Femmina folle

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Titolo originale: Leave Her To Heaven
Anno: 1945
Genere: drammatico (colore)
Numero commenti presenti: 11

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I COMMENTI

TITOLO INSERITO IL GIORNO 3/02/08 DAL BENEMERITO COTOLA
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Cotola 3/02/08 18:32 - 7406 commenti

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A distanza di quasi settant'anni dalla sua uscita, resta sempre un bellissimo e fiammeggiante melodramma a tinte fosche, esaltato da uno splendido technicolor (strepitosa la fotografia di Shamroy). Certo un'attenta visione può evidenziarne qualche limite ed ingenuità, ma nel '45 non doveva essere così. Anzi per quei tempi c'è molto più coraggio di quel che sembri nel tratteggiare una tale figura di donna spietata e nell'alludere a certi elemeti (l'incesto?) anche se il finale è un po' troppo riparatorio e "moralista"-"familista"-conformista. La Tierney è una delle prove dell'esistenza di Dio.

Daniela 8/02/09 11:50 - 9104 commenti

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Melodramma fiammeggiante come il rosso impudico delle labbra di Ellen, trova nell'eccesso, venato di misoginia, il suo motivo di fascino. Lei appare subito pericolosa per il fatto stesso di prendere l'iniziativa: corteggia l'imbarazzato Richard, lo obbliga a sposarla, lo domina nel rapporto sessuale. Ovvio che una donna del genere non possa essere che folle, come dimostrano le sue azioni successive. A vincere alla fine è Ruth, dolce e sottomessa: il maschio è salvo, anche se ammaccato. Fotografia sfolgorante, come la bellezza di Gene Tierney.
MEMORABILE: La scena del lago, in cui Ellen porta in barca il fratello minore di Richard.

R.f.e. 23/08/09 17:49 - 817 commenti

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Film straordinario, ma anche moralista e ricattatorio: emblematico il titolo di un suo remake tv "Too Good to Be True" (Troppo bello per essere vero), ovvero "se incontri una donna così bella e lei mostra interesse per te, forse c'è qualcosa in lei che non va" (sic!). Tratto dal romanzo omonimo (1944) di Ben Ames Williams, è un melodramma splendidamente fotograto (ha ragione Leonard Maltin quando sostiene che mai più il New England sarà così ben fotografato) e interpretato da una Gene Tierney semplicemente divina (dire solo bellissima non basta...).

Stefania 24/08/10 02:42 - 1600 commenti

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Abbacinante il premiato technicolor di Shamroy, tavolozza da grande melò per Ellen, anima nera, anima torbida da grande noir! Una lunga prima parte, appena visibili le crepe in un affresco idilliaco, poi un grande colpo di scena annuncia un twist sinistro, si incupiscono cieli e paesaggi, poi si vira al plumbeo dell'aula di tribunale, nell'ultimo segmento da dramma giudiziario. Arcobaleno di sfumature emotive e di registri drammatici, la Tierney sfolgora, celestiale o sulfurea. Leave her to heaven... or to hell?
MEMORABILE: La sequenza centrale, in barca sul lago.

Rebis 1/11/10 21:37 - 2088 commenti

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Pur essendo interamente incentrato sul "complesso di Elettra", un melodramma viscerale e crudele niente affatto irrigidito o schematizzato dalle teorie freudiane. La definizione delle psicologie è sottile e moderna, rimarcata da un tenue, sapiente allegorismo nella composizione delle immagini (Ruth taglia le rose incastonata nel cielo come un angelo, mentre Ellen emerge dalle acque del lago come un mostro abissale). La fotografia di Leon Shamroy è uno sfolgorante diorama di contrasti luminosi. Vincent Price ancora "atipico". Meravigliosa, glaciale, Gene Tierney, recita in sottrazione.

Jdelarge 8/01/14 18:01 - 842 commenti

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Bellissimo dramma noir incentrato sulla figura di una donna folle e incapace di amare in maniera sana: Gene Tierney, glaciale e stupenda, conferisce al personaggio la giusta credibilità. La fotografia di Leon Shamroy (premiata con l'oscar) riesce a catturare scorci di paesaggio incredibilmente belli. Qualche dubbio lo lascia la trama, supportata da una sceneggiatura che in alcuni punti risulta essere un po' troppo superficiale. Nel complesso, però, si tratta di un grande film.
MEMORABILE: "Patchouli".

Giacomovie 26/01/14 17:32 - 1339 commenti

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Con una regia di grande effetto, uno dei Technicolor più sfavillanti degli anni 40 e cromatismi perfetti nel definire ogni immagine, si sviluppa il dramma dell’ossessiva gelosia, un mirabile esempio delle conseguenze dell’eccessivo e morboso amore. Gene Tierney è bellissima, elegantissima e perfidissima, una dark lady col cervello avvelenato che sulle sue perfide astuzie fa ruotare l’analisi psicologica del film. La maturazione del dramma è lenta, ma si percepisce che qualcosa di oscuro incombe e l’incisiva coda processuale aumenta la tensione.

Fedeerra 4/11/17 06:32 - 401 commenti

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La Tierney, nel 1945, è una bellissima donna alle prese con un morboso disturbo di personalità borderline. E la Hollywood perbenista degli anni d'oro sobbalza. Indimenticabili le sequenze dell'annegamento e del processo finale. Un film emotivamente freddo, cinico e chirurgico, che contrasta con un'estetica scintillante e colorata. Magnifica la (oramai storica) fotografia di Leon Shamroy.

X offender 5/12/17 20:08 - 39 commenti

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E', innanzitutto, "il" film di Gene Tierney, anche più di Vertigine e Il fantasma e la signora Muir. Stupendo il contrasto tra i colori caldi e sgargianti del Technicolor e della fotografia (premiata giustamente con l'Oscar) e la glacialità della protagonista e delle disumane azioni da lei compiute. Un po' scialba la controparte maschile, unico difettuccio di questo capolavoro noir; Vincent Price, al contrario, compare di fatto solo nel processo finale, ma lascia - come sempre - il segno.
MEMORABILE: La fotografia e il Technicolor; I primi piani di Gene Tierney; La freddezza e la lucidità con cui la protagonista compie azioni brutali.

Didda23 13/04/20 15:17 - 2280 commenti

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Probabilmente la scelta del colore, se da un lato può maggiormente facilitare la visione a un pubblico poco avvezzo al b/n, dall'altro toglie magia all'ambientanzione, che non può contare su una fotografia che possa valorizzare i chiaroscuri. Rimangono la valida caratterizzazione del personaggio principale (una bellissima e diabolica Tierney) e una storia di ossessione davvero riuscita. Il tema incestuoso è solo accennato (considerato il periodo di realizzazione), ma permea tutta la pellicola. Wilde monospressivo e poco in parte, Price quando c'è sprizza classe da ogni poro.
MEMORABILE: "L'incidente" in barca; La dedica nel nuovo libro; Il processo.

Anthonyvm 24/05/20 22:17 - 1701 commenti

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Quella che comincia come un'improbabile, per quanto elegante, storia d'amore romanzesca, discende pian piano in un baratro oscuro, tingendosi di tocchi thriller per poi sprofondare nello psycho-drama. Gene Tierney dà vita a uno dei personaggi femminili più inquietanti e mostruosi della storia del cinema, una vera villain, bellissima e dallo sguardo glaciale, protagonista di sequenze indimenticabili. Buono anche il cast di supporto, con un giovane e intenso Vincent Price fra gli altri. Il tutto in uno splendido Technicolor anni '40. Da vedere.
MEMORABILE: La cavalcata di Ellen mentre sparge le ceneri del padre; Il fratellino di Wilde ha un crampo in acqua; L'"incidente" per le scale; Il processo finale.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Cotola • 7/04/13 02:05
    Consigliere avanzato - 3606 interventi
    Rivisto dopo qualche anno, il giudizio è in parte cambiato (ma non il pallinaggio) e per questo ho riscritto il commento che riprende solo in parte qualche elemento del precedente. Nuovo commento **** A distanza di quasi settant'anni dalla sua uscita, resta sempre un bellissimo e fiammeggiante melodramma a tinte fosche, esaltato da uno splendido technicolor (strepitosa la fotografia di Shamroy). Certo un'attenta visione può evidenziarne qualche limite ed ingenuità, ma nel '45 non doveva essere così. Anzi per quei tempi c'è molto più coraggio di quel che sembri nel tratteggiare una tale figura di donna spietata e nell'alludere a certi elemeti (l'incesto?) anche se il finale è un po' troppo riparatorio e "moralista"-"familista"-conformista. La Tierney è una delle prove dell'esistenza di Dio. Vecchio commento **** Splendido melodramma a tinte fosche il cui ottimo risultato dipende in primo luogo dalla magistrale regia di Stahl che riesce a dar vita ad un clima morboso ed inquietante e ad un crescendo davvero notevole che stringe sempre più nella sua morsa lo spettatore man mano che i minuti passano. Strepitosa la fotografia di Leon Shamroy. Grande la prova della Tierney che dà vita ad un personaggio cattivissimo che non si dimentica. P.S. Grazie a Zender ed alla sua pazienza (ne dovrà avere ancora parecchia ché in questi giorni sto rivedendo parecchi noir e potrei cambiare ancora qualche commento) per aver sistemato il tutto.
    Ultima modifica: 7/04/13 02:12 da Cotola
  • Discussione Zender • 7/04/13 09:33
    Consigliere - 43818 interventi
    Non preoccuparti, lo faccio sempre volentieri. Scrivimeli pure via mail.