La spia che venne dal freddo

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Titolo originale: The Spy Who Came In From The Cold
Anno: 1965
Genere: spionaggio (bianco e nero)
Numero commenti presenti: 11

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I COMMENTI

TITOLO INSERITO IL GIORNO 16/02/09 DAL BENEMERITO BRUCE
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Bruce 16/02/09 12:18 - 1006 commenti

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L’esatto contrario di James Bond: niente azione, niente armi ed effetti speciali, niente donnine, cocktail e luoghi da sogno. Leamas, la spia meravigliosamente interpretato da Richard Burton, è tutt’altro, un uomo solo, che agisce nella desolata Germania dell’Est al servizio di Sua Maestà. Un film cupo, fedelmente tratto dal noto romanzo di John Le Carrè, girato in bianco e nero, assai realistico nel descrivere il complesso intreccio e la rete di inganni, drammatico e psicologico, amaro e cinico, lentissimo e per certi versi anche noioso.

Jandileida 3/06/10 10:35 - 1277 commenti

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Come Gomorra sta alla saga del Padrino, così la pellicola di Ritt sta al mito della spia cosparsa di lustrini: non ci sono personaggi epici, non ci sono storie che diventano leggende da raccontare, non ci sono modelle pronte a tutto ma ci sono uomini soli usati all'interno di un quadro generale solo intuibile e schermato da un fitto velo di nebbia. Grandissimo Burton, a cui bastava veramente una piccola espressione per rendere vivo il suo personaggio, il film mostra a volte la corda nella parte iniziale un po' confusa, ma è riscattato da un gran finale.

Galbo 1/02/11 15:36 - 11452 commenti

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La spia Leamas, a cui presta il volto in maniera eccelsa l'attore britannico Richard Burton, rappresenta l'anti James Bond per eccellenza, non più personaggio patinato e a volte fumettistico ma agente segreto che opera in contesti cupi e drammatici in un film estremamente realistico per capacità di rappresentazione quanto lento nel ritmo e volutamente antispettacolare. Poca azione ma ottima caratterizzazione dei personaggi e bella fotografia.

Cotola 16/10/11 00:54 - 7630 commenti

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Inferiore al romanzo di Le Carré (uno dei suoi migliori), è comunque un buon film che fa parte di un filone spionistico decisamente più maturo e realistico rispetto a quello di James Bond. Qui l'azione ed il ritmo sono più blandi, pur non mancando interesse ed intensità soprattutto nell'ottima seconda parte, mentre più "profonde" sono le caratterizzazioni dei personaggi. Alla fine non ci sono nè vincitori nè vinti: solo un senso di profondo squallore e di grande solitudine che attanaglia un mondo di spie-pedine che non sono per nulla padrone della loro sorte. Amarissimo.

Zuni 2/01/12 00:51 - 68 commenti

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Spy-movie che adatta miracolosamente sullo schermo il libro di Le Carrè e quindi la demitizzazione della figura della spia, in un gioco dove nessuno fino alla fine sa bene quale ruolo sta ricoprendo e per quale finalità. Lo sguardo è ovviamente quello amaro in cui tutti siamo pedine insignificanti di disegni di potere che sono ben oltre le fazioni politiche e le convinzioni morali. Gran cast e splendida fotografia in b/n che sottolinea ulteriormente la voluta distanza dall'immaginario spy-pop di quegli anni riportato in auge dai film di 007.
MEMORABILE: La sequenza iniziale e quella finale, il processo a porte chiuse.

Myvincent 2/01/14 08:27 - 2604 commenti

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Spy-story per antonomasia, si gusta come un piatto freddo dalla digestione difficile, vista la trama intricatissima dove non esistono né buoni né cattivi ma solo mercenari in uno scenario post-bellico desolante. La spietata sequenza finale del muro di Berlino, però, riscrive la storia in termini umani, restituendoci calore.

Disorder 25/11/14 16:39 - 1410 commenti

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Più realistico di James Bond, ma inevitabilmente meno attraente. Il complotto di fondo è abbastanza macchinoso, ma più che altro pesa la totale assenza di ritmo e azione; più che allo spionaggio classico siamo vicini al thriller giudiziario, coi vari interrogatori e contro-interrogatori. Comunque i pochi personaggi sono ben rappresentati e la bellissima atmosfera da guerra fredda (splendida la scena iniziale a Checkpoint Charlie) ripagano le attese dello spettatore. Niente male.

Nicola81 31/07/17 18:53 - 2009 commenti

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Uno dei più significativi film di spionaggio sulla guerra fredda, caratterizzato da un estremo realismo, un'assenza di retorica e un'amarezza di fondo che non tutti potrebbero gradire. Ritt dirige elegantemente una pellicola dal ritmo lento ma ipnotico e dalla trama meno complessa di quanto possa sembrare a prima vista e valorizza al meglio un ottimo cast, che ha la sua punta di diamante in un Burton perfetto nell'esprimere la sofferenza e la disillusione del protagonista. Splendida fotografia, minimali ma efficaci le musiche di Sol Kaplan.
MEMORABILE: L'inizio; Il processo; Il tragico finale.

Daniela 15/10/19 19:00 - 9649 commenti

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Agente inglese si finge depresso ed alcolizzato per farsi avvicinare dai colleghi russi e, fornendo loro false prove, far passare il capo dei servizi segreti come traditore al soldo dell'Occidente... Adattamento di uno dei migliori romanzi di John Le Carré, fedele sia nella trama che nello spirito pessimista, confermato dall'amarezza dell'epilogo. Quel che manca in azione e ritmo è compensato dalla cura nell'ambientazione, malinconica e grigia come il muro di Berlino, e nella definizione dei personaggi. Grande interpretazione di Burton, ben spalleggiato dai complementari Werner e van Eyck.

Paulaster 17/04/20 12:52 - 2869 commenti

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Spia inglese viene reclutata dal controspionaggio della Germania Est. La guerra fredda viene raccontata, più che nelle rivelazioni vere e proprie, nelle strategie per eliminare chi potrebbe svelare operazioni di intelligence. La trama ha pochi colpi di scena e tutto risulta chiaro nel suo svolgimento. Peccato che la conclusione sia la parte più romanzata e pregiudichi la tensione precedente. Notevole Burton nella sua maschera decadente e nota per Werner (quello rimasto fregato).
MEMORABILE: Burton ubriaco dal salumiere; L'arringa di Werner che ha capito tutto; Gli spari verso il muro.

Giùan 11/05/20 14:25 - 3052 commenti

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Tra i documenti cinematografici che più rendono l'atmosfera plumbea, pervasivamente grigia, moralmente devastata della Guerra fredda. Basterebbe quell'incipit crepuscolare, lentissimo, febbrilmente depresso sul check point Charlie che divideva le due Germanie e che materializza la cortina di ferro. Ritt orchestra con grande coerenza il materiale di Le Carrè (anche a costo di qualche eccessiva pesantezza), la musica di Sol Kaplan si fonde con la malinconia di visi e ambienti. Burton mixa alcool, cinismo e disincanto, spalleggiato da perfette caratterizzazioni.
MEMORABILE: L'arringa di Oscar Werner/Fiedler vs l'imperturbabile Munck/Van Eyck; L'ingenua bibliotecaria comunista di Claire Bloom.
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  • Homevideo Digital • 19/08/18 11:52
    Segretario - 3058 interventi
    Dvd A&R disponibile da settembre 2018.
  • Curiosità Daniela • 15/10/19 19:10
    Consigliere massimo - 5297 interventi
    Il titolo italiano è la fedele traduzione di quello originale, a sua volta ripreso dal romanzo di John Le Carré pubblicato nel 1963.

    Il titolo venne parodiato in Le spie vengono dal semifreddo diretto da Mario Bava e uscito nel 1966. La trama, che non ha nulla a che fare con quella del film di Ritt, vede Franco Franchi e Ciccio Ingrassia aspiranti spie contrastare in modo maldestro i piani guerrafondai del malvagio dott. Goldfoot, interpretato da Vincent Price.