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L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Versione al femminile della NOTTE DA LEONI americana (con tanto di omaggio-citazione all'animale che devasta la stanza), il film di Francesco Apolloni si aggancia nel finale (a sorpresa) con un caso di cronaca che ha avuto un certo riscontro sui social e che per ovvie ragioni è bene qui non svelare. Si parte dal 1997, quando cinque giovani amiche si promettono eterna amicizia mentre sostano tra le tombe del cimitero acattolico di Roma. Vent'anni dopo sono cambiate e si sono relativamente perse di vista, ognuna alle prese con un lavoro diverso e di diversa soddisfazione: Linda (Chiatti) è fotografa, Eleonora (Liskova) si guadagna da vivere con videocorsi da...Leggi tutto “life coach”, Vanessa (Francini) è un'attrice sostanzialmente fallita, Akiko (Ichikawa) si è data all'ascetismo ed è una seguace di Baba Yogi. Chiara è invece colei che tutte ha invitato al proprio matrimonio per poter riunire il vecchio gruppo. Ha prenotato per le quattro una suite al St. Regis di Roma e organizzato una curiosa caccia al tesoro che consenta loro, nella comunanza, di ritrovare l'antico spirito d'amicizia che tanto le legava. Delle quattro Akiko sembra la meno integrata (proprio come un tempo), ossessionata com'è dal benessere, il pacifismo, l'ecologia, agli opposti del gretto materialismo di Eleonora per esempio, legata a borse, marchi, capi di lusso... e con il sesso ad occupare ancora molti dei suoi pensieri. Mettendo a disposizione una limousine con tanto di autista (Gaeta), subito ribattezzato Ambrogio in onore alla vecchia, storica pubblicità del Ferrero Rocher ("La mia non è proprio... fame, è più voglia di qualcosa di buono"), Chiara ha predisposto una serie di indizi di facile risoluzione (e a cui chi guarda non fa nemmeno troppo caso) il cui evidente compito è semplicemente quello di spostare l'azione da un parco di divertimenti (Cinecittà World, sulla Pontina) a un ristorante di lusso fino a chissà dove in modo da garantire dinamicità alla storia. Che in effetti non ha il problema d'annoiare troppo quanto piuttosto quello di perdersi in inutili frivolezze che improvvisi squarci (goffamente) drammatici non hanno la possibilità di riabilitare. La superficialità è di casa, ma non sarebbe nemmeno un male se fosse accompaganata da una sceneggiatura brillante. Invece le gag sono terribilmente scialbe, con la pretesa di far sorridere attraverso doppi sensi mal studiati e uno spirito umoristico che salvo rari intermezzi è difficile interpretare come tale. E' più che altro un agitarsi perenne, un tentativo di comunicare allegria e grintosa voglia di vivere con gridolini e sorrisi, bevute e l'immancabile incontro con lo strip-teaser pronto ad ispirare modesto arrapamento. Lo schema è sempre lo stesso: Vanessa ed Eleonora che la buttano sul sesso, Linda che sorride amaramente accennando a una maturità superiore, la Ichikawa che smorza ogni entusiasmo prendendo le distanze, per questo tacciata di "suorismo" dalle altre. Stille di amarezza dosate senza la dovuta parsimonia, l'entrata in scena della figlia di Vanessa a movimentare le acque, la Bertè che canta "Non sono una signora" dal videowall rivolgendosi poi alle quattro amiche per ridar loro energia. Poi gli inconvenienti, il filmato dell'albergo... un po' quello che il ben più centrato classico americano aveva saputo organizzare a mo' di format replicabile (non a caso da più parti replicato). E invece il film non decolla mai, poco credibile anche in quella che dovrebbe essere la complicità del gruppo (da sempre un banco di sfida, per opere di questo genere). Il punto più basso? Forse l'amplesso in armadio con gridolini ascoltati all'esterno da tutti. Il ricordo alla spiaggia di naturisti pare invece inserito giusto per offrire qualche nudo gratuito (e insolito, per un film così) delle cinque perlopiù prosperose ragazze. Decisamente poco riuscito.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 27/02/21 DAL BENEMERITO GABRIUS79 POI DAVINOTTATO IL GIORNO 2/05/21
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Gabrius79 27/02/21 21:04 - 1253 commenti

I gusti di Gabrius79

Un buon quartetto di attrici ben diretto, ma la storia raccontata è un po' grossolana e ripetitiva, riscattata solo da un finale a sorpresa. Non mancano alcune divertenti schermaglie grazie a una frizzante Francini - che forse si dimostra la migliore del gruppo - e qualche momento sentimentale.  Noiosi invece i vari flashback. Occhio al cameo canterino della Bertè sulle note di “Non sono una signora”.

Siska80 13/03/21 21:12 - 1205 commenti

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Un buon gruppetto di attrici sprecato per una vicenda squinternata che dai toni di commedia passa prima al drammatico e poi al giallo (che fine ha fatto la futura sposa?) senza mai sorprendere o emozionare. I dialoghi sono banali, mentre si tenta (con esiti disastrosi) di parlare dei problemi delle donne moderne (cattivi rapporti coi figli, avventure sessuali à gogo, traumi infantili, separazioni con brutta sorpresa annessa) incitandole a non arrendersi (a questo servono il cameo della Bertè e il colpo di scena finale, ambedue patetici).
MEMORABILE: "La vagina non ha età!" (Eleonora); Il giro per il centro estetico; Linda e Vanessa parlano dei propri traumi.

Markus 25/04/21 10:39 - 3400 commenti

I gusti di Markus

Trasposizione cinematografica di una pièce (tratta da una storia vera) dello stesso regista. Cinque adolescenti degli Anni '90 promettono di volersi bene per tutta la vita; quindi si ritroveranno, oltre vent'anni dopo, col fardello degli anta addosso, riunite per il matrimonio di una di loro, che però non c'è... Commedia dolce-amara di basico livello e per nulla originale: tra citazioni, "notti da leoni" e piagnistei appositamente costruiti per mostrare allo spettatore che l'attrice di turno non è solo comica, si arriva - arrancando - a un finale melodrammatico. Deludente.
MEMORABILE: Adolescenti nude che corrono sulla spiaggia.

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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Fedemelis • 7/04/21 07:14
    Fotocopista - 1860 interventi
    Nella scena della passeggiano a Via del Corso, le protagoniste e le comparse alle loro spalle sono senza mascherina, che invece è correttamente indossata dai passanti sullo sfondo.