Discussioni su Suburbicon - Dove tutto è come sembra - Film (2017)

DISCUSSIONE GENERALE

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  • Buiomega71 • 13/04/19 10:05
    Pianificazione e progetti - 24432 interventi
    Deliziosamente perfido e beffardo questo Suburbicon, divertente e sagace al punto giusto, cinico, cattivo e grottesco al punto giusto.

    Non ho mai amato granchè Clooney (sia come attore e, soprattutto, come regista-i temi da lui trattati come narratore non entrano nei miei interessi principali-), ma quì, sorprendentemente, fà il botto.

    Regista sopraffino (in questo caso), che non bada a spese quando deve portare alla luce l'amoralità e l'avidità di chi popola il sogno americano del bel paesello radioso da commedia anni '50 (e che dietro le staccionate, i bei giardinetti e i cieli dipinti di blu si nascondeva il marcio, forse, non è propiamente una novità, Lynch docet), come se Pleasantville fosse stato filtrato attraverso la lente sanguigna di Quentin Tarantino o di un Oliver Stone.

    Momenti assurdi e cattivissimi, fino ad una dirittura di arrivo che lambisce i territori horror (il ragazzino sotto il letto mentre infuria una colluttazione, i proiettili sparati come in Echi mortali, lo zio con il coltello piantato nella schiena e imbrattato di sangue, Damon che tira mazzate sulla capoccia in mezzo alla strada deserta, il corpo occultato, il latte e il tramezzino avvelenati, l'atmosfera "familiare" poco rassicurante e il bambino che , a suo malgrado, vive in un clima per nulla protettivo, ma pieno di dubbi e paranoie che sembra, a volte, di vedere Parents), in una girandola di follia e cupidigia da rasentare il sublime, per i meccanismi che si mettono in moto.

    Lo zampino dei Coen nello script si nota (i due killer tra il tragicomico e l'efferato vengono da Arizona Junior e Fargo, e l'inaspettato e fulmineo frontale con il camion è preso di peso da Non è un paese per vecchi) e Clooney (da buon democratico) ci infila il tema del razzismo, con una rivolta xenofoba cittadina che rimanda a certo cinema di Arthur Penn (i cori razzistici, tra starnazzar di trombe e di canti religiosi e il continuo presidio fuori dalla casa della famiglia di colore , con auto incendiate e bandiere sudiste, mettono i brividi e non possono non rammentare un caso di cronaca analogo successo proprio in questi giorni quì da noi)

    Le due vicende non si incrociano mai (e forse, questo, è l'amalgama meno indovinata, per poi ricongiungersi nella chiusa finale), ma mentre i cittadini di Suburbicon sono presi dalle loro manifestazioni nazistoidi , Damon vede il suo "piano perfetto" andare a rotoli, in un coacervo di situazioni tumultose e paradossali, che sfociano nel sangue e nella belluina stoltezza

    SPOILER

    Con una disumanità raccapricciante che non risparmia nemmeno il suo figlioletto, visto come un'intralcio

    FINE SPOILER



    Notevoli omaggi al noir e a certo cinema hitchcockiano (lo strangolamento della Moore proiettato sul muro, il bicchiere con il latte avvelenato, la Moore in double/version-che riecheggia la sua casalinga perfettina di Lontano dal paradiso- e che si fa bionda come Kim Novak in Vertigo), un incipit da home invasion che non ti aspetti dal regista di Le idi di Marzo, Damon a fare lo sporcaccione nello scantinato con la Moore e racchetta da ping pong per sculacciarla, la viscidità e l'untuosità del detective delle polizze assicurative, gli effetti della soda caustica nel caffè, la riprovevole mossa razzista del direttore del supermercato verso la donna di colore (tutto, per lei, costa venti dollari), il delirante discorso finale (al tavolo) di Damon al figlio che mette i brividi.

    C'è una piacevole malia da SF anni 50 quando, i due ragazzini, nelle loro camerette, ascoltano il radiodramma "thriller" che fa tanto Invasori spaziali

    Cinema sanguigno Suburbicon, che avvolge nella sua girandola di nerissima ingordigia, dove gli scrupoli diventano un'optional e, la famiglia, diventa il posto meno sicuro del mondo.

    Bellissima la OST composta da Alexandre Desplat e , come sempre, meravigliosa la fotografia dell'immenso Robert Elswit.

    Tutto è proprio come sembra, dove l'essere umano mostra il suo lato peggiore

    Con mia somma meraviglia ecco apparire il logo della Dark Castle (tra gli altri) di Joel Silver.

    Se io avessi ucciso mia moglie, cosa le fa supporre che non ucciderei anche lei
    Ultima modifica: 13/04/19 14:59 da Buiomega71