Mesa of lost women - Film (1953)

Mesa of lost women
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MMJ Davinotti jr
Titolo originale: Mesa of Lost Women
Anno: 1953
Genere: fantascienza (bianco e nero)
Note: Aka "L'altopiano delle donne perdute". E non "Mesa of the lost women" o "Mesa of lost woman".

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Commenti L'IMPRESSIONE DI MMJImpressione Davinotti

Fin dalla prima scena parte in sottofondo un'insistente schitarrata di flamenco che non ci lascerà praticamente più, torturandoci le orecchie senza sosta, inserita del tutto a casaccio, slegata da quel che avviene in scena. Basterebbe questo a straziare lo spettatore ma ovviamente c'è molto di più, a cominciare da una logorroica voce off che parte spiegando chi mai dovrebbe essere la coppia quasi in fin di vita che vaga per il deserto Muerto (dove è situato l'altopiano del titolo), in Messico. Si pontifica sui massimi sistemi con enfasi e ostinazione fino a farci ritrovare i due poveretti in un ospedale, dove racconteranno in flashback cosa è loro accaduto in quel deserto. In pratica si nasconde...Leggi tutto lì il dottor Aranya (Jackie Coogan, ovvero lo zio Fester dieci anni prima della Famiglia Addams), il solito scienziato pazzo che in questo caso conduce esperimenti sulle donne e sui ragni mescolandoli per creare esseri invincibili e immortali (gli tagli un braccio e gli ricresce, anche se noi tale effetto non lo vedremo ovviamente mai). Un collega importante raggiunge l'occhialuto dottore nel suo rifugio, ma appena il doc spiega i suoi folli piani quello – con scarsa lungimiranza – lo offende, gli dà del matto dicendogli che glielo impedirà e naturalmente finisce male. Non troppo però, perché torna nella civiltà raccontando della sua esperienza e fila dritto al manicomio, dal quale evade andando a bere in un locale. Qui trova ad esibirsi la stessa donna-ragno (Quinn) che aveva visto dal dottore (una danza tribale interminabile, davvero scarsa), decidendo di estrarre la pistola e uccidera davanti a tutti (tanto quella non muore); poi prende in ostaggio qualche ospite del locale e parte per il solito “altopiano delle donne scomparse” in aereo, dove precipita assieme agli altri finendo preda, purtroppo molto dopo, delle creature di Aranya; e qui compaiono non solo le donne ma anche dei nani (coi maschi gli esperimenti funzionano male) e dei ragni giganti di peluche, che vediamo solo in un paio di esilaranti inquadrature mentre balzano addossi ai malcapitati. Parlare di regia in simili frangenti rischia di essere fuori luogo: Ormond e Tevos in due non ne fanno uno; inquadrano senza un minimo di gusto passando da insulsi primi piani a inquadrature standard che seguono senza fantasia le avventure del disgraziato gruppo sull'altopiano. La sceneggiatura è delirante: al di là di dialoghi che lascerebbero interdetti persino in una parodia, si raggiungono vette inenarrabili quando un povero servo cinese viene spedito dalla coppia di suoi padroni in luna di miele (brutto momento, per finire sequestrati) nella foresta infestata da ogni sporta di pericoli per recuperare... un pettine! Lui lo fa con stoica devozione e il matto che tiene tutti in scacco, ammirato, gli consegna la sua pistola per permettergli di difendersi! Effetti speciali inesistenti, azione assente, un sequestratore dal sorriso ebete (Harmon Stevens) che regala una delle peggiori interpretazioni della storia del cinema alzando le quotazioni trash del film a livelli altissimi: solo scadente all'inizio, da quando evade dal manicomio acquisisce un'aria stralunata da pazzerello beota totalmente inedita, per il grande schermo, e assolutamente esilarante. Assieme ad altre follie assortite (gli estenuanti pistolotti della voce narrante sono da Oscar) oggi avrebbe fatto razzia di Razzie...

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TITOLO INSERITO IL GIORNO 26/10/14 DAL BENEMERITO SCHRAMM POI DAVINOTTATO IL GIORNO 28/07/15
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Schramm 26/10/14 23:57 - 3495 commenti

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Voci fuori campo che si rivolgono sia allo spettatore che ai personaggi del film, diacronia indefessa tra tessuto filmico (presumibilmente montato estraendo da un sacco stralci di girato) e colonna sonora (un arpeggio flamencato reiterato ad libitum), un analfabetismo registico che ti fa diventare retroversi gli emisferi cerebrali, P.P. a casaccio, stereotipie del mad-doctor e del monster movie veicolate da f/x che Ed Wood a pargone è Rob Bottin e impepate dallo spettro di Betty Page degli straccioni, sproloqui doc. Teoricamente la psychotronia al potere, praticamente l'avvento del Ruscorama.

Rufus68 25/12/18 23:38 - 3851 commenti

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Peccato: il gineceo aracnide dell'inizio (notevolissimo) lasciava presagire uno spazzatura cult coi fiocchi. I registi non facevano mancar nulla agli esteti del trash: nani deformi, ragnotti, incompetenza professionale, sgangheratezze logiche della trama, una colonna sonora buona per Guantanamo... Alla lunga, però, la carica orrida (che contagia simpateticamente lo spettatore) si affievolisce e il filmino diviene non brutto (lo era già), ma noiosetto. E la noia è imperdonabile.

Von Leppe 15/04/24 17:42 - 1263 commenti

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Lo spunto è interessante e all'inizio fa sperare bene tra donne ragno, scienziati folli e nani che riescono quasi a far dimenticare l'interminabile voce fuori campo dell'introduzione. Divertente pure l'idea di chiamare la donna tarantola “Tarantella”, in tono con l'ambientazione latina; ma poi la pellicola naufraga in una trama stiracchiata e risolta veramente male: tutta la situazione dell'atterraggio di fortuna sull'altipiano messicano annoia, come l'ossessiva colonna sonora. Due registi forse sono troppi e il film è assemblato male.

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