In the crosswind

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Titolo originale: Risttuules
Anno: 2014
Genere: drammatico
Note: Soggetto basato sulle memorie di una donna estone che venne deportata in Siberia nel 1941 per ordine di Stalin insieme a molte migliaia di famiglie provenienti da Estonia, Lettonia e Lituania.
Numero commenti presenti: 2

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TITOLO INSERITO IL GIORNO 16/04/19 DAL BENEMERITO DANIELA
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Daniela 16/04/19 09:07 - 8964 commenti

I gusti di Daniela

Deportata in Siberia insieme alla figlioletta, durante tutta la prigionia Erna continua a scrivere al marito da cui è stata separata. A parte prologo ed epilogo, la sua voce che legge queste lettere accompagna la visione di "tableaux vivants" di straordinaria potenza visiva, la cui perfezione e bellezza è tale da rischiare di far passare in secondo piano il terribile contenuto. Ci pensa l'ultima lettera, l'unica di Heldur, a far emergere commozione e lacrime, prima delle didascalie finali. Da vedere: una pagina di storia poetica e straziante.

Puppigallo 17/04/19 16:13 - 4467 commenti

I gusti di Puppigallo

L'originalità, ormai, è diventata merce rara. E quando ci si imbatte in una pellicola che, pur restando un po' fine a se stessa, ha comunque il coraggio di provare una strada diversa, è inevitabile restarne piacevolmente impressionati. E' il caso di questa cupa discesa nell'incubo della deportazione e dello smembramento delle famiglie, che si avvale di veri e propri fermi immagine viventi per cogliere l'attimo. E con l'aiuto del bianco e nero, che qui ha un perchè, ne enfatizza la drammaticità e l'angoscia (d'altra parte, una simile situazione avrebbe fatto a pugni con qualsiasi colore vivo).
MEMORABILE: La descrizione dell'interno del vagone, con strette finestre in alto; Il mucchio di scarpe; "Non capisco che Paese sia questo".
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Daniela • 16/04/19 09:25
    Consigliere massimo - 4944 interventi
    Film di cui avevo sentito parlare in occasione del passaggio festivaliero a Toronto, solo recentemente ho reperito i sottotitoli - non credo ne esista una versione doppiata. Quasi interamente composto da "tableaux vivants", secondo una tecnica che mi ha ricordato certe sequenze nei film di Roy Andersson - la somiglianza si ferma però qui, perché l'opera dell'estone Martti Helde, al suo esordio nel lungometraggio, ha caratteristiche uniche. Vivamente consigliato: può non piacere ma non credo possa lasciare indifferenti, sia per il soggetto che per la grande bellezza figurativa. Paradossalmente, se ho trovato un difetto, è proprio questo: certe sequenze sono girate con tale perizia e perfezione che il "come" può distrarre dal "cosa" è mostrato. Qualche notizia sulla deportazione in massa degli estoni ordinata da Stalin si può trovare qui: https://it.wikipedia.org/wiki/Deportazioni_sovietiche_dall%27Estonia
    Ultima modifica: 16/04/19 13:01 da Daniela
  • Discussione Pigro • 16/04/19 10:56
    Consigliere avanzato - 1474 interventi
    Grazie della segnalazione!
  • Discussione Puppigallo • 16/04/19 17:04
    Scrivano - 502 interventi
    Interessante
    Ultima modifica: 16/04/19 17:04 da Puppigallo
  • Discussione Kinodrop • 16/04/19 21:08
    Capo call center Davinotti - 56 interventi
    Grazie mille Daniela...(ma) :)
  • Discussione Cotola • 18/04/19 19:33
    Consigliere avanzato - 3594 interventi
    Grazie Daniela. Curiosissimo di vedere il film.