anche se è un pò difficile credere alla redenzione religiosa di un pezzo di manza come la Shepis), una grande scena lesbo totalmente gratuita tra la Shepis e la De Cristofaro che manco Jess Franco dei tempi d'oro, un'ambientazione lugubre e oscura (che dal convento passa alla fattoria di Geremia, tra soffitte dell'orrore, la "fame", e cadaveri rinchiusi in tuguri infestati da uno sciame di mosche-c'è pure un palese omaggio a
Phenomena-) e una torva morbosità che ammanta l'incubo zucconiano di visioni mortifere e anticlericali.
Musiche (non originali) troppo invasive di Richard Band a parte, Zuccon affina la tecnica, fa del basso budget virtù, regala qualche squarcio visionario notevole e la sua opera sembra uscita dalla fucina di Charles Band targata Empire (o Full Moon).
Ottima la madre superiora dei Alessandra Guerzoni, che sprigiona femminea/lucida follia, imparentandola alla Franca Stoppi di matteiana memoria conventuale.
Qualche ingenuità non inficia il lavoro di un'autore dalla forte impronta autoriale e dalla marcata visceralità.
A conti fatti tra i migliori "convento movie" del periodo (quando uscita roba come lo spagnolo
The nun o
The convent), che da noi rimase, all'epoca, colpevolmente inedito.
Otis, Diamond
Buiomega71
Hackett
Rufus68, Teddy