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TITOLO INSERITO IL GIORNO 6/05/22 DAL BENEMERITO COTOLA
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Cotola 6/05/22 22:27 - 8446 commenti

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Degna chiusura di una trilogia in cui Brizé ci parla ancora una volta del mondo del lavoro e delle sue dinamiche. Lo fa a modo suo, con meritoria sobrietà e con un narrato ad alto tasso di problematicità. Ciò che si vede sullo schermo è altamente credibile, tranne in un caso, così come lo sono i personaggi con le loro psicologie. Si può sollevare qualche riserva sull'opportunità dei segmenti col figlio del protagonista, ma essi non sono certo gratuiti o peregrini. Il finale in fondo è prevedibile, ma è in linea con quanto visto sino ad allora. Lindon vola sempre alto.

Kinodrop 13/07/22 19:39 - 2362 commenti

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Della trilogia di Brizé, legata al lavoro (o meglio alla perdita del lavoro), questa storia che riguarda le alte sfere di una multinazionale è senz'altro la più coerente e sobria. Anche qui domina l'insanabile contrasto tra moralità e diritti da una parte e leggi del mercato dall'altra, che alla fine stritola non solo i lavoratori ma travolge i quadri ad alto livello. Il velo di tristezza che il regista ha voluto conferire alle vicende copre il vero dramma sociale e svolta verso lo psicologismo, fatto proprio in maniera esemplare da un Lindon misurato e potente a un tempo.
MEMORABILE: I contrasti con la dirigente della multinazionale e coi dipendenti; Il ricatto finale e la scelta etica.

Daniela 8/08/22 11:51 - 11777 commenti

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Dirigente di una filiale francese che produce elettrodomestici per una multinazionale USA deve stilare un piano che prevede un forte taglio al personale... Per il terzo film in cui è diretto da Brizé, Lindon passa dall'altra parte della barricata offrendo un'altra straordinaria prova da scorticato vivo costretto ad agire all'interno di un sistema unicamente mirato ad aumentare i guadagni nel breve periodo. Il protagonista prova a salvare capra (il proprio posto) e cavoli (la coscienza) ma, come mostra l'epilogo, un altro mondo è possibile solo a livello personale e a caro prezzo.
MEMORABILE: Prima le lodi, poi i calci; L'ipocrisia della dirigente che offre al protagonista una via d'uscita; La sua lettera in risposta.

Capannelle 4/09/22 01:01 - 4105 commenti

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Il più delle volte il film di denuncia sociale mette a fuoco le lotte dei normali dipendenti ma ci si scorda che pure chi sta sopra di loro deve giocoforza rispondere a livelli più alti mettendo in gioco se stesso. Questo il senso di questa terza puntata diretta da Brizé in cui tra i punti fermi rimane la bravura e umanità di Lindon, autentico pilastro della narrazione. Inevitabile qualche stereotipo nel tratteggio dei responsabili cattivi (per loro nessun alibi), ma comunque valido nel descrivere le insidie nei rapporti ai vari livelli della struttura societaria.

Paulaster 23/09/22 11:00 - 3767 commenti

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Direttore di stabilimento fronteggia un piano di licenziamento. Il film pone l'attenzione sui rapporti tesi tra la dirigenza e la proprietà lasciando i lavoratori in una sorta di penombra. L'analisi è abbastanza chiara e scandaglia i piccoli particolari che fanno cambiare la prospettiva su chi ha la responsabilità. Sul versante familiare la crisi con la moglie non è una grossa novità, mentre la situazione del figlio serve per la quota emotiva, anche se di scarso interesse. Lindon evita scene madri e inscena bene l'implosione del suo ruolo.
MEMORABILE: I messaggi con Zuckerberg del figlio; L'americano che cambia atteggiamento; La registrazione in ufficio.

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