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TITOLO INSERITO IL GIORNO 3/04/19 DAL BENEMERITO ALF62
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Alf62 3/04/19 11:00 - 64 commenti

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Un film militante, arrabbiato, con un crescendo drammatico e una fine senza sconti. Tratta l'argomento lavoro, l'importanza che ha nel concetto di cittadinanza, di appartenenza, la disperazione dei soggetti che lo perdono per un turbo capitalismo predatorio e transnazionale che non concepisce carne e sangue ma solo tabelle e numeri. Brizè non da soluzioni né assoluzioni, invita a ripensare il ruolo del lavoro partendo dalle carte costituzionali e il concetto di democrazia. Finale da pugno nello stomaco anche per come è girato. Loach gradirà.

Daniela 16/04/19 22:20 - 10916 commenti

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Ne La legge del mercato era un uomo maturo che, dopo il licenziamento, cercava a fatica di "riciclarsi" tra umiliazioni e perdita d'identità, qui il rappresentante dei lavoratori di uno stabilimento che sta per delocalizzare altrove la produzione: ancora una voltà il regista si avvale di uno straordinario Lindon per veicolare una storia di ingiustizia di classe tanto ordinaria da sembrare tratta dalla cronaca quotidiana. Capitalismo predone vs. operai che non andranno mai in Paradiso, con lo Stato arbitro bendato ma di parte: film duro, necessario, didattico nel senso migliore del termine.

Cotola 25/04/19 23:39 - 8109 commenti

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Cinema schierato e militante (ma sobrio ed onesto) come, purtroppo, accade sempre meno spesso. Ma soprattutto cinema con la maiuscola: l'impegno civile e lo spirito didattico non annacquano la capacità di coinvolgere lo spettatore grazie ad un ritmo sempre altissimo e ad un uso del sonoro e della mdp magistrale. Pochissime e brevi le pause di "alleggerimento". Per il resto la tensione è continua ed a tratti insostenibile ché trattasi di vita vera. Cinema che scuote, importante, necessario. Finale durissimo e da brividi. Monumentale la prova di Lindon.

Capannelle 23/04/19 19:54 - 3954 commenti

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Avvincente per come trova l'equilibrio tra la narrazione cronachistica e il coinvolgimento nelle vicende trattate, vicende che era facile far degenerare nel compassionevole o nell'ideologico. Brizé procede con sicurezza e sfrutta al meglio il cast, guidato da un efficace Lindon. Scivola però nel finale su due grosse bucce di banana: prima il rovesciamento della macchina del dirigente (impensabile non ci fosse un servizio d'ordine) e poi il drammatico epilogo (episodio poco credibile e ai confini del ricatto emotivo).

Galbo 18/05/19 12:28 - 11727 commenti

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Come in una sua opera precedente, Stéphane Brizé si occupa del lavoro, trasferendo lo sguardo da un singolo ad un collettivo di operai che lottano con il coltello tra i denti per salvare il posto in fabbrica. Incisivo e con il pregio della coerenza, il film ha il sapore forse fuori moda del cinema d'impegno, approfondito e partecipato, che fa riflettere e appassiona quasi come un thriller benché sia profondamente realistico. Impeccabile come sempre Vincent Lindon. Da vedere.

Giùan 11/07/19 07:23 - 3501 commenti

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Un film d'un altro pianeta, proveniente da una dimensione non sconosciuta ma certo perduta: un film di lotta e di governo (anche cinematografico) della lotta. Con una scansione drammaturgica fuori dall'ordinario Brizé sposta di peso il terreno filmico sull'obnubilato piano socio-politico e lo fa con un trasporto umanistico che travolge per coerenza stilistica, emotività, volontà (che è soprattutto difficoltà) di comunicare, impegno a non ceder le armi dando concretezza dinamica al gesto più estremo e definitivo. Lindon, come il film, di spossante generosità.
MEMORABILE: Melanie racconta a Laurent le difficoltà che lo sciopero sta portando nei rapporti familiari; Le spaccature tra lavoratori; I "tavoli"; Il suicidio.

Kinodrop 26/01/20 18:24 - 2043 commenti

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Brizé torna a occuparsi del dramma individuale e sociale della perdita del lavoro in questa fase di mercato senza argini, in mano a multinazionali senza scrupoli. Un cinema d'impegno dal sapore forse troppo documentaristico e tecnicistico in cui si perde (a furia di contrapposizioni verbali e proclami) lo spessore umano e svanisce l'angoscia vera di coloro che si trovano senza diritti e senza dignità. Una specie di assemblea sindacale continuata tra conflitti (anche interni) e un sistema politico che sta a guardare senza potere/volere far nulla.
MEMORABILE: La grande prova di Lindon; L'inconciliabilità tra le opposte ideologie; La soluzione troppo estrema del finale.

Gordon 1/05/21 12:36 - 224 commenti

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Stéphane Brizé prosegue nel suo filone di denuncia sociale confezionando questo film duro ma, purtroppo, necessario. Grande merito della buona riuscita della pellicola va a Lindon, capace di tratteggiare a pieno il proprio personaggio senza mai scadere nella retorica dell'eroe in lotta contro tutto e tutti. Buone anche le prove dei vari comprimari e la scorrevolezza di regia e sceneggiatura. Peccato per una trama che fatica a evolversi in alcuni tratti e per degli intermezzi musicali eccessivi.

Silvestro 1/09/21 00:14 - 197 commenti

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Un film potente, asciutto e significativo. La regia è coerente dal primo all'ultimo minuto, l'interpretazione degli attori sentita e convincente, i dialoghi tra operai e padroni densi di realismo e pathos. Anche il finale, drammatico e crudo come il resto della pellicola, si mantiene all'altezza. Insomma, davvero un ottimo esempio di cinema di denuncia sociale.

Paulaster 19/10/21 09:51 - 3368 commenti

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I lavoratori di una fabbrica protestano per l'improvvisa chiusura quando gli accordi erano diversi. Film civile sul diritto al lavoro tra chi vuol portare a casa lo stipendio e gli azionisti che cercano solo la redditività. La storia tratta diversi aspetti che vanno dalla protesta alla mediazione, dai negoziati alla lotta. Carico a livello emotivo con mdp che osserva gli sguardi accesi e intenso nel mantenere alto il livello di tensione. Eccessivo nel ribaltamento dell’auto e nel finalone. Purtroppo in questi casi vince sempre la legge, anche se moralmente può sembrare sbagliato.
MEMORABILE: Le spinte all’AD tedesco; La rissa verbale contro la collega.

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