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IL PIANETA FANTASMA

All'interno del forum, per questo film:
Il pianeta fantasma
Titolo originale:The Phantom Planet
Dati:Anno: 1961Genere: fantascienza (bianco e nero)
Regia:William Marshall
Cast:Dean Fredericks, Coleen Gray, Anthony Dexter, Dolores Faith, Francis X. Bushman, Richard Weber, Jimmy Weldon
Visite:571
Filmati:
M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: N° COMMENTI PRESENTI: 5
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 23/3/07 DAL BENEMERITO FABBIU POI DAVINOTTATO IL GIORNO 5/3/17
1980 (quando era ancora il futuro): dalla Luna partono razzi interplanetari che troppo spesso si schiantano - sentite le registrazioni dai giornali di bordo – su un planetoide irrintracciabile perché troppo "veloce"; fantasma, per l'appunto. La Pegaso IV parte dopo la scomparsa della III e la guida il capitano Jack Chapman (Fredericks). Dopo aver disperso causa danni da tempesta di meteoriti l'unico altro occupante, l'astronave viene attratta dal solito asteroide e ci si schianta sopra. Chapman però si salva e in breve rimpicciolisce nella sua tuta fino a raggiungere le dimensioni dei minuscoli abitanti di Rheton (una loro teoria dice che l'ossigeno di ogni pianeta regola automaticamente la grandezza degli esseri che lo abitano!). Accolto dal capo locale come un intruso (parlano tutti in inglese, ma in realtà sono traduzioni istantanee dovute a tono-onde vocali) gli si spiega subito che non tornerà più sulla Terra e che si muova a trovarsi una moglie, visto che già due bellezze del posto gli lanciano occhiate assassine: la bionda è già cotta, la mora è muta ma si capisce come sia altrettanto attratta dallo "straniero". Tanto che al tizio che puntava alla bionda gli girano e sfida Chapman in duello, perdendo ma venendo cavallerescamente risparmiato dal nostro simile. Di lì a poco comunque i problemi saranno altri, perché Rheton viene attaccato dai solariti (di cui un ridicolo esemplare è custodito in una prigione chiusa da una barriera invisibile). Sarà una battaglia veloce e indolore che avrà come unico effetto collaterale la distruzione della barriera nella cella del solarite (Kiel) e la conseguente fuga dello stesso, che terrorizzerà per un po' gli abitanti. Un po' di azione in quello che resta un film tremendamente statico e verboso, in cui i rhetoniani si dilungano sulle loro conquiste relative a gravità e antigravità colpendo davvero solo quando ci spiegano come siano ridotti a vivere in una caverna spoglia non (come si potrebbe pensare) per cronici problemi di budget della produzione ma per scelta: erano arrivati ad un progresso tale che nessuno doveva più lavorare, la qual cosa aveva generato ozio e guerre nate giusto per occupare il tempo nelle giornate vuote. La cosa stava degenerando e così s'è tornati indietro alle caverne. Contenti loro... Di fatto le scenografie sono conseguentemente quanto di più spoglio e misero si possa immaginare, così come i costumi. Affidando il tutto a un cast che di certo non brilla si può arguire come il film, fotografato in un bianco e nero che in parte maschera la miseria degli effetti speciali (meteoriti, razzi, solarite e astronavi nemiche sono da mani nei capelli), offra poco di interessante dal punto di vista visivo e non solo. C'è qua e là qualche discreta intuizione (Chapman che rimpicciolisce nella tuta ad esempio) ma davvero non basta a salvare un film diretto male (Marshall è prima attore che regista), lento e destinato a perdersi tra i mille simili.
il DAVINOTTI

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Pigro 6/5/10 9:42 - 7378 commenti

C'è un po' di Gulliver, e poi un po' di Ulisse trattenuto lontano da casa, e poi il mostro innamorato della bella... Eppure questo film, che racconta di un pianetino anomalo in cui piove un astronauta e in cui vive una società felice, è tutt'altro che una banale accozzaglia di citazioni. A parte qualche ingenuità, c'è invece, forte, un'atmosfera di mistero che è prima di tutto mistero per i segreti della vita: una pensosità appena abbozzata ma infinitamente più profonda di tanto altro cinema s/f. Buona colonna sonora.
I gusti di Pigro (Drammatico - Fantascienza - Musicale)

Daniela 26/1/17 22:23 - 8316 commenti

A causa di un incidente, un astronauta si ritrova su Rethon, un pianetino vagante nello spazio abitato da esseri minuscoli. Diventato anche lui piccino picciò per effetto dell'atmosfera locale, dà loro una mano contro i mostri nemici ed intanto amoreggia con una rhethoniana... Lo spunto gulliveriano si esaurisce subito, per proseguire con chiacchere in libertà, decor miseri, effetti speciali da due lire e mostri dal look patetico. Il che però non si traduce in questo caso in un film noioso, anzi propria la sua ingenuità fumettosa e la evidente povertà di mezzi lo rende piuttosto gradevole.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: La faccia da Pippo del solarite; Lo scontro a tre che si risolve a manate e spintoni; Il finale alla Casablanca .
I gusti di Daniela (Azione - Fantascienza - Thriller)

Fabbiu 23/3/07 13:36 - 1896 commenti

Film delizioso; a guardarlo oggi ci si può solo ridere per gli effetti speciali che sono numerosi ma ridicoli, però è un film del '61, e vedere astronavi nello spazio, meteoriti, mostri e raggi laser in bianco e nero ha comunque un suo effetto. Il soggetto non è banale: è una storia che prende molto da Flash Gordon e propone un'avventura fantasy e fantascientifica su di un pianeta lontano, in cui il protagonista è come un Gulliver nella terra dei lillipuziani. Molto ingenuo ma simpatico.
I gusti di Fabbiu (Commedia - Fantascienza - Fantastico)

Faggi 25/3/17 10:20 - 1420 commenti

Il pianeta del titolo sembra stagnola accartocciata; è abitato da alieni minuscoli con fattezze e sentimenti umani (un vecchio duce, alcuni maschiacci, diverse pin-up); c'è anche un mostro loro nemico, imprigionato, simile ai pupazzoni da carro del carnevale di Viareggio. In questo contesto, più ricco di come descritto, un naufrago terrestre vivrà una vicenda da puro artigianato s/f, fiabesca, tecnicamente ingenua e scarsa ma non indegna, coerente nel suo delirio, con una traccia di amore impossibile che, nel finale, gli dà un tono malinconico.
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R.f.e. 26/3/10 11:45 - 819 commenti

Quasi una Space Opera in chiave minore, decisamente azzeccata (viene in mente, a tratti, il film di Newman/Arnold Cittadino dello spazio, ma anche il Gulliver swiftiano), forse una delle controparti cinematografiche più godibili dei romanzetti "juvenile sci-fi", così popolari negli Stati Uniti sin dalle origini della paraletteratura di fantascienza, o anche delle innumerevoli imitazioni a fumetti del "Flash Gordon" raymondiano. Peccato solo che sia in bianco e nero. Comunque, puro "primal enjoyment"!
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