400 giorni - Simulazione spazio

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MMJ Davinotti jr
Titolo originale: 400 Days
Anno: 2015
Genere: fantascienza (colore)
Numero commenti presenti: 9
Papiro: elettronico

LE LOCATION

I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Una fantascienza meno tradizionale di quanto appaia, apparentata piuttosto a certi horror thriller moderni che mescolano Orwell a TRUMAN SHOW nel tentativo di svecchiare il genere e di non deludere i gusti dello spettatore di oggi. L'idea è quella di simulare una navigazione spaziale di 400 giorni in vista di missioni in cui sarà necessario aver dimostrato di saper sopravvivere in condizioni particolari. Per questo quattro astronauti vengono spediti sottoterra in una sorta di laboratorio sotterraneo costruito come un'astronave: ambienti asettici ed essenziali, pareti bianche... Chiusi in un mondo separato dalla realtà solo da un diaframma di pochi metri ma allo stesso tempo da essa...Leggi tutto molto distanti (i quattro si comportano come se davvero fossero nello spazio), sembra riescano a gestire ogni problematica per il meglio. Fino a quando non sbuca fuori lì, del tutto a sorpresa, uno strano individuo grazie al quale capiamo che non tutto finirà come previsto. Manca l'ossigeno, la ragazza (Lotz) rischia di morire e inevitabilmente qualcuno suggerirà di tornare in superficie anche a costo di perdere la possibilità, in futuro, di partecipare alla missione reale. Riemersi, i nostri si ritrovano di notte in un campo spettrale, semideserto, coperto di polvere che analizzata in laboratorio risulta essere lunare! Raggiunto con tute e caschi un paese che le mappe segnalano come "Tranquility", entrano in bar senza che nessuno sulle prime dia una risposta precisa alle loro ovvie domande. Cos'è successo? Ci si può fidare dei racconti che si fanno nel locale? Uno spunto così, seppur poi destinato ad approdare in lidi ben noti (finale aperto compreso), reca con sé una buona dose di suggestioni legate al fascino dell'ignoto che, se gestite nel migliore dei modi, possono raggiungere lo scopo di trascinare lo spettatore in un mondo fuori dal tempo. E infatti l'avventura extra-capsula alza l'interesse, dopo che una prima parte decisamente standard non aveva fatto che riproporre una situazione da fantascienza anonima, alla quale si era aggiunta pure una relazione sentimentale tra una coppia lì ritrovatasi. Poi, grazie anche a un commento sonoro opprimente e una fotografia adeguata al clima ricercato, il film migliora e diventa cruciale la domanda su cui tutto si fonda: ciò che circonda i protagonisti è una mistificazione dietro alla quale si cela un esperimento segreto o la realtà? Mancano però idee sufficienti per dare sviluppi intriganti al tutto e l'appartenenza a un cinema di genere in cui la tensione vera manca, il cast non brilla e la povertà delle scenografie è evidente, rischia di affossare ogni buona intenzione.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 4/12/15 DAL BENEMERITO SAINTJUST POI DAVINOTTATO IL GIORNO 18/09/18
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Saintjust 5/12/15 00:08 - 111 commenti

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Quattro aspiranti astronauti vengono chiusi in un simulatore spaziale sotterraneo per testare le loro condizioni di stress in vista di una futura missione; a pochi giorni dalla fine qualcosa non andrà per il verso giusto. Film fantascientifico indipendente low-budget con una paio di volti noti (il protagonista del pessimo Dylan Dog e il cyborg di The machine) che sconfina nei territori dei celebri "Weird Tales". Tiene incollati fino alla fine e fa tornare alla mente certe suggestioni regalate da Ai confini della realtà. Lieta sorpresa.
MEMORABILE: L'uscita dal simulatore; L'intruso.

Pinhead80 14/05/17 19:33 - 4038 commenti

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Quattro persone vengono rinchiuse sottoterra per simulare un viaggio lungo 400 giorni nello spazio. Con l'andare del tempo per l'equipaggio le cose precipiteranno. Il regista deve aver fatto molta confusione, arrivato a un certo punto; perché si perde le coordinate del film e abbraccia una sceneggiatura sconclusionata. Peccato; di base c'era un'idea buona che, seppur non originale, poteva essere interessante. Una volta che i quattro protagonisti escono dal loro rifugio l'opera si smarrisce totalmente e rimane solo tanta confusione.

Piero68 16/05/17 11:06 - 2793 commenti

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L'inizio mostra buone potenzialità tanto da non risentire per nulla del low-budget. Anzi, sembra quasi farne un punto di forza. Poi però, poco a poco, il prodotto si perde fino a giungere a un finale che vorrebbe stupire ma che riesce soltanto a indignare chi ha dedicato il suo tempo a questa pellicola. Unico colpevole una sceneggiatura pasticciata e confusa, che prova a mettere troppa carne al fuoco senza però avere i mezzi necessari per poter arrivare fino in fondo con dignità. Regia modesta con prove attoriali al minimo sindacale.
MEMORABILE: L'intruso nel laboratorio.

Hackett 16/05/17 20:06 - 1786 commenti

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Seguendo l'ambiguità narrativa che lo accomuna al successivo 10 Cloverfield Lane, questo interessante thriller di ambientazione (teoricamente) spaziale assomiglia a un buon racconto di Stephen King, di quelli che riescono a tenere lo spettatore sul filo pur senza raccontare nulla. La sceneggiatura regge bene, almeno finché i protagonisti non cercano di uscire dalla capsula oggetto dell'esperimento. Poi il film non sa bene che direzione prendere e opta per un finale poco coraggioso, che lascia a chi guarda la responsabilità di trovare un senso.

Daniela 24/05/17 12:06 - 9837 commenti

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In vista dello sbarco su Marte, quattro aspiranti astronauti sono rinchiusi in un buco sotto terra per simulare gli effetti di una prolungata coesistenza in ambienti ristretti... Premesse buone, anche se non originalissime, vanificate da una sceneggiatura confusa, dialoghi banali, messa in scena piatta, prestazione incolore del cast già modesto in partenza. Così, il film perde rapidamente d'interesse, né valgono a ridestare i sensi cinematografico dormienti le trovate ed i colpi di scena con cui si cerca di insaporire la scipita pietanza. Solo per fanta-completisti.

Black hole 24/10/17 14:13 - 139 commenti

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L'idea di partenza non è nemmeno tra le più sfruttate e il film funziona discretamente grazie agli attori e una certa dose di suspense, soprattutto dai primi segnali anomali provenienti dall'esterno del simulatore. Decisamente potabile, delude forse perché dà più l'impressione che il finale (e le idee) manchino, piuttosto che di un finale aperto. Forse negli ultimi dieci minuti si poteva escogitare qualcosa per "incanalare" maggiormente gli interrogativi dello spettatore.
MEMORABILE: Il topolino più iellato della storia del cinema.

Taxius 22/08/19 16:10 - 1651 commenti

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Quattro persone vengon chiuse in un bunker sotterraneo per 400 giorni per simulare un viaggio nello spazio; una volta uscite scopriranno che il mondo non è più lo stesso. La prima metà, quella ambientata nel bunker, pur rispettando i cliché sul genere non è malaccio e riesce a infondere una buona dose di inquietudine. Tutto cambia nella seconda, quando i nostri escono allo scoperto dando così una sterzata netta a tutto il senso del film, che finisce per impantanarsi in una palude di situazioni senza senso e sconclusionate. Evitabile...

Il ferrini 26/04/20 19:56 - 1764 commenti

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Mediocre. I personaggi son tagliati con l'accetta e dopo l'uscita dall'astronave (o meglio, dal bunker) la vicenda comincia a traballare, anche se qualche buono spunto c'è. La differenza principale con 10 Cloverfield Lane - che, va detto, un po' gli somiglia - è che qui non c'è Goodman e meno che mai la Winstead. Il finale aperto, poi, in questo caso è francamente irritante, perché tutta la tensione del film si basa esattamente sulla scoperta di cosa ci sia fuori, essendo i conflitti fra i protagonisti del tutto pretestuosi.

Minitina80 28/11/20 13:13 - 2460 commenti

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Inizia mostrando il tracciato fantascientifico tipico di molte opere post duemila. Di contro, si affida nella seconda parte a un clima di tensione che nasce dalle ceneri di un soggetto vicino all’horror, rimandando, almeno nelle intenzioni, ai copioni di qualche decennio addietro. Nemmeno indugia eccessivamente sulle dinamiche del rapporto di coppia, evitando inutili sentimentalismi che mal si sarebbero addetti al contesto. Cresce durante la visione, rivelandosi una piacevole sorpresa, non da memorabilia, ma senz’altro in grado di lasciare un ricordo di sé.

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