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TITOLO INSERITO IL GIORNO 9/10/21 DAL BENEMERITO COTOLA
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Cotola 9/10/21 00:35 - 8347 commenti

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Splendido film fluviale, tre ore piene, che si prende i suoi tempi per narrare una storia dalle tematiche universali, attraverso dialoghi lunghi, placidi ed avvolgenti. Col passare dei minuti si resta sempre più coinvolti da ciò che accade e soprattutto si sente sullo schermo e si viene dolcemente "travolti" dalle emozioni che sgorgano da ciò che i protagonisti si dicono e dai loro stati d'animo. Lo stile è semplice, com'è tipico del cinema nipponico, ma perfettamente funzionale al narrato. Una piccola perla di rara bellezza nel caotico e tonitruante panorama del cinema odierno.  
MEMORABILE: La chiusa del film con le splendide ultime battute di Zio Vanja. 

Lou 15/10/21 17:20 - 1081 commenti

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Intenso film giapponese che trae spunto da un racconto di Murakami. Una storia intima e sofferta, lenta ma non pesante, lunga (3 ore) ma affascinante, densa di immagini simboliche e di oneste e profonde riflessioni immerse in un'avvolgente e struggente atmosfera nipponica. La rossa Saab del protagonista è spesso in scena, luogo protetto dove avvengono intime confessioni nonché le prove di recitazione dello "Zio Vania" di Cechov.

Myvincent 9/12/21 08:43 - 3217 commenti

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Un attore/regista teatrale si lascerà guidare nella propria auto, proprio come nella vita che fino a quel momento era tutta nel potere della propria volontà. Perifrasi dell'esistenza di un uomo, che avrà modo di riflettere sul passato e i propri errori. La preparazione sulla scena di un testo di Checov (Zio Vanja) sarà l'atro piano di approfondimento di una storia che ne racchiude altre, il tutto con lo stile tipico del regista: lento, fluido, apparentemente fermo ma sempre pieno di sviluppi inaspettati.

Bubobubo 23/02/22 21:24 - 1690 commenti

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Lei drammaturga, lui attore teatrale: lei narra durante gli amplessi le storie che lui porterà in scena. Ma dietro ogni pièce c'è il lato oscuro del tradimento, segreto inconfessato per l'improvvisa morte di lei. Lui si ripromette di smettere: finché non gli viene affidata una nuova versione dello Zio Vanja di Cechov, col giovane amante di lei come protagonista... Polimorfico, oceanico nella durata e nei contenuti, ma senza quella patina di radicale inaccessibilità tipica di molta avantgarde nipponica, né reali momenti di stanca: un'esperienza filmica e di vita che lascia ammaliati.
MEMORABILE: Scoperta del tradimento; La morte di Oto (Kirishima); Cechov in LIS; Le infinite attese nella Saub rossa; L'arresto di Koji (Okada); Il finale.

Manrico 15/03/22 10:04 - 90 commenti

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Tre ore lente e amniotiche in cui assaporare un intreccio intimamente coinvolgente e momenti di assoluta poesia. La storia dell'attore/regista teatrale cui, due anni dopo la morte dell'amata e tormentata moglie, viene chiesto di mettere in scena una versione multilingue di "Zio Vanja" di Cechov, è il contesto dentro cui far scorrere riflessioni mai banali sull'incomprensibilità dei sentimenti, i lati oscuri dell'immaginario, il potere della parola, l'idea di una sconosciuta che entra nella tua vita.
MEMORABILE: Il finale di "Zio Vanja" nel linguaggio dei segni, poeticamente fortissimo.

Daniela 18/03/22 12:26 - 11522 commenti

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Due anni dopo la morte improvvisa della moglie, un regista teatrale si reca a Hiroshima per mettere in scena una versione multi-lingue di Zio Vanja di Cechov... Si sfiorano le tre ore per un film quasi interamente basato su dialoghi e prove teatrali, eppure la durata non pesa tanto fluida è la narrazione di questa sorta di thriller sentimentale in cui il protagonista e la giovane autista che lo accompagna negli spostamenti devono entrambi far i conti con il passato e il peso di un lutto devastante. Opera riflessiva e malinconica ma anche rasserenante grazie al calore d'un abbraccio.

Giufox 26/03/22 16:56 - 295 commenti

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Il rigore cristallino e la sofisticata eleganza dei rapporti umani tipica dello stile di Murakami non viene tradita dalla sensibilità di Hamaguchi. La parola si fa protagonista accarezzando attenta corpi e anime, mentre la vecchia Saab rossa viaggia silenziosa, senza meta apparente, fondendo lo spazio teatrale con quello urbano. Un omaggio a Checov quanto a Bergman e tanta nuova linfa per il cinema asiatico.

Kinodrop 29/03/22 19:35 - 2269 commenti

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Oto, drammaturga scioccata dalla morte della figlioletta, ritrova la vena creativa solo durante gli amplessi in cui sussurra nuove trame al marito, regista teatrale, ma anche al giovane amante; dopo la morte di lei inizia un contorto rovello psicologico per entrambi, che coinvolgerà anche l'introversa driver. Da un racconto di Murakami una troppo dilatata narrazione tutta di parole espresse o sottese, vere o in scena, bilanciate dal fluido ritmo on the road con un finale, nonostante la cerebralità dell'argomento, possibile ma non imprevedibile. Difficile da condividere fino in fondo.
MEMORABILE: La bella Saab rossa; Il passato di Watari e il lungo viaggio verso "casa"; Le prove di Zio Vanja; Le ambiguità di Koji.

Enzus79 2/04/22 21:10 - 2299 commenti

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Film di quasi tre ore che non sembra affatto interminabile (anzi, alla fine si vorrebbe scavare ancora più a fondo) e soprattutto non annoia. Complesso nel suo analizzare sentimenti perlopiù negativi (elaborazione del lutto su tutti), risulta leggero per le sfumature poetiche che lo caratterizzano. Potente scenicamente. Regia più che efficace. Oscar meritato.

Paulaster 3/05/22 09:29 - 3641 commenti

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Regista mette in scena uno spettacolo tratto da Cechov. Partenza che entra subito in un registro intimista e che poteva spiegare meglio le dinamiche matrimoniali. Nel prosieguo i progressivi svelamenti hanno i tempi perfetti e danno profondità ai segreti nascosti mantenendo una calma tipicamente giapponese (pure troppo, considerati i tradimenti accettati dal marito). La chiusura teatrale è conciliatoria e senza fronzoli emotivi. Le tre ore non sempre sembrano giustificate, soprattutto nell'ambito delle prove.
MEMORABILE: Le audizioni; Il differente finale della storia sognata; Le due sigarette fuori dal tettuccio.

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Nando 3/05/22 16:16 - 3641 commenti

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Con l'iconica Saab 900 turbo si assiste a una pellicola riflessiva che affronta il tema del tradimento e della morte come concausa in una narrazione che sfiora, comunque senza annoiare, le tre ore. Dialoghi importanti ed estenuanti prove teatrali con il protagonista che affronta con malcelata mestizia la scomparsa della consorte. Un film di notevole interesse che genera una profonda riflessione sui complicati rapporti umani.

Galbo 27/05/22 18:00 - 11876 commenti

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Pregevole film giapponese dallo stampo fortemente intimista ed esistenzialista. Lo spunto, dopo un lungo prologo, è quello delle prove di uno spettacolo teatrale che mette in contatto il regista con la sua giovane autista. Essenziale la trama, fondamentali i lunghi dialoghi, basati su riflessioni sulla vita, l'amore, il sesso e la morte. Considerevole la durata di una pellicola che non annoia mai e riesce a conquistare lo spettatore con il suo significato e il rigore stilistico. Impeccabili gli interpreti. Da vedere.

Giùan 12/06/22 10:19 - 3694 commenti

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Film profondamente letterario in cui "rileggendo" Murakami, Hamaguchi trova anche modo per rivitalizzare (ancora una volta verrebbe da dire, dando i giusti meriti al capolavoro teatrale) lo Zio Vanja cechoviano. Lavorando di preziosa sottrazione e distensione (contravvenendo anche parzialmente alle aspettative dello spettatore), puntando tutto sui rapporti e i risvolti dei personaggi (anche se il giovine attore irrita e non convince), l'opera acquista un progressivo arricchimento, proponendosi come un creazione artistica sinceramente universale. Guida leziosa ma sicura.
MEMORABILE: L'attrice sordomuta; Le sigarette e il cappellino della autista; Le prove al parco; La cassetta.
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