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LA LUNGA TAPPA IN EGITTO DELLA "SPIA CHE MI AMAVA"
mercoledý 16 gennaio 2008
La Spia che mi amava è stato uno dei grandi successi bondiani dell’era Roger Moore, nei quali la fascinazione di location esotiche particolarmente azzeccate ben si combinava con il glamour di un protagonista ben diverso dal precedente Sean Connery ma comunque molto amato.

Qui siamo nel 1977 (un anno prima di Assassinio sul Nilo quindi, teniamolo ben presente) e la prima parte del film trova nell’Egitto un luogo originale e non molto battuto dal cinema che fa da perfetto contraltare alla prima scena ambientata più classicamente tra le nevi svizzere.

Image SAQQARA e IL CAIRO (foto 1): L’arrivo di Bond in Africa è all’oasi di Saqqara, riconoscibile con facilità per via della famosa piramide a gradoni di Zoser che troneggia sullo sfondo. Giunto in cammello, Bond si rifugerà sotto un’ampia tenda facendo definitivamente scomparire il paesaggio. Arriverà al Cairo poco dopo. La panoramica della capitale ci mostra subito la grande moschea di Mohammed Alì, che domina la città sulla destra dello schermo. Ed è proprio lì che Bond si ritroverà, passeggiando attraverso il colonnato che cinge il cortile centrale (riconoscibile dal tempietto costruito al centro di esso). Giunto in una stanza non ben definita, finirà presto sul terrazzo a scazzottarsi con l’immancabile sicario ma qui, attenzione, la moschea torna a vedersi sullo sfondo facendoci capire che il nostro non può più trovarsi all’interno di essa!

ImageIL CAIRO E KARNAK (foto 2): La sera Bond si avvia verso Giza trovandosi nel pieno della proiezione nota come “Suoni & Luci”: sfruttando il fascino delle tre piramidi e della sfinge gli organizzatori raccontano la storia dell’Egitto dei faraoni proiettando luci e laser contro i colossali monumenti che dominano il paesaggio. A distanza di trent’anni lo spettacolo resiste ancora e vi si assiste stando seduti su seggiolini disposti esattamente come si vede nel film. Presumibilmente è cambiato ben poco, nella rappresentazione (che Bond non deve giudicare troppo innteressante, visto che subito si dirige di soppiatto verso le piramidi perdendosi tra le mastabe lì nei pressi). Dopo una lunga parentesi nel lussuoso albergo dove alloggia (durante la quale abbiamo modo di vedere una caratteristica danza del derviscio), Moore e la Bond-girl di turno (Barbara Bach) se ne vanno nel deserto per apparire di fronte al celebre tempio di Karnak a Luxor (allora piuttosto in restauro, come abbiamo modo di capire).

ImageKARNAK E ABU SIMBEL (foto 3): A Karnak la puntatina alla sala ipostila (vedi anche Assassinio sul Nilo) pare inevitabile: con le sue 134 gigantesche colonne è luogo di grande fascino. Ma non solo: per la prima volta è in questo film che si sceglie di far cadere nella sala ipostila un masso dall’alto. In Assassinio sul Nilo avverrà infatti qualcosa di molto simile, e se lì l’assassino lo vedremo salire in cima alla struttura, qui lo Squalo (il celebre killer dai denti d’acciaio) pare essere già lì, a camminare sulle travi che uniscono in alto le colonne come niente fosse! Il risultato è comunque lo stesso: un masso cade pesantemente a due passi dai protagonisti, ed esattamente nello stesso luogo! La tappa finale prima di passare ad altre location (Sardegna compresa) non poteva che essere Abu Simbel. Il problema è che però quando Bond entra (si suppone) nel tempio di Ramses II ad Abu Simbel, si ritrova di nuovo a Karnak! Com’è possibile, ci si chiede, far credere che Bond sia all’interno di Abu Simbel dal momento che il tempio di Ramses II è costruito internamente nella roccia mentre quello che noi vediamo è un tempio a cielo aperto? Misteri del cinema, come sempre.
 
THE EGITTO CONNECTION:
Per chi sta per partire per l'Egitto (o ci è appena stato) ci sono altri film (con relative foto) da considerare e qui analizzati. Questi sono i link agli approfondimenti del caso:
 
 
ARTICOLO INSERITO DAL BENEMERITO MAURO ZENDER  
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