L'amante sconosciuto

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MMJ Davinotti jr
Titolo originale: Black Widow
Anno: 1954
Genere: giallo (colore)
Note: E non "L'amante sconosciuta". Soggetto dal romanzo omonimo (in italiano tradotto come "Il segreto della morte") pubblicato nel 1952 e firmato da Patrick Quentin, pseudonimo utilizzato da un collettivo di quattro autori.
Numero commenti presenti: 5
Papiro: elettronico

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I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Un importante produttore di Broadway (Heflin) conosce a un party una giovane scrittrice (Garner) con la quale esce a cena per poi ospitarla durante i giorni successivi nel suo spazioso appartamento con vista su Central Park: un atto da vero mecenate, disinteressato (l'uomo è sposato e ama la moglie, assente da casa per tre settimane), per aiutare la ragazza a ispirarsi in un ambiente giusto. Peccato che qualche giorno dopo la poveretta venga trovata impiccata in una stanza dell'appartamento. Chi sarà il colpevole? Il detective Bruce (Raft) accusa subito l'integerrimo produttore, che offeso cade dalle nuvole e decide di indagare per conto suo, visto che a quell'ora era al cinema (pur senza testimoni, parrebbe). Girato per buona parte nell'appartamento...Leggi tutto con finestrone panoramico su Manhattan al centro della storia, il film di Nunnally Johnson (anche sceneggiatore, visto che è quello il suo mestiere principale) è un classico giallo d'epoca, scritto indubbiamente bene (e altrettanto ben spiegato), accattivante nei suoi sviluppi e pronto ad esplodere in un tipico finale a colpi di scena concatenati che finisce con l'apparire inevitabilmente un po' forzato. Poco male, perché il garbo con cui il film è condotto - nonostante la regia "di servizio" - permette di seguire al meglio la storia apprezzandone i risvolti intriganti legati a personaggi che, come tradizione vuole, spesso nascondono un'ambiguità di fondo che fa a pugni con la loro apparenza integerrima. Particolarmente significativa la presenza di Ginger Rogers nel ruolo della celebre primattrice scritturata dal produttore per i suo spettacoli: vive al piano di sotto in un appartamento gemello con un marito (Gardiner) buono a nulla che splende di luce riflessa (tutti lo chiamano col cognome di lei); centrata anche la figura dell'amica da cui la vittima abitava, che rientra in scena dopo l'omicidio sconvolgendo l'indagine con una testimonianza del tutto inattesa. Il cambio delle carte in tavola è infatti una costante utilizzata per movimentare la storia, mentre è curiosa per l'epoca la struttura a flashback della prima mezz'ora, poi abbandonata per seguire meglio la vicenda "in diretta". Non un attore fuori posto, non una scena di troppo (tranne forse l'epilogo): esemplare nella costruzione, correttamente recitato, è un film che semmai manca di veri picchi e si rivela quindi un po' piatto, ma gli amanti del buon giallo (anche hitchcockiano) non ancora contaminato dalle eccedenze thriller tanto in voga oggi apprezzeranno.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 3/09/15 DAL DAVINOTTI
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Nicola81 1/01/18 14:59 - 2066 commenti

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Intrigante giallo d'altri tempi, dai colori sfavillanti e dall'impostazione quasi teatrale. La prima mezz'ora, dedicata alla presentazione dei personaggi, risulta un po' leziosa, ma dopo il ritrovamento del cadavere la storia decolla, spiazzando a più riprese lo spettatore fino all'imprevedibile (?) rivelazione conclusiva. Ottimo il cast con Van Heflin protagonista sospettato, Gene Tierney moglie persino troppo comprensiva per essere vera, Raft zelante poliziotto, la Rogers in uno dei suoi abituali ruoli glamour e l'ex bimba prodigio Garner.

Digital 26/11/18 11:08 - 1144 commenti

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Una giovane scrittrice viene trovata impiccata nella casa di un impresario, il quale diventa il primo sospettato dell’omicidio. Giallo inevitabilmente datato dall'impostazione teatrale, zeppo di dialoghi e con un ritmo tendenzialmente cadenzato. Riesce tuttavia a farsi seguire con interesse per l’intreccio che progressivamente si fa sempre più torbido, con colpi di scena spiazzanti e una discreta suspense. Heflin (doppiato dal prode Cigoli) si prodiga; molto bravo Raft in un ruolo insolitamente positivo. Fotografia di prim'ordine.

Cotola 25/04/20 13:31 - 7738 commenti

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Giallo d'antan che dopo una prima parte introduttiva ma funzionale a ciò che verrà dopo, ingrana la marcia e mantiene un buon ritmo fino alla fine. Non siano dinanzi a nulla di eccezionale o di innovativo, epilogo compreso, ma la sceneggiatura sa tenere desta l'attenzione di chi guarda e instilla la curiosità sullo scioglimento dell'enigma che viene risolto in modo non per forza prevedibile (ma se si presta attenzione a certi particolari...), ma soprattutto abbastanza onesto: cosa meritevole, visto il genere. I personaggi e la loro psicologia sono ben delineati, nonostante la breve durata.

Daniela 31/05/20 23:27 - 9955 commenti

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Un noto impresario teatrale, felicemente sposato, offre temporanea ospitalità ad una giovane scrittrice alle prime armi. Un atto generoso che lo mette nei guai quando la ragazza viene trovata impiccata proprio nel suo appartamento... Giallo impaginato con cura ed interpretato da un cast prestigioso: dopo una prima parte in flashback con dialoghi rilassati da commedia, dopo la scoperta del cadavere il ritmo diventa più stringente fino all'epilogo che riserva un colpo di scena annunciato ed un altro più forzato. Cinema vecchio stile, non travolgente ma tirato a lucido e piacevole.

Pessoa 26/01/21 00:15 - 1433 commenti

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Seconda regia per il noto sceneggiatore e produttore Johnson, che offre alla Rogers un superbo ruolo di dark lady, fra i migliori della sua lunga e prestigiosa carriera. La storia è scritta bene e realizzata meglio, grazie a un cast capace di valorizzare gli splendidi dialoghi. Notevole la virata verso la trama gialla dopo un inizio da commedia sofisticata, così come l'intrigo, preciso come un meccanismo ad orologeria. Forse gli esperti del genere troveranno un paio di dettagli fuori posto nello svolgimento della vicenda, ma sono quasi ininfluenti nel giudizio finale. Gran bel film!
MEMORABILE: Il chiarimento della vicenda nel finale; La buona prova di George Raft, attore bravo quanto sfortunato.

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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Daniela • 31/05/20 23:35
    Gran Burattinaio - 5406 interventi
    Per una volta tanto, il titolo italiano risulta più pertinente del titolo originale del film che riprende quello del romanzo da cui è tratto: non c'è nessuna femmina che uccide il maschio dopo l'accoppiamento, né alcuna aspirante vedova.
    Ultima modifica: 1/06/20 08:43 da Zender